Muore per Trombosi, ma la colpa ricade sui videogiochi!
Non abbiamo fatto in tempo a contestare le critiche del TG1 contro il nostro passatempo preferito che già si solleva un nuovo polverone mediatico che vede “il videogaming” al centro di un’altra tragica vicenda. IlGiornale.it ha pubblicato un articolo relativo alla morte di Chris Stainfoth additando la sua passione per Halo Reach come causa della Trombosi venosa che ha spento la sua vita a soli vent’anni. La realtà è stata nuovamente reinterpretata e travisata. Questa visione errata dell’accaduto nasce da un fatto sconvolgente: il giovane videogiocatore passava anche più di 12 ore con il controller tra le mani ,ovviamente seduto, e basta informarsi un attimo per sapere che la trombosi venosa è una malattia che colpisce per lo più le persone che passano molto tempo a sedere, in forma lieve può presentarsi anche in coloro che per motivi di lavoro viaggiano spesso in aereo e sopportano viaggi di molte ore. La causa del malore di Chris va per tanto ricercata nei periodi prolungati passati a sedere probabilmente in posizione scomposta. Halo Reach non ha nulla a che vedere , come è logico che sia, con la malattia. Siamo dinanzi all’ennesima forma di disinformazione videoludica, nonché di una strumentalizzazione della morte con scopi diffamatori nei confronti di questo media, detto in poche parole: di una vera vergogna e di una mancanza di rispetto per l’anima di questo giovane. Ad aggravare una situazione già di per se ridicola è il comportamento del padre, che invece di preoccuparsi di Chris quando per ore ed ore consumava la sua vita dinanzi al televisore , si attiva solo adesso con una campagna sulla sensibilizzazione sui rischi dei videogiochi. Lo staff di Z-giochi , invece, non ha alcuna intenzione di sminuire l’accaduto, la vita di un uomo vale più di qualunque videogame (e non serve che lo dica io ndr) , ma era nostro dovere fare chiarezza su questo controverso argomento.
