Nintendo bocciata. Le console sono prodotte con materie prime insanguinate.
Un noto quotidiano nazionale, nella propria versione web, ha pubblicato un interessante articolo riprendendo la classifica stilata dall’organizzazione no- profit The Enough Project, la quale boccia sonoramente Nintendo, colpevole di utilizzare minerali provenienti dalle zone di guerra africane, dal Congo ad esempio, quali materiali indispensabili alla produzione dei chip delle console che quotidianamente utilizziamo per giocare con Mario e Link e soci, ma che sono anche alla base del processo produttivo di ogni dispositivo tecnologico contemporaneo. Queste materie prime, chiamate Conflict Minerals, nel migliore dei casi vengono estratte da manodopera sottopagata nel peggiore da veri e proprio schiavi.
Una notizia del genere lascia piuttosto perplessi, benché sia chiaro che nessuno può pretendere che una multinazionale come quella di Kyoto faccia “beneficenza”, ma almeno, per una azienda come Nintendo, da sempre associata a prodotti sognati (puri se vogliamo) e certamente con un target più che per famiglie, un rispetto maggiore per i diritti umani è auspicabile. Nintendo insomma bocciata su tutti i fronti. Un applauso va invece alle aziende, Intel in testa, che più si stanno impegnando per garantire condizioni dignitose ai lavoratori dei paesi estrattori, anche se, come nel caso di Apple ma non solo questa, la stesse attenzioni sarebbero da riproporre anche nelle fabbriche, tristemente note alle cronache, dove i prodotti vengono assemblati con turni di lavoro massacranti, quali Foxconn. Siamo comunque certi che Nintendo, ultima in questa classifica, invertirà presto la rotta.

