Sabato 30 alla Mecca giornata dedicata agli ‘easter egg’
Cosa c’entra la Pasqua con i videogiochi?
Sabato 30 alla Mecca-Museo del videogioco giornata dedicata agli ‘easter egg’
Oggi ce ne sono nei comuni software e non solo, ma il termine ‘easter egg ’ venne coniato da Steve Wright della Atari, nell’ambito dei videogiochi, dove si intende un contenuto, di solito di natura faceta o bizzarra e completamente estraneo alla trama, che gli sviluppatori nascondono nel gioco stesso, come l’uovo che nella tradizione anglosassone a Pasqua viene nascosto in giardino. Il primo caso noto è in Adventure (1979).
Realizzare questo gioco non fu semplice perché il presidente di Atari lo riteneva non fattibile; ma il suo autore Warren Robinett insistette e ci riuscì. La sua caparbietà fu ben ricompensata: il gioco vendette 1 milione di copie, divenendo il 7° gioco più venduto di sempre per l’Atari 2600. Ma perché vi inserì un ‘easter egg’ e cosa conteneva? Ebbene, in quel periodo la politica di Atari era di non citare nessuno degli autori, ma Robinett – si può dire giustamente – voleva firmare la sua creatura: decise perciò di inserire nel gioco un passaggio segreto che portava a una stanza dove il giocatore trovava il suo nome a indicarlo come l’autore. Oggi gli autori e tutto il team vengono citati ovunque e gli ‘easter egg’ sono presenti per divertimento e sfida in molti videogiochi, software e perfino su youtube e facebook.
Sabato 30 Marzo LA MECCA-PRIMO MUSEO DEL VIDEOGIOCO per l’occasione, oltre ai mitici cabinati e storiche console, si potrà giocare anche con l’ATARI2600… in cerca ovviamente dell’easter egg’.
Apertura dalle 14.30 alle 19.30, ingresso gratuito e giochi gratuiti.

