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5 maggio 2011, 12:45
Sony: che ci sia lo zampino degli Anonymous sul PSN?
Sony: che ci sia lo zampino degli Anonymous sul PSN? mobile

Sony: che ci sia lo zampino degli Anonymous sul PSN?

Come ormai san tutti, il danno creato al Playstation Network, rinominato PSNgate, ha raggiunto vette spaventose, implicando al suo interno organi giuridici che fanno parte del congresso degli USA, all’ FBI e al Class Action Canadesi

Andando sul blog ufficiale Playstation è possibile visionare nell’archivio immagini la lettera che il presidente Kaz Hirai ha inviato, dove al suo interno sono riassunti i fatti che fino ad ora la compagnia conosce.

Visionando la lettera, non troviamo novità che già sappiamo, poichè vengono citate le date in cui è stato verificato l’attacco e pertanto è stato operato lo switch-off; viene confermato il fatto che la comunicazione dell’avvenuto furto dei dati personali sia stata promulgata solo in data 26 Aprile perché verificata non prima del 25; si ripete che i dati delle carte di credito, seppure sottratti, sono criptati e alla data attuale nessun istituto di credito ha segnalat o frodi riconducibili agli accadimenti.

Ma un particolare attira la nostra attenzione. Troviamo un dettaglio dove pare che in uno dei server è stato trovato un file col nome  “Anonymous” che riporta la frase “We are legion” noto motto del gruppo di hacker che si firma Anonymous. Il gruppo in passato è stato già colpevole di un attacco ai server del PSN, ma aveva sostenuto che avava fatto il tutto a scopi dimostrativi. Subito dopo l’attaco del 20 aprile, il gruppo ha rilasciato un video dichiarato la propria estraneità ai fatti.

Dopo aver rilasciato il video, il gruppo hacker ha rilasciato un nuovo annuncio in cui afferma la sua estraneità, affermando che certe cose non fanno parte del loro lavoro



“Se verrà condotta un’investigazione onesta e legittima a proposito del furto delle carte di credito, Anonymous non verrà smentito. Anche se siamo un gruppo distribuito e decentralizzato, i nostri ‘capi’ non accettano il furto di carte di credito. Siamo interessati all’erosione della privacy, la diffusione del feudalesimo aziendale, l’abuso di potere e le motivazioni dei dirigenti e leader che si credono immuni personalmente e finanziariamente per le azioni che svolgono in nome di aziende e uffici pubblici.”

Non ci resta che aspettare…..

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