GameMusic | The Elder Scrolls V: Skyrim
La nuova stagione videoludica è iniziata da appena due mesi, e questo novembre si è rivelato essere estremamente generoso nello sfornare titoli di enorme potere commerciale quali un Uncharted 3, un Battlefield 3, un Modern Warfare 3, uno Skyrim ed un Assassin’s Creed Revelations.
Già, tanta roba, tanti titoli degni di nota, e con essi tanta musica da ascoltare e da analizzare.
Due di questi hanno già visto la loro revisione musicale comparire tra le nostre pagine: sono Battlefield 3 ed Uncharted 3, portatori di due stili profondamente diversi tra loro e a cui potrete dare un’occhiata cliccando i link qui sopra.
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Questa settimana ci occupiamo invece di Skyrim, il quinto capitolo della serie The Elder Scrolls, un titolo battezzato da gran parte del pubblico videoludico come una pietra miliare del gaming ancora prima dell’uscita, e la cui componente musicale ha sempre saputo elevarsi una spanna in più grazie al buon Jeremy Soule.
Il compositore americano, possidente di una notorietà consolidata nel campo videoludico e televisivo, è infatti apparso in passato, oltre che nelle altre produzioni Bethesda, anche nel datato Baldur’s Gate, in Warhammer e in Prey, lasciandosi sempre a seguito un impronta indelebile nei titoli da lui toccati.
La serie vanta alcune tra le soundtrack più suggestive della storia videoludica, caratterizzate da altisonanti toni epici i quali da soli richiamano alla grandezza della produzione , portando sullo schermo certe espressioni musicali che provocano un brivido adrenalinico a chi le ascolta.
Importanza nel gioco: La parola ai designer.
“In Skyrim la musica non ha un andamento prestabilito, non cambia le sue tracce a seconda del procedere nel gioco, ma senti che questa musica, che cresce mano a mano che giri l’angolo e scorgi questa vista stupenda immersa nell’immensità, suona solo per te”
Queste le parole di Mark Lampert, audio director di Skyrim, intente a spiegare l’essenza della musicalità del gioco. Una musica che colpisce e che ha la f
unzione di tenerti imprigionato, ma di prigionia certo non possiamo parlare, dentro le atmosfere del mondo di gioco.
Tutto nacque quando Emil Pagliarulo, il progettista capo della produzione, ebbe l’intuizione di realizzare una main theme che sembrasse cantata da un coro di barbari, e nella lingua dei draghi. Nonostante la proposta particolare, Soule si mise subito all’opera, costituendo un coro di 30 uomini dalla voce imponente pronti a darsi sfogo a forza di “Dovahkiin”, il cui numero effettivo venne poi elevato ad un 90 virtuale grazie alla sovrapposizione di più registrazioni.
Il testo, che ha fatto in fretta il giro del mondo tra i fan site e che riporto sotto queste righe, è stato composto da Emil in soli due giorni di lavoro, nei quali riuscì a scrivere due strofe che fossero in rima baciata in coppie di versi, sia in inglese che nella lingua dei draghi.
Dovahkiin Dovahkiin
Naal ok zin los vahriin
Wah dein vokul mahfaeraak ahst vaal
Ahrk fin norok paal graan
Fod nust hon zindro zaan
Dovahkiin Fah hin kogaan mu draal
Ahrk fin kel lost prodah
Do ved viing ko fin krah
Tol fod zeymah win kein meyz fundein
Alduin feyn do jun
kruziik vokun staadnau
voth aan bahlok wah diivon fin lein
L’atmosfera creata da Soule per il tema principale ha permesso la realizazzione di tutte le altre tracce, che in qualche modo dipendono tutte da esso per una musicalità di fondo che le accomuna.
Rapporto con il predecessore: E le voci?
Non ho mai parlato del doppiaggio fino ad ora, ma questa volta sento di doverlo fare per mettere in luce i progressi fatti nel tempo rispetto ad un Oblivion sicuramente povero se visto sotto questi termini.
Quest ultimo, ad esempio, proponeva esclusivamente 12 voci in totale, le quali si alternavano ciclicamente tra i vari personaggi non giocanti incontrati nel mondo di gioco, e questo non poteva che disturbare inevitabilmente chi ne fruiva direttamente, andando a smorzare l’immersione, mentre qui ne vediamo ben 70, i quali riescono a giostrare in maniera più che discreta i circa 110 characters in game.
Un lavoro immane, ancor di più se paragonato all’accidia presentata dal precedente Oblivion in tal senso, risultato di 5 settimane impiegate per intero in 3 diversi studi di registrazione contemporaneamente; pensate… 15 settimane in tutto, impiegate esclusivamente per la realizzazione dei dialoghi.
Ma oltre al palese impegno riposto nell’incrementare la quantità dell’operato vocale, notiamo anche un miglioramento per quanto riguarda la qualità. Infatti tra le sale registrazioni impiegati per il progetto si configuravano personalità di un certo calibro quali Christopher Plummer, famosissimo attore canadese interprete di molteplici produzioni Hollywoodiane e comparso recentemente in “Parnassus”, Max von Sydow, il celebre attore e regista svedese, la tre volte premio oscar Joan Allen, Lynda Carter, Michael Hogan e Vladimir Kulich.
La mia preferita.
La colonna sonora di Skyrim si erge imponente tra le produzioni videoludiche del momento, tracciando un segno indelebile nei cuori di tutti coloro che ne abbiano ascoltato almeno un brano.
Seppur il tono barbaro e rude possa sembrare preminente in Skyrim, troviamo al suo interno anche piacevoli brani che sanno rilassare con il suono di un flauto e che danno la sensazione di essere sperduti tra quelle lande innevate. Ascoltare un intrecciato climax di strumenti orchestrali come anticipazione allo straordinario coro che con la sua prepotenza vocale recita i versi del Dovahkiin, non ha prezzo. Ricordo che la prima volta che sentii il main theme mi emozionai sul serio, e come me tanti altri provarono la stessa sensazione.
E adesso, mentre scrivo queste righe guidato dal sottofondo di questa altisonante musica, non smette di accadere.
VOTO: 9.5
Purtroppo questa settimana non potremmo redarvi la lista delle OST di itunes, causa la sua mancata uscita al pubblico, ma vi ricordiamo che sarà disponibile per tutti il 23 Dicembre.
Appuntamento alla prossima settimana con un altra soundtarck offertaci da uno dei titoli pungenti di questo Novembre. Quale? Beh… Restate con noi!

