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Recensione
TESTATO SU PC
17 dicembre 2013, 11:13
Al Emmo and the Lost Dutchman’s Mine: Enhanced
Al Emmo and the Lost Dutchman’s Mine: Enhanced mobile

Al Emmo and the Lost Dutchman’s Mine: Enhanced – Recensione

Himalaya Studios è un team di sviluppo che molti avventurieri navigati di certo ricorderanno. Un team che si era focalizzato nella realizzazione di avventure di stampo classico e che consideravano meritevoli d’attenzione giochi come Leisure Suit Larry. Infatti i founder dell’azienda crearono dapprima una compagnia non-profit per l’ammodernamento dei titoli originali Sierra e soltanto nel settembre 2006 rilasciarono la loro prima avventura grafica: Al Emmo and the Lost Dutchman’s Mine. Dopo quattro anni rilasciarono un secondo titolo dedicato ad Al Emmo e recentemente sono tornati alla ribalta per il progetto Mage’s Initiation: Reign of the Elements e, proprio pochi giorni fa, per la versione Enhanced del loro primo titolo sopra elencato, col quale è impossibile non notare qualche spunto o somiglianza con quel Larry che, coincidenza o meno, ha goduto di una versione Reloaded finanziata tramite Kickstarter proprio recentemente.

al-emmo-evidenzaBENTORNATO, AL EMMO!

Al Emmo, una quarantina d’anni portati decisamente male, occhiali spessi quanto un fondo di bottiglia ed una calvizie evidente, parte per trovare la donna della sua vita. Malauguratamente, rimasto bloccato in quello che potremmo definire come il selvaggio West, la sua fermata ad Anozira (anagramma di Arizona, certo) si rivelerà fatale. Dopo aver ricevuto un secco no alla richiesta di rimborso del suo biglietto ferroviario, il piccolo uomo arriva nel centro città e, all’interno di un saloon, ammira lei: Rita Peralto. La donna dei suoi sogni, o semplicemente la donna che vorrebbe portarsi a letto: una giovane cantante insicura, alla ricerca dell’uomo giusto (quello che ha i soldi, NdR), ma che tuttavia concede una chance ad Al Emmo, incredulo. Così, nel primo atto dei nove previsti, Al Emmo and the Lost Dutchman’s Mine: Enhanced ci introduce al mondo di gioco ed alla risoluzione dei primi enigmi, non difficili ma ben strutturati e che offrono un giusto grado di sfida per tener vivo l’interesse delle fasi gameplay vere e proprie. Tutto questo finché uno spocchioso spagnolo cattura l’attenzione dell’amata Rita, che come un cubetto di ghiaccio al sole si scioglierà davanti al fascino dell’uomo, ricco e seducente, entrato senza paure e preoccupazioni nel saloon. A quel punto, Al Emmo rimarrà deluso, poi arrabbiato e su tutte le furie, ed intorno a questo trio amoroso girerà tutta l’avventura, che di lì a poco vedrà lo stesso Al alla ricerca della miniera d’oro di cui tanto si parla nella leggenda; oro che utilizzerebbe per elevare il suo rango in città, così ottenendo – forse – ammirazione e qualche possibilità in più di conquistare la bellissima donna di cui si è perdutamente innamorato. Povero Al…

Come si può intendere, la trama di gioco assumerà toni comici che porteranno il giocatore a divertirsi in ogni istante di gioco; difatti impersonando questa sorta di Larry Laffer del West ne passeremo di cotte e di crude e tra cutscene irriverenti ed una narrazione brillante, senza intoppi, il prosieguo delle vicende scorrerà fluido come non mai. Il mondo di gioco è vasto, ben riprodotto ed è consentita tantissima interazione con esso, questo è uno degli aspetti forse più bello, mouse in mano parlando, che ad una struttura classica del punta-e-clicca aggiunge così tanti dettagli sparsi in ogni location che potrete perdervi per ore ed ore a scovarli tutti; questo, nonostante la longevità delle vicende di gioco si attesti sulle circa dieci ore complessive. Come già detto, i rimandi alle avventure passate soprattutto di Sierra sono evidenti: un cast di personaggi fuori di testa, dialoghi fantastici ed una storia che inserisce al suo interno tanti elementi risultando scorrevole e molto piacevole, a distanza di sette anni dall’uscita rendono questo videogioco ancora imperdibile; il miscuglio di elementi classici ad altri decisamente meno, un doppiaggio esaltante assistito da una colonna sonora assolutamente fantastica, sono elementi caratteristici di questa produzione.

La domanda che molti si porranno è: ma cosa ha portato di nuovo questa versione Enhanced? Ce ne sarebbero tante da dire, ma ci fermeremo alle migliorie più evidenti e probabilmente più importanti, ossia alla nuova voce destinata al doppiaggio di Al Emmo, al netto ed evidente miglioramento delle cutscene, ora in 2D, al sistema di scoring ed achievements che aiutano da un lato la rigiocabilità e dall’altro inseriscono un ulteriore elemento classico al titolo, per arrivare ad un sistema di hotspot tipico delle produzioni di più recente rilascio. A queste migliorie di rilievo, il team di sviluppo ha provveduto anche a limare ed aggiustare tantissimi altri piccoli dettagli rispetto alla release del 2006. Uno degli aspetti su cui si è un po’ meno messo mano però è quello grafico. Le numerose ambientazioni sono ben riprodotte e sempre coerenti nel contesto di gioco, ma a 2013 inoltrato è impossibile affiancare questo risultato a quello di altre avventure grafiche attuali; forse in questi termini ci aspettavamo qualcosina in più, anche se questa versione non è stata pensata come mero restyling grafico, anzi tutt’altro, però la gran realizzazione e design dei personaggi e la natura comica di tutta l’avventura riescono molto bene a farsi scivolare addosso dei limiti grafici di un prodotto non più giovanissimo, ma come sempre esilarante e che dovrebbe essere preso come punto di riferimento, tra i tanti capisaldi del genere, per lo sviluppo delle prossime avventure grafiche.

Per ora il gioco è disponibile su IndieGameStandDesuraZodiac e presso il sito ufficiale, per tanto se siete interessati all’acquisto vi consigliamo di riferirvi presso questi canali; in alternativa potete votare il videogame su Steam Greenlight, con la speranza che presto venga accettato e rilasciato su Steam.

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IN CONCLUSIONE
Come sette anni fa, Al Emmo diverte, stuzzica, tiene incollati allo schermo, regalando un'esperienza di gioco ricca e pregna di dettagli, risate e momenti tristi, persino folli. Si sentono e si notano i tanti rimandi ai titoli Sierra che gli sviluppatori hanno raccolto ed utilizzato per la realizzazione del loro prodotto: un cast di personaggi esemplare, un racconto leggero e ben narrato e fasi gameplay da avventura grafica old school, sono i fiori all'occhiello di questo videogioco che a discapito dell'età che porta sul groppone si difende alla grande. Peccato per l'aspetto grafico, per il quale nemmeno questa versione Enhanced ha potuto far più di tanto; è difatti questo l'unico motivo per cui potremmo sconsigliarlo agli avventurieri alla ricerca di qualcosa di interessante ma molto bello da vedere. Tutto il resto è al top, come un tempo, per fortuna!
Pro-1
A sette anni dall'esordio, ancora godimento a palate
8
Contro-1
Sente il peso degli anni, in termini grafici
Pro-2
Personaggi, trama e gameplay al top
Pro-3
Longevità e rigiocabilità garantite
LA DONNA, SOLO IL DIAVOLO SA COS'È!
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