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Recensione
TESTATO SU PC
28 settembre 2014, 11:35

Among the Sleep – Recensione

Dopo aver testato le proprie abilità per qualche tempo, anche tramite la realizzazione di piccole demo come The Plan, Krillbite Studio alcuni mesi or sono ha alzato il tiro, rilasciando il suo primo grande progetto: Among the Sleep. Un’avventura di stampo horror che ha fatto parlare abbastanza di sé, soprattutto perché prevista – in una data non ancora precisata – anche su PlayStation 4. Ma il lavoro di questo giovane team ha prodotto i suoi frutti? Oppure l’inesperienza ha intaccato quello che era un concept di partenza molto intrigante? Scopritelo proseguendo nella lettura della nostra recensione.

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MAMMA, HO PAURA…

Tutti siamo stati bambini, ma tornare ad esserlo – anche soltanto virtualmente – potrebbe essere un po’ più “strano” che gestire le azioni del solito eroe di turno; è questo che ha stimolato la curiosità di tutti appena Among the Sleep è uscito dal suo guscio, anche perché si preannunciava come un titolo dalle forti tinte horror. Portato a termine grazie ai duecentomila dollari raccolti su Kickstarter, il primo vero titolo di Krillbite Studio si pone a cavallo tra avventura ed horror, come detto poco fa, lasciandoci nei panni di una bimba di appena due anni che, com’è chiaro che sia, ha movimenti limitati, ma già riesce a spostare piccoli oggetti e all’occorrenza ad aprire cassetti, spostare sedie ed aprire alcune porte. Il movimento a carponi permette di muoversi più velocemente rispetto alla camminata classica su due piedi, e dopo un incipit tutt’altro che esaltante si inizia a prendere confidenza coi pochi comandi, relegati allo spostamento, al “salto” tramite cui ad esempio potremo salire sulle sedie, e all’utilizzo del nostro orsacchiotto: premendo il tasto ‘F’ questo si illuminerà, consentendoci di smorzare un po’ il buio della nostra abitazione. Fin da subito è possibile farsi un’idea sul titolo, che tenta di creare un po’ di “stizza” servendosi di ambienti bui ed un comparto di effetti sonori pieno zeppo di scricchiolii e rumori sinistri. Un po’ poco, e ciò viene testimoniato dalla completa assenza di fasi davvero paurose, che alla fine consentono di ben capire quanto poco importante sia questa componente con l’evolversi delle vicende; ben più centrale è la parte legata all’esplorazione – indispensabile per venirne a capo – e della risoluzione di puzzle, seppur talmente banali da essere quasi in errore a definirli tali.

Chiaro come, superata la prima mezz’ora, il team di sviluppo abbia voluto confezionare un titolo prevalentemente esplorativo con qualche sprizzata di “horror”, giusto per richiamare l’attenzione dei milioni di fan del genere, che non si pone come obiettivo quello di concedere al suo acquirente un po’ di sfida nella risoluzione dei rompicapo – difatti Among the Sleep si gioca quasi praticamente da solo – ma di sfruttare le così labili percezioni di una bimba di due anni, oltre che i suoi movimenti poco articolati, per sconfiggere il “male” che affligge quella casa. Qual è questo male non ve lo diciamo, lo scoprirete da voi nel finale (tranquilli, per arrivarci vi occorreranno 90-100 minuti al massimo, NdR), ma ci soffermeremo piuttosto se quanto ideato dagli sviluppatori sia stato o meno realizzato a dovere; e la risposta a questo eventuale quesito è assolutamente negativa. Non può che essere altrimenti del resto, così tanto potenziale derivante da una situazione piuttosto originale è rimasto tale, quasi del tutto inespresso. L’andirivieni tra i vari ambienti, percezioni e rumori inquietanti, una componente horror a momenti nemmeno abbozzata e dei puzzle così banali da rappresentare più un ostacolo all’esperienza di gioco che un “di più”, fanno apparire Among the Sleep molto superficiale, pieno zeppo di “chicche” tali da attirare l’attenzione del giocatore, ma introdotte approssimativamente; a questo punto la domanda è: perché introdurle? Il potenziale è rimasto congelato anche perché alla buona realizzazione degli ambienti e ai giochi di luce non è stato affiancato qualcosa di consistente a livello di gameplay, e stiamo sorvolando sui palesi bug grafici che governano le animazioni, o su alcune texture non proprio brillanti in termini di risoluzione. Qui parte un parallelismo o un confronto, chiamatelo come volete, con Gone Home, che sebbene si presti molto bene alla definizione di titolo esplorativo è riuscito a dare al giocatore un motivo per cui muoversi nel contesto ricreato, per consultare e cercare oggetti, per decifrare la storia alla base di tutto. In Among the Sleep questo non avviene praticamente mai, e la “rivelazione” finale – oltretutto scontata, occhi attenti arriveranno a capire cosa si cela dietro tutto già da metà gioco, se non prima – fa parte di quei cliché già battuti ed esplorati da tantissimi altri videogiochi, ma che hanno saputo dare un senso più compiuto al tutto, proponendoci uno spunto di riflessione finale che, guarda caso, nel titolo di Krillbite Studio non esiste.

[youtube]http://youtu.be/YWDQN_X5b-M[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Con una storia appena abbozzata e che si rivela frettolosa anche nel finale, nessun motivo per tornare a giocarlo e puzzle banali, oltre che una componente horror tutt'altro che ispirata, Among the Sleep ci trascina ai titoli di coda facendo meno del minimo sindacabile. Le fasi iniziali si son rivelate tutt'altro che noiose, entrare nei panni di un bebè non è cosa da tutti i giorni, ma quella piacevole sensazione termina dopo pochi minuti. Soltanto il lavoro compiuto sugli ambienti – seppur non esenti dalla presenza di bug grafici – e sul comparto audio lo salvano da una insufficienza ben più grave di quella data; e poi il prezzo, venti euro per un'ora e mezza di gioco ci sembrano davvero eccessivi...
Pro-1
Alla base, l'idea è interessante
5.5
Contro-1
Dura appena 100 minuti e il finale è troppo frettoloso
Pro-2
Gli scenari di gioco, gli effetti sonori
Contro-2
Componenti puzzle ed horror superficiali
Contro-3
Prezzo esorbitante, considerando quanto confezionato
L'ORSACCHIOTTO COME SPIRITO GUIDA
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