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Recensione
TESTATO SU PC
30 aprile 2014, 12:00
ArcheBlade
ArcheBlade mobile

ArcheBlade – Recensione

Abbiamo messo le mani su ArcheBlade, un indie game arena in terza persona, molto orientale nello stile, della coreana CodeBrush Games apparso su Steam il 24 aprile con la dicitura free-to-play e totalmente votato al massacro in multiplayer. Il titolo fa uso del motore grafico Unreal Engine ed è in sviluppo da ben quattro anni; dopo l’open beta e la campagna su Kickstarter è finalmente pronto per essere analizzato sulle nostre pagine.

Archeblade

come non farsi comprare

Riprendendo la definizione di Wikipedia, con Free-to-Play (F2P) si intende un qualsiasi videogioco che permette ai suoi giocatori di giocare buona parte del gioco senza pagare, fornendo però alcuni extra a pagamento. Questo tipo di giochi implementano caratteristiche mirate a convincere il giocatore ad acquistare la versione “premium” a pagamento, o dei vantaggi per il gioco acquistabili separatamente. Ok, fino a qui ci siamo, visto che gli sviluppatori di ArcheBlade sembrano aver eseguito il tutto alla lettera, senza però puntare molto sul “convincere il giocatore ad acquistare la versione premium”, visto che per quanto riguarda la qualità non ci siamo proprio. Il titolo della coreana CodeBrush Games è totalmente insufficiente sotto quasi ogni punto di vista, ed a ricordarcelo troviamo molti spunti, come per esempio la carenza di modalità di gioco, che si suddividono in team deathmatch, tutti contro tutti o conquista, o le varie mappe strutturate ad Arena, ma scialbe e prive di dettagli. Dunque si approda al misero Tutorial che ci insegnerà quelle quattro mosse disponibili, e poi alla selezione dei nostri due personaggi gratuiti (gli altri acquistabili singolarmente tramite moneta reale o Starter Pack a 19,99 euro), che possono essere provati prima in una semplice modalità training, così da aiutare nella scelta. Dove il gioco alza la sua asticella è proprio nella caratterizzazione di quest’ultimi: difatti lo stile orientale è quasi impeccabile e i 14 personaggi disponibili risultano tutti unici, sia per design, veramente azzeccato, che per le mosse disponibili, differenziando in maniera profonda l’uno dall’altro.

L’idea alla base è senz’altro ottima, peccato che il gioco offra veramente un parco mosse o combo imbarazzante, che stuferà ben presto qualsiasi essere vivente di questa Terra e non, soprattutto contando la somma richiesta per l’acquisto di tutti i combattenti. Insomma, si sceglie il personaggio, si trova una lobby e si entra nel PvP, cioè in arene alla caccia della squadra avversaria. Tutto già visto, tutto pessimo e tutto mal equilibrato, come per esempio la sensazione di velocità pari allo zero e la telecamera che non sta ferma un attimo o le due abilità utilizzabili: una skill con un consumo ridotto della barra, ed una abilità distruttiva che consuma tutta la barra di energia, che ben presto si ripristina, facendo kill o semplicemente lasciando passare il tempo. Abbiamo già detto che ogni personaggio ha attacchi differenti, ma non abbiamo citato che i personaggi che possono attaccare da lontano, due su tutti, si possono permettere vari attacchi con pistole e fucili, forse gli unici PG in grado di regalare un po’ di varietà, visto che nel bene o nel male gli altri offrono solamente attacchi corpo a corpo, mentre alcuni mettono in campo effetti particolari, come combo che rallentano, congelano o danno altri malus all’avversario, oppure possono piazzare trappole quali mine e altri oggetti. Le manovre evasive che i personaggi posso compiere sono invece delle più disparate: dalle semplici schivate, ai teleport, alla possibilità di planare.

Di fronte ad una pochezza di contenuti e di stile, e ad una longevità pari allo zero, non possiamo però non notare come il gioco intelligentemente non si offra al pay-to-win, una mossa davvero ottima, ma che purtroppo si scontra con la pessima qualità del prodotto di CodeBrush Games. Insomma, a parte i personaggi e le skin con i soldi reali non si potrà comprare altro, e questa è sicuramente una buona notizia. Per quanto riguarda invece il comparto grafico, ci troviamo di fronte all’ennesimo stupro dell’Unreal Engine: colori scialbi, modelli poligonali pessimi e arene dal misero dettaglio sembrano ricordarci quanto ancora sia difficile nel 2014 creare un videogioco tecnicamente almeno sufficiente. L’audio non è da meno, con un paio di musiche di sottofondo e rumori ambientali che annoieranno in pochissimo tempo… come tutto il resto del gioco.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
ArcheBlade è un action game dalla noia quasi mortale, che trova un minimo spunto per essere scaricato e provato proprio nella sua dicitura free-to-play. Il titolo di CodeBrush Games non eccelle veramente in nulla, ed è dalla sua ripetitività, dalla sua assenza di modalità e carenza di mosse veramente imbarazzante che arriva questa pesante, ma anche decisamente meritata, bocciatura. Scaricatelo, provatelo e cancellatelo.
Pro-1
Il design dei personaggi è molto vario
4
Contro-1
Noioso e ripetitivo
Pro-2
No al pay-to-win
Contro-2
Privo di contenuti
Contro-3
Tecnicamente scialbo
Da evitare come la peste
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