Betrayer – Recensione
Arrivato sulla piattaforma di Valve con il consueto passaggio tramite Steam Greenlight, Betrayer si è mostrato destando un certo interesse tra l’utenza. Dietro tutto questo c’è il team a capo dello sviluppo, Blackpowder Games, programmatori e designer che già hanno lavorato in abito videoludico a titoli di rilievo come FEAR o No One Lives Forever. L’idea degli sviluppatori era quella di creare un FPS con elementi action/adventure, quindi ecco Betrayer, che porta il giocatore in un’ambientazione ricca di vegetazione e piccoli accampamenti dominati da un’atmosfera carica di oscuri misteri. Si è pensato anche ad un mix di meccaniche di gioco che strizzano l’occhio a quelle di Dark Souls e Silent Hill, tutte buone premesse, ma è davvero un’esperienza di gioco valida? Scopriamolo assieme.
UNA TERRA PERDUTAIl plot narrativo realizzato per Betrayer è ambientato verso la fine del 1500 in un insediamento situato in Nord America. La vicenda riguarda l’intera popolazione di Roanoke, piccola colonia (circa 90 persone) nel cuore della Virginia, che scomparve lasciando come unica traccia l’incisione su un tronco d’albero recante la parola: Croatoan. Proprio da qui sembra prendere spunto la trama di Betrayer che, ricalcando in parte la leggenda della colonia perduta (citata anche in alcuni famosi telefilm), ci mette nei panni del protagonista, unico sopravvissuto ad un naufragio. Pochi passi mentre si prende confidenza con comandi ed ambientazione circostante, mentre una donna in rosso ci osserva in lontananza. Quest’ultima ci lascia un messaggio, vuole aiutarci e ci indica di proseguire fino alla fine della boscaglia per arrivare fino ad uno dei tanti accampamenti/fortini che sorgono in questa terra sconosciuta. Giunti fin qui il mistero si infittisce, statue umane pietrificate, lande erbose che pullulano di strani nemici, dimensioni parallele con scheletri, fantasmi e spiriti in cerca di salvezza. Se non fosse abbastanza ci pensa un’atmosfera horror e l’utilizzo di tonalità di bianco e nero a coinvolgere il giocatore. Quale mistero si cela dietro tutto questo?
Il sistema di gioco è una miscela di elementi di vario tipo, ma il tutto riconducibile ad una idea di fondo piuttosto hardcore. L’interfaccia in prima persona infatti è piuttosto scarna di elementi, sono presenti solo una bussola situata sulla parte alta dello schermo (che ricorda quelle presenti in Skyrim), valori riguardanti vita e arma con munizioni disponibili. Gli scontri con i nemici avvengono solo tramite l’ausilio di armi come arco, balestre, pistole e moschetti, con queste ultime in grado di danneggiare in maniera più profonda il nemico, ma con la necessità di lunghi tempi di ricarica. Sui corpi caduti dei nemici è possibile trovare nuove armi ed oro, ma sopratutto preziose munizioni, mentre l’oro accumulato può essere utilizzato in determinati punti per comprare armamenti, munizioni ed un minimo di equipaggiamento in grado di migliorare alcune statistiche, anche se i prezzi in principio si dimostrano decisamente poco abbordabili. In caso di morte del nostro personaggio, il sistema di gioco ci farà ripartire dall’ultimo checkpoint con la possibilità di riprendere le monete perdute, raggiungendo il punto esatto dove si era prima di morire. La mappa di gioco non fornisce grandi informazioni a parte la nostra posizione ed alcuni punti importanti scoperti. Per il resto, il gameplay propone tante camminate e tanta esplorazione mista alla possibilità di attacchi furtivi (grazie al tasto per accucciarsi) utili per uccidere efficacemente i nemici senza trovarsi da soli contro il mondo. I nemici d’altro canto colpiscono duro, bastano pochi colpi per farci crollare a terra. Sparsi per le ambientazioni di gioco vi sono dei punti di interesse (non segnati sulla mappa) dove è possibile recuperare la vitalità perduta riuscendo così a mantenersi in vita. La fase esplorativa senza punti di interesse è un duro ostacolo da sorpassare tanto che molti giocatori potrebbero non gradire, vista la ripetitività in cui vengono continuamente riproposti nel corso di tutto il gioco. Fortunosamente, in alcuni casi viene in nostro soccorso il viaggio veloce, utilissimo per tagliare almeno una parte di queste noiose camminate che però in egual modo creano una certa ripetizione. Per quel che riguarda le quest, vengono assegnate dagli spiriti che sono presenti su un’altra dimensione raggiungibile tramite l’utilizzo di campane. Dopo aver fatto suonare queste ultime, il personaggio verrà catapultato nel medesimo punto, ma in una diversa dimensione, più oscura, sinistra, come un vero e proprio mondo dei morti. In questa dimensione parallela vagano diversi spiriti e fantasmi con cui è possibile parlare per farsi assegnare le varie quest. Ovviamente non saremo i soli, saranno presenti anche dei nemici, in questo caso degli scheletri in grado di attaccarci sia da vicino che da lontano.
Graficamente Betrayer stupisce, le vaste ambientazioni sono molto ben realizzate, così come i vari effetti, uno su tutti quello del vento che muove piante ed erba con un risultato molto realistico. Inoltre, per quel che riguarda le immagini a schermo, la scelta degli sviluppatori è ricaduta sull’utilizzo di una scala di grigi, con l’unica eccezione anche se in forma minima del colore rosso: utilizzato per evidenziare oggetti, nemici, forzieri e documenti indispensabili per scoprire i misteri di questa terra desolata. Dopo il consistente aggiornamento che è andato a impattare in parte sulle opzioni grafiche e su alcuni bug presenti, la feature sicuramente più gradita è quella che permette di giocare Betrayer visualizzato in forma originale (bianco e nero) oppure a colori. La seconda scelta mostra ancor più in dettaglio il buon lavoro sotto il profilo tecnico, nonostante una conta poligonale non eccelsa anche se c’è da dire che alla lunga l’utilizzo dei colori riduce di molto il coinvolgimento del giocatore nell’atmosfera horror ricercata e voluta dagli sviluppatori. Il comparto audio è piuttosto anonimo con musiche ed effetti sonori senza particolari pregi o difetti. Per quel che riguarda il doppiaggio, nota dolente anzi assente, non vi è nessun tipo di voce per i dialoghi, che avvengono solo in forma scritta ed in lingua inglese, unica lingua dell’intero gioco.
Meccaniche simil-hardcore... |
7 | ... Non per tutti |
Atmosfera coinvolgente | Si cammina e si cammina | |
Ripetitivo | ||
| SOLO PER I CORAGGIOSI | ||

