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Recensione
26 febbraio 2015, 12:37

Dead or Alive 5: Last Round – Il ritorno delle sexy combattenti

Sono passati quasi tre anni dall’esordio di Dead or Alive 5, e da quel giorno abbiamo assistito ad una vera e propria migrazione del brand su qualsiasi tipo di piattaforma. Koei Tecmo è partita dalla versione standard, passando alla Plus per l’ultima portatile di Sony e infine tornando sulle home console con la versione Ultimate e la Core Fighters, la vera novità introdotta dal Team Ninja in tutte queste moltitudini di release. Come potrete capire da questa introduzione, Dead or Alive 5: Last Round non è un gioco nuovo, ma bensì l’ennesima trasposizione del brand, che arriva per la prima volta su console di nuova generazione e il 30 marzo su PC, accompagnato anch’esso dall’edizione Core Fighters, ovvero la versione f2p del picchiaduro.

 

LAST ROUND

Inutile spiegare dove nasca il brand di Dead or Alive, presumendo che tutti coloro che ci leggono conoscano le radici della saga, passeremo direttamente all’analisi generale, premettendo che per forza di cause maggiori siamo usciti un pochino in ritardo, visto che la versione Xbox One da noi testata non ci permetteva di giocare online a causa di crash ed altri svariati problemi. Per quanto riguarda il gioco vero e proprio invece, sottolineiamo la pochezza di novità che accompagnano l’uscita di questo Last Round. A parte le due “nuove” mappe: Danger Zone e Crimson, tratte rispettivamente da Dead or Alive e da Dead or Alive 2 e i due nuovi lottatori (Raidou e Honoka) che vanno ad allargare ulteriormente l’enorme roster delle serie arrivato a ben trentaquattro combattenti, il pacchetto ludico proposto da Team Ninja è decisamente meno interessante e va a proporre le stesse e identiche modalità che abbiamo già saggiato, così come i vari obiettivi e trofei i quali ritornano in ugual misura a quelli che abbiamo trovato nelle passate versioni del quinto capitolo di Dead or Alive. Dunque fanno breccia anche qui i numerosi contenuti che vanno a comporre l’offerta ludica proposta da Koei Tecmo, la quale riporta in pompa magna le modalità classiche del genere: abbiamo la Storia, ripresa a piè pari dal primo Dead or Alive 5, varie opzioni dove personalizzare le nostre partite con tanto di possibilità di attivare o disattivare gli effetti grafici di sudore e sporcizia, ed infine le modalità Combatti, Online ed Extra. Nella prima di queste ultime tre troviamo una successiva suddivisione in altre modalità Single Player, il canonico Survival, il Time Attack, l’immancabile Arcade (tutti permettono incontri in tag team), il Versus classico per giocare in locale ed infine una delle modalità più importanti, ovvero l’Allenamento, il quale ci porterà via veramente del tempo grazie a numerose sfide combo o tutorial che apriranno la strada ai neofiti del genere, ma saranno sicuramente una sfida anche per i più avvezzi. Seguono ovviamente altre varie opzioni, come la possibilità di scattare fotografie, replay e statistiche varie. Arrivati a questo punto a noi, ovviamente, interessa il cuore del picchiaduro, cioè la componente online, che ci ha fatto penare non poco, non tanto per la forza avversaria, ma perché praticamente impossibile da utilizzare su Xbox One. Alla fine per sfornare una recensione decente e che parlasse di tutte le componenti abbiamo scaricato il gioco su PlayStation 4 (decisamente la versione migliore tra le due), e abbiamo finalmente potuto giocare al fulcro massimo dell’esperienza ricreata da Team Ninja.

Volutamente lasciata per ultima, la modalità Online, cuore di ogni picchiaduro competitivo che si rispetti, tralasciando la versione Xbox e quella PC che come abbiamo appreso non vedrà, almeno inizialmente, una modalità online, Dead or Alive 5: Last Round anche in questo campo riporta esattamente le stesse e medesime modalità dei precedenti. Dunque attraverso sessioni, più o meno minate da lag, andremo a combattere contro giocatori in carne d’ossa attraverso Partite Classificate, Veloci e Sala d’Attesa, le quali presentano numerose varianti di sfide che sapranno sicuramente divertire tutti. Si parte dal “Chi vince resta”, “Chi perde resta”, “Kumite”, “Torneo” e “Dojo Online”, insomma di carne al fuoco non ne manca, se poi aggiungiamo l’infinita lista di costumi da sbloccare (oltre trecento sbloccabili giocando, e tanti, purtroppo, pagando in moneta reale), la longevità del gioco non è assolutamente da snobbare, anzi. Per quanto riguarda il gameplay, il gioco rimane sempre quel frenetico e anche tecnico picchiaduro di un tempo, con qualche modifica di base che sicuramente male non ha fatto. La frame-list non è molto cambiata dal primo capitolo, solo qualche lieve fix qua e là, come i tempi di attacco e sopratutto di recupero ampliati e forza dei combattenti decisamente bilanciata. Il change log apportato al gameplay è l’unica novità decente riscontrata pad alla mano, ed anche se Dead or Alive 5: Last Round è decisamente un titolo che sente il peso degli anni, riuscirà sicuramente a divertire come sempre tanto gli appassionati della saga quanto i novellini del genere. Ovviamente, anche se il gioco per essere goduto e padroneggiato a pieno regime richiede allenamento e prontezza di riflessi, non snobba i neofiti, anzi li prende per mano accompagnandoli attraverso meccaniche che restano di facile apprendimento, adatte anche a chi non mastica proprio bene i picchiaduro.

CORE FIGHTERS

Dead or Alive Ultimate: Core Fighters, Tekken Revolution e il più recente Killer Instinct sembrano aver delineato la strada che ha portato il genere picchiaduro verso la formula del free to play. Gli ultimi baluardi a vendere a prezzo pieno il proprio titolo rimangono NetherRealm Studios (Mortal Kombat e Injustice) e Capcom con il suo Street Fighter, mentre le altre case di sviluppo sembrano sempre meno convinte dell’esportazione di un genere oramai ritenuto vecchio o snobbato dai più. Sinceramente è una mossa che non condividiamo, anche se indubbiamente può portare vantaggi, ma comunque prendiamo in causa la questione ed andiamo ad analizzare il contenuto. Il titolo è scaricabile gratuitamente da PSN e Xbox Live con tutte le opzioni della versione completa, ma mette a disposizione solo una manciata di contenuti (tutto il resto è acquistabile dagli oltre 50 DLC rilasciati nei vari store) e preclude la possibilità di giocare la modalità Avventura, venduta a parte. Poco importa visto che quest’ultima è presa paro paro dalla vecchia versione di Dead or Alive 5, a noi interessa il fattore competitivo, e sarebbe al quanto sbagliato in questo caso non menzionare l’affluenza di giocatori online grazie alla versione gratuita del gioco. Essendo un genere che sembra non voler più decollare come in passato, mettendolo a disposizione gratuitamente garantisce un bacino di utenza ben più ampio che di rimando rende più vivo e popolato il multiplayer. Tra una classificata e l’altra ci si può allenare nelle classiche modalità single player, Arcade, Survival, Time Attack e altri. Va da sé che vista la natura del prodotto qualcosa di vincolante ci debba essere e nel caso di Dead or Alive sta nel roster. I personaggi disponibili fin da subito sono solo quattro: HayateHayabusaKasumi Ayane, i famosi quattro Ninja, ai quali si aggiungono a discrezione di Koei Tecmo dei personaggi bonus temporanei. Il resto dei mazzuolatori virtuali è acquistabile separatamente, personaggio per personaggio al costo di circa 4 euro, oppure tutti in blocco al costo di circa 40 euro, che praticamente ci porterà alla versione completa di Dead or Alive 5: Last Round.

Sul lato grafico non abbiamo registrato nessun clamoroso salto generazionale, anzi la puzza di commercialata si sente lontano un miglio, e non si nota solamente dal vetusto comparto tecnico decisamente grezzo, ma anche da quello che vi abbiamo accennato nel corso della recensione. La versione next gen (Dead or Alive 5: Last Round è disponibile anche su PS3 e Xbox 360), oltre ai 1080p e sessanta fotogrammi al secondo, non ha nulla di nuovo da offrire e di bello da vedere (tranne le fanciulle, quelle restano sempre meravigliose NdR) ed anche se questa versione punta su una nuova tecnologia, denominata Soft Engine, in grado di consegnare estrema bellezza e morbidezza ai vari balconcini delle combattenti, non va ad alzare il livello qualitativo del titolo, che sul lato tecnico pecca in svariate occasioni. Texture che sembrano arrivare direttamente dal caro vecchio Dreamcast si alternano a clamorosi ed inspiegabili cali di frame rate nei filmati pre e post combattimento; se dentro poi ci mettiamo pure animazioni non proprio al limite del fotorealismo e qualche compenetrazione poligonale avremo disegnato un quadro perfetto di un porting dal minimo sindacale previsto. Come abbiamo detto più volte, il lavoro ballerino di Team Ninja trova riscontro anche nei numerosi problemi di questo Dead or Alive 5: Last Round. Abbiamo detto che la versione Xbox One è inutilizzabile nel comparto online e decisamente la più peccaminosa delle due sul lato grafico, ma aggiungiamo che anche la versione PlayStation 4 dal canto suo non è che risplenda di tutta questa bellezza con save corrotti anch’essa e non proponendo niente di eccezionale sul lato grafico. Anche per quanto riguarda il sonoro non registriamo novità eclatanti, attraverso i marketplace digitali vi è la possibilità di scaricare le soundtrack di Dead or Alive 2 e Dead or Alive 3, ma anche in questo caso il prezzo rimane decisamente esorbitante, a patto di non acquistare la versione definitiva.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=ZelsxoJ-KWU[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Dead or Alive 5: Last Round sente il peso degli anni, e soprattutto Team Ninja sente la mancanza di Tomobu Itagaki colui che diede i natali alla serie portandola alla pari di icone decisamente più potenti e avvincenti del panorama ludico mondiale. Dead or Alive 5 sin dal suo primo debutto non ci ha convinto presentandosi come il capitolo più debole, ed oggi in questa trasposizione "next gen" lo fa ancora meno (molto dubbiosi sulla riuscita della versione PC), dove risultano evidenti svariati problemi in sede di sviluppo e mancanza di idee per dare uno slancio ad un genere una volta potente, ed ora orientato verso la formula del free to play. Il consiglio è ovviamente quello di provarlo gratuitamente grazie alla versione Core Fighters e successivamente decidere se vale veramente la pena staccare un biglietto per il "paradisiaco" universo di Dead or Alive. Ah... Almeno di fix in arrivo a breve, lasciate ovviamente perdere la versione Xbox One.
Pro-1
La versione Core Fighters è un ottimo banco di prova
6
Contro-1
Cali di frame e altri problemi vari di crash e lag
Pro-2
Roster gigantesco
Contro-2
Sente il peso degli anni e non è aiutato da nessuna vera novità
Pro-3
Sempre divertente e competitivo
Contro-3
Versione Xbox One inutilizzabile online e troppo cari i DLC
Sexy e pure gratuite, più o meno
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