Eleusis – Recensione
Che Greenlight è ormai una fonte inesauribile di contenuti, sempre più spesso validi, è sotto gli occhi di tutti, tanto che oggi abbiamo deciso di parlarvi di un altro gioco recentemente approvato dalla community Steam, Eleusis. Al contrario delle assurdità che circolano in rete, il primo titolo di Nocturnal Works ha tentato di ripercorrere un modo d’intendere le avventure in prima persona già visto in passato, toppando su alcuni aspetti che ne limitano certamente la valutazione globale ma con tanto altro che fa ben sperare in un futuro migliore di questo comunque sufficiente presente…
GUARDA COME PIOVE, MENTRE STRANA GENTE TI ASSALE CON LE FIACCOLE…
Grecia, 1992. La madre del protagonista, dopo anni ed anni di “non ricordo” e “non so”, decide di sbottonarsi riguardo il passato di suo padre, invitandolo tramite una lettera a raggiungere la sua posizione quanto prima. In viaggio, di notte, su di un fuoristrada mentre le stradine di campagna iniziano a sembrare tutte uguali tra loro, un incidente: un masso bello grosso ha deciso di staccarsi da una piccola altura, venendosi a scontrare sul nostro mezzo proprio nell’istante del nostro passaggio. Ha inizio Eleusis, prima opera degli sviluppatori Nocturnal Works, che hanno deciso di ambientare il gioco nelle campagna greche, sfruttando la mitologia di quei luoghi. Eleusis proprio in riferimento ai misteri eleusini, o meglio ai riti segreti religiosi che si celebravano nel santuario di Demetra, nell’antica città greca di Eleusi. I riferimenti storici ci dicono che questi risalgono addirittura al periodo miceneo e che nella piccola città situata a nord-ovest di Atene tali riti erano composti da due parti: i piccoli misteri ed i grandi misteri; i primi che avevano uno scopo di purificazione, i secondi che invece erano visti come veri e propri momenti di consacrazione. Nel mezzo del nulla, presa un po’ di decisione, bisognerà esplorare il luogo dell’impatto e di conseguenza dirigersi verso l’unica direzione possibile, che dopo qualche centinaio di metri ci introdurrà a quello che sembra un piccolo villaggio abitato. Un villaggio grazie al quale la nostra situazione e le nostre sventure potrebbero terminare in un istante; invece no, poco più tardi realizzeremo che proprio quest’ultimo è causa di ogni nostro futuro problema. Desolato, abbandonato, senza nessun abitante, eppure tutto illuminato (il titolo è ambientato tutto di notte), con fontane funzionanti e sentieri ben tenuti, puliti, che fanno pensare alla presenza dell’uomo in quel posto. Esplorata un po’ la zona, ad un tratto le urla di una donna ci geleranno il sangue, facendosi pensare al peggio: una chiazza di sangue nella piazza principale del villaggio, poi le urla, non può essere una coincidenza. Di lì a breve capiremo che quel posto è pieno zeppo di strani individui incappucciati, ma qual è il loro scopo? Cosa vogliono da noi? E dalla donna?
In quello che è il processo evolutivo della storia, della durata di circa quattro ore, minuto più o minuto meno, le campagne greche diventeranno la nostra casa: tra cimiteri e viottoli sterrati dovremmo cercare indizi, capire cosa si nasconde dietro questo mistero, dando così sfogo alla volontà degli sviluppatori: avventurarsi nell’esplorare i luoghi, facendo in modo che l’anima di Eleusis coinvolga il giocatore di turno, cosa per cui gli sviluppatori si son sforzati di riprodurre in maniera esemplare lo scenario di gioco, gli incredibili effetti sonori che donano tinte horror a tutta la produzione, al fine di intrigare l’interesse dell’avventuriero, anche se poco navigato, tenendo conto della bassa difficoltà dei pochi enigmi presenti. Enigmi che andranno risolti in maniera tradizionale, ma ancor prima andranno raccolti indizi: ciò si ricongiunge a quanto detto poco prima in merito all’avventura esplorativa, ma al tempo stesso mette in evidenza uno dei più grossi problemi di questo gioco, ossia l’eccessivo backtracking ed il senso di smarrimento che talvolta si può avvertire sul da farsi, sebbene un ben aggiornato e localizzato diario di bordo (richiamabile col tasto ‘J’ della tastiera, NdR) ci ragguagli sugli avanzamenti in maniera costante. A nostro supporto anche una torcia e, più in là, una lanterna, tramite le quali potremo farci luce nelle nostre esplorazioni, ottenendo risultati decisamente diversi in quanto ad illuminazione, chiaramente. L’uso delle fonti di luce dovrà però essere ben ponderato, in quanto sovente capiterà di imbattersi in presenze che, se messe in allarme, non si faranno problemi ad attaccarci costringendoci al riavvio, come spiegheremo più avanti. Ad esse si aggiunge un classico inventario grazie al quale poter custodire gli oggetti utili raccolti durante le nostre esplorazioni ed i soliti tasti per il movimento: ‘WASD’ per spostare il nostro alter-ego, ‘CTRL’ per accucciarsi e ‘MAIUSC’ per la corsa, quindi la barra spaziatrice per il salto ed i tasti sinistro e destro del mouse per la raccolta e l’analisi o il lancio degli oggetti. Peccato l’aver registrato dei problemi nel movimento del protagonista in spazi aperti, che potrebbe incastrarsi se portato ad esplorare spazi verdi stretti ed angusti, caratterizzanti magari da un’alta densità di alberi, rocce e cespugli.
È anche vero che il titolo è andato via via migliorandosi, difatti la versione 1.3 ora giocabile su Steam presenta tutt’una serie di piccoli nuovi contenuti ed aggiunte che da principio non esistevano. In particolar modo, ci riferiamo al fatto che ora potremo subire gli attacchi delle “presenze” del posto che sbucheranno fuori dal buio e vi regaleranno piccoli infarti assortiti, di tanto in tanto; segno che il team di sviluppo si è dato da fare nel frattempo, cercando di migliorare un prodotto che purtroppo ancora oggi presenta evidenti difetti come un puntatore del mouse poco preciso nelle fasi di raccolta di oggetti e perlustrazione degli ambienti, così come per l’eccessivo backtracking, come dicevamo poco sopra, che potrebbe compromettere l’esperienza di gioco dei molti abituati ad una progressione lineare, meglio ponderata, piuttosto che di una a dir poco confusionaria, che richiede pazienza e spirito di sacrificio nel muoversi in lungo ed in largo delle solite location. La stessa superficialità la troviamo nella trama di gioco che, seppur abusando di temi già trattati parrebbe interessante dopo la prima oretta di gioco, cosa che invece col progredire del “racconto”, che di fatto non lo è, instilla nel giocatore di turno più dubbi che altro. Sono tante le domande in attesa di risposta, una volta arrivati ai titoli di coda; domande riguardanti questa setta apparentemente dormiente e tutta la mitologia, greca e non solo, che in Eleusis verrà a galla tramite evidenti riferimenti, oggetti, quadri e rimandi inseriti all’interno dei documenti raccolti, letti ed analizzati nel frattempo. Non meno frustrante il sistema di salvataggio automatico, che spesso e volentieri vi costringerà a ripetere spezzoni di gameplay a causa dell’impossibilità di salvare manualmente, ove si preferisce, e spesso ci si troverà dinnanzi al pericolo costringendoci così più volte a riavviare, anche a causa di un sistema di “difesa” strettamente collegato alla fisica degli oggetti: potremo rallentare la corsa dei malintenzionati – chiamiamoli così, giusto per non rovinarvi la sorpresa e rendere il vostro salto dalla sedia meno bello del nostro – lanciando loro oggetti raccolti o presenti nel nostro inventario, ma tutto ciò non funziona affatto bene…
I processi di miglioramento attuati nel tempo hanno portato anche ad altri aspetti positivi, ad esempio ad una parziale localizzazione in Italiano. Precedentemente solo in lingua Inglese, Nocturnal Works ha fornito col passare delle settimane le localizzazioni dei piccoli spezzoni di doppiato presenti, oltre che la localizzazione dei documenti tramite sottotitoli in Italiano; aspetto, questo, che consentirà a più amanti dell’avventura una capatina nelle campagne greche di Eleusis. Menzione di merito agli ottimi effetti ambientali, grazie ai quali il team di sviluppo è riuscito a rendere più tetro ed oscuro il mondo di gioco circostante; lo stesso dicasi per un comparto tecnico grafico davvero importante, che si regge sul sempreverde Unreal Engine, per merito del quale le ambientazioni di gioco appaiono ottimamente riprodotte, con effetti luce fantastici, passando da campagne avvolte nel buio più totale a paurosi cimiteri, zone di montagna avvolte nella nebbia ed un piccolo villaggio deserto, eppure apparentemente abitato, per arrivare a zone più nascoste, a quel letto di fiume in cui l’acqua scorre regalando tranquillità a quello che è un posto tutt’altro che calmo e disteso.
Grande atmosfera |
6.5 | Trama abusata e poco coinvolgente dopo buone premesse |
Ambientazione perfettamente studiata ed adattata al contesto | Backtracking eccessivo e talvolta imprecisioni col puntatore | |
Impossibilità di salvare manualmente | ||
| IN VINO VERITAS | ||
