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Recensione
9 ottobre 2013, 15:00
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F1 2013 – Recensione

A distanza di appena un mese dalla pubblicazione della succosa anteprima pubblicata, è giunta l’ora di approfondire l’argomento con quel che è riuscito a darci F1 2013 dopo una amplia prova in pista. Sebbene il periodo di rilascio sia quantomeno poco indicato, ancor più delle passate edizioni tenendo conto del ritardo accumulato da questa versione, ed il vero campionato di Formula 1 sia praticamente quasi chiuso anche grazie alla prova di forza della Reb Bull di Vettel avvenuta nel Gran Premio di Korea, la serie annuale di Codemasters continua a “mietere vittime” tra gli appassionati di questo sport, che annualmente supportano il team inglese con la speranza che qualcosa, sotto sotto, sia davvero cambiato… Cotanta speranza sarà stata ricambiata?

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NON CHIAMATELA SIMULAZIONE…

Il punto di partenza è comune a quello dell’edizione arrivata nel 2012 sugli scaffali: test per giovani piloti, circuito Yas Marina. Una aggiunta arrivata proprio l’anno passato e che tiene impegnati per circa mezz’ora attraverso la serie di test ed eventi pensati sia per fornire le basi principali a chi si avvicina per la prima volta al videogioco e sia per consentire di mettere qualche chilometro sulle spalle e capire quanto si possa osare nel livello di difficoltà della modalità carriera, certamente la più richiesta dai fan. Dopo aver scelto il nome e la nazionalità del nostro pilota, il suddetto test attraverso due giornate di prove e spiegazioni ci sottoporrà a vari esami riguardanti test su rettilineo e tornanti, ci fornirà nozioni su kers e DRS, anche tramite video, per poi passare a test di frenata sul bagnato, sul degrado dei pneumatici, esercizi sulla traiettoria e prove libere in condizioni d’asciutto o di bagnato. Tutto ciò per consentirci di sbloccare, a seconda dei risultati raggiunti per tempo impiegato, più scuderie possibili con cui iniziare la nostra avventura nel circus della Formula 1 che conta; si parla di Marussia, Caterham, Toro Rosso, Force India, Williams, Sauber e soltanto i più bravi nei test (come noi, NdR) avranno il diritto di poter selezionare fin da subito una macchina assolutamente competitiva come la Lotus Renault. Prima di passare all’analisi dell’unica novità succulenta introdotta in questo F1 2013, accenniamo al fatto che in questo quarto capitolo della Formula 1 targata Codemasters ritroviamo tutte le modalità passate, col reinserimento della modalità Gran Premio eliminata (perché mai rimarrà un mistero) in F1 2012. Non cambia niente nel sistema pensato anni fa per la carriera, con le solite email in arrivo prima del weekend di gara, pur se con un menu rivisto in termini grafici, anche del monitor di gara che potrete visualizzare dentro la vostra vettura. Sarete così chiamati a provare dei nuovi componenti per la monoposto, oppure a fare meglio su alcune piste che in altre, piccoli obiettivi speciali che non influiscono affatto sull’immedesimazione in gara, o aggiungono qualcosa di rilevante al titolo; così come alla lunga risultano abbozzate ed approssimative quelle brevi scene video che mostreranno il vostro pilota contento o deluso del risultato ottenuto, anche se ci è piaciuta la piccolissima aggiunta riguardante l’ingresso del pilota nella monoposto, che conferisce qualcosina in più negli istanti iniziali di una fase di gara. Ma non si ha mai l’impressione di esser dinnanzi ad un amplio numero di contenuti introdotti, difatti è così, tanto che l’offerta complessiva, anche a fronte di modalità di gioco quali le sfide o la modalità scenario, così come del classico multiplayer fino a 16 giocatori a cui è stato affiancato addirittura quello in split-screen, appare decisamente scarna e poco convincente nella sua interezza.

Volutamente abbiamo lasciato per ultima l’analisi riguardante la particolarità che sin dalle fasi di annuncio ha smosso gli animi dei patiti di Formula 1, ossia la Classic Edition che propone una serie di monoposto degli anni ’80 e ’90 accompagnate da piloti dell’epoca ed una manciata di circuiti che hanno fatto la storia di questo sport motoristico. Purtroppo, il team di sviluppo inglese è cascato nel trabocchetto dei contenuti esclusivi a pagamento e nello scocciante fenomeno dei DLC che chi ha buona memoria e conosce approfonditamente Codemasters ricorderà soprattutto in titoli come Dirt 3, ad oggi uno dei racing game che più ha risentito (negativamente) della frammentazione dei contenuti, già inseriti su disco… È questo il caso di F1 2013 che nella sua versione non-Classic vi chiederà ulteriori sedici euro di spesa (sì, avete capito bene) per l’acquisto del pacchetto auto e tracciati classici, ben consci del fatto che alcuni contenuti inseriti nella versione “premium” rimangano esclusivi, invece introdotti nella versione denominata Classic Edition, per l’appunto, venduta a dieci euro in più di quella normale. In ogni caso, vi toccherà pagare un supplemento per potervi cimentare alla guida di qualche monoposto d’epoca come la Williams FW07B e la FW12, oppure della Lotus 98T o della 100T, quindi della Ferrari F1-87/88C e F92 A, della Williams FW14B, della Ferrari F310, delle Williams FW18 e FW21, o della Ferrari F399, attraverso piloti quali Jean Alesi, Ivan Capelli, Nigel Mansell, David Coulthard, Michael Schumacher, Gerhard Berger, Damon Hill, Jacques Villenueve, Eddie Irvine, Jody Scheckter, Ralf Schumacher ed Alain Prost. Tutto questo attraverso una manciata di piste, quali quella di Jerez e Brands Hatch, già ampliate con Imola e l’Estoril attraverso un DLC, approcciabili anche nella modalità online ancora poco stimolante per chi volesse mettersi alla prova contro giocatori seri e sportivi… Poco per giustificare tanta attesa, soprattutto se si realizza quanto poche siano le possibilità di gioco offerte da questo contenuto: oltre ai classici gran premi si potrà prender parte a degli scenari che propongono particolari situazioni realmente accadute, ma il numero esiguo di vecchi tracciati inseriti, oltre che di monoposto, rende questa aggiunta un semplicissimo passatempo, mancando di profondità. La realizzazione dal punto di vista grafico è degna di nota, con un filtro giallognolo a voler differenziare il presente dal passato della F1, che ci propone monoposto ben realizzate esteticamente, con box adatti ai tempi che furono e senza tutta la tecnologia presente ai giorni nostri. I dolori, e son belli tosti da digerire, arrivano volante in mano, dato che ognuna di queste monoposto d’epoca offrirà lo stesso feeling di guida pensato e realizzato per le monoposto del 2013, fattore questo che a nostro avviso getta nella polvere quanto di buono fatto dal team per il lancio di questa “edizione classica”, acerba, approssimativa e povera di contenuti, quindi a conti fatti quasi del tutto inutile.

… ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO!

Se ancora una volta le sensazioni, volante in mano, appaiono come il giusto risultato del mix tra arcade e simulazione, anche se in questo F1 2013 si percepisce maggiormente il carattere “nervoso” delle monoposto (sensazioni queste che vengono totalmente spazzate via joypad in mano), il senso di realismo è di nuovo fortemente intaccato da tutt’una serie di particolari ai quali andrebbe prestata maggiore attenzione e che dovrebbero comporre le basi necessarie affinché la Formula 1 di Codemasters sia quanto più vicina alla realtà di questo sport. I danni e le collisioni lasciano alquanto a desiderare, attestandosi sugli scarsi livelli delle passate produzioni, con alettoni che si disintegrano anche col più piccolo dei contatti e coperture che usciranno sempre indenni dalle eventuali e ripetute sportellate e “scontri” con gli avversari; ogni danno sarà immediatamente riparabile al pit stop, a meno che non decidiate di dirigervi a trecento chilometri orari contro un muro di cemento armato, e sebbene l’IA degli avversari sia stata resa più aggressiva nei duelli, che potrebbero presentarsi dinnanzi a voi, le possibilità di assistere ad un testa a testa pulito e spettacolare sono sempre pochissime. Si finirà per assistere a fasi gameplay tipiche da lunapark, con auto in testacoda, ferme in mezzo alla pista, e safety car che non accennano minimamente all’uscita. Per non parlare della gestione delle bandiere, spesso e volentieri poco credibile, o del numero di sanzioni assegnate à la meglio e che spesso porterà il giocatore di turno a quittare per non rovinarsi ulteriormente la giornata di gaming, anche in virtù del quadro generale assolutamente poco attendibile a livello di prestazione singola dei vari piloti impegnati in corsa: sovente capiterà di osservare un Massa davanti a tutto e tutti, che inanella giri veloci senza sosta, o auto dalle discutibili potenzialità tecniche arrivare dinnanzi alla nostra Lotus (l’auto con la quale abbiamo dato il via alla nostra carriera, NdR) nelle prove libere, in qualifica ed a volte anche in gara. Monoposto della Marussia e della Caterham che van più forte di una Lotus, anche in rettilineo… Tutto questo non fa che mettere in mostra quanto superficiale sia la così definita da molti “simulazione” offerta dal team inglese, che col passare degli anni non si schioda di una virgola da quella formula base che meriterebbe più attenzione, lavoro e dedizione sui piccoli particolari, piuttosto che continue rielaborazioni su un comparto grafico che ancora una volta riesce a dir la sua in maniera egregia, almeno nella versione PC.

Gli effetti di luce, i riflessi, la riproduzione delle vetture, fanno la loro splendidamente, così come alcuni dei tracciati, mentre per altri il risultato globale è ancora migliorabile, ma il valore aggiunto è di nuovo quel meteo dinamico che probabilmente tante altre produzioni corsaiole invidiano ad oggi, che come mai prima d’ora riesce a rendere credibili e verosimili le fasi di gioco sul bagnato, donando a F1 2013 uno spirito diverso, quasi un altro carattere rispetto alle fasi su asciutto, e mascherando in gran parte i tanti ed evidenti difetti che affliggono anche questa versione del gioco. Insomma, l’EGO Engine arrivato alla versione 3.0 (già col lancio di Grid 2) ha muscoli da vendere e li mette in mostra quasi esclusivamente sulla versione PC del prodotto, mostrando evidenti lacune sull’ottimizzazione delle versioni console, afflitte da cali di frame piuttosto frequenti. Dal punto di vista sonoro il lavoro è stato semplice e veloce, ripreso quasi in toto dai capitoli precedenti e riadattato in alcuni casi, con l’inserimento di una nuova soundtrack e null’altro di rilevante.

IN CONCLUSIONE
Codemasters non è ancora entrata nell'ottica del voler migliorare quelli che sono gli elementi sottotono di una produzione a cui si è perdonato tanto, fin troppo, nelle precedenti edizioni, perché “riportava lo sport della Formula 1 sui principali sistemi di intrattenimento videoludico”. Un realismo che viene costantemente a mancare per via di una IA deficitaria, ai limiti del patetico, ed “aggiunte” che nella maggior parte dei casi sono veri e propri ritorni dai precedenti capitoli. Sono evidenti gli elementi di riutilizzo, così come la recidività nel commettere gli stessi errori di sempre, quasi come se si risolvessero sorvolandoli del tutto e facendo finta di nulla. La Classic Edition è una bella aggiunta, ma limitata sia perché non consente di cimentarsi nelle stesse modalità previste per le monoposto di F1 attuali e sia perché il sistema di guida è lo stesso, spiccicato ed identico, di quello dei bolidi dei giorni nostri. Inaccettabile. Forse è tempo di prendersi una bella pausa per proporre un capitolo degno di questo nome su console next-gen e risolvere i problemi sostanziali, in modo da arrivare a strutturare una forte base di credibilità che un gioco del genere dovrebbe avere; quel “realismo” che mai come oggi sembra lontano chilometri e chilometri. E perché no, sfruttare un periodo di lancio più consono e quanto più vicino all'inizio del vero campionato di Formula 1, magari inserendo un sistema intelligente che tenga conto anche della forma dei piloti, in base ai risultati raggiunti realmente in pista...
Pro-1
Le vecchie monoposto di F1, grazie alla Classic Edition...
7
Contro-1
… a prezzo maggiorato e senza un sistema di guida adeguato
Pro-2
Comparto grafico degno di nota, su PC
Contro-2
IA patetica, ancora una volta
Pro-3
Meteo dinamico
Contro-3
La recidività nel non volersi migliorare inizia a stancare...
NIENTE HA SUCCESSO COME L'INSUCCESSO

COMMENTI
  • Ekros

    Beh pare che dovremmo aspettare ancora per avere un videogioco di F1 veramente simulativo. Peccato, un’altra occasione sprecata, sopratutto per via del fatto che sembrano abbiano fatto un copia ed incolla, con l’aggiunta della Classic Edition che tuttavia non si differenzia dal gameplay originale, sorvolando sul fatto che è un DLC a pagamento. Male imho, molto male, dicasi speculazione, spero fallisca in tutta sincerità.

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