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Recensione
TESTATO SU PC
28 ottobre 2013, 18:07
Goodbye Deponia
Goodbye Deponia mobile

Goodbye Deponia – Recensione

Atteso più d’un segnale di grazia celeste dagli amanti del genere, Goodbye Deponia ha fatto il suo esordio in versione digitale e retail (per ora solo in Germania) da pochi giorni, smuovendo gli animi di chi attendeva con trepidazione questo momento per dare un senso, ultimo e finale, alla stramba e rocambolesca avventura di Rufus e Goal, sballonzolati da un capo all’altro delle ambientazioni di gioco che hanno sempre fornito spunti e richiami ad avventure grafiche del passato, ma non solo…

Le aspettative per questo terzo capitolo erano altissime, segno che il team di sviluppo nelle due precedenti installazioni ha fatto le cose per bene, creando una serie di personaggi buffi e simpatici a sostegno di una trama semplice e spassosa, che rendeva magicamente bene grazie alla caratterizzazione di Rufus, un “uomo” poco maturo, molto sbadato e pasticcione, sempre in mezzo e causa scatenante dei problemi che prima lui stesso, sulla propria pelle, e poi il gruppo al suo fianco e supporto, si trovavano costretti a risolvere in un modo o nell’altro. Le cose non sembrano andar tanto meglio in questo finale, che fin dalle battute di gioco iniziali ci getta in un vortice di pazzia e delirio degne delle migliori avventure grafiche di un tempo… Come sarà andata a finire?

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L’ULTIMA VOLTA INSIEME

Un unico desiderio, quello di abbandonare per sempre l’odiata Deponia in favore di Elysium, quel paradiso volante che soltanto poche e fortunate persone (quelle più importanti) riescono a raggiungere. Lo stesso, e solo, che getterà Rufus in mezzo a guai continui, grazie ai quali il team di sviluppo Daedalic Entertainment ha ricamato e costruito tutt’attorno la serie di avventure grafiche Deponia, giunta alle sue battute conclusive con Goodbye Deponia. Vero e proprio spirito libero, riassunto perfetto dell’anti-eroe per eccellenza, davanti al suo cammino Rufus troverà tutt’una serie di amici poco affidabili e Goal, quella ragazza dai capelli rossi che le provocherà più d’un grattacapo. Collegandosi esattamente dopo la fine degli eventi narrati in Chaos on Deponia, questo terzo capitolo dopo le prime fasi di gioco in sordina appare come il capitolo più completo, malato, distruttivo e delirante della serie, che tra colpi di scena di tutti i tipi, clonazioni e morti improvvise, piani diabolici degni del peggior stratega, complicazioni varie e necessarie a rendere più stimolanti e frizzanti le 11-13 ore utili per arrivare ai titoli di coda (a seconda dell’abilità di chi lo gioca), non si fa mancare proprio nulla. Il plot iniziale è pressapoco identico a quanto già visto precedentemente nella serie, con l’instancabile Rufus intento nel risolvere guai e problemi che appena qualche secondo prima, inconsciamente, ha causato; guai che lo porteranno a perdere ancora una volta Goal, ma che divideranno il gruppo e lo spaccheranno, ponendo paletti importanti per quello che poi sarà lo sviluppo della trama, che chiaramente non riveleremo per non rovinare la sorpresa agli avventurieri che navigano sulle nostre pagine. Col gruppo disunito, Goodbye Deponia diventa così un’avventura più seriosa di quanto potessimo aspettarci, pur se la riflessione legata al finale (che ha letteralmente spaccato i fan della serie) riporta in quota l’intenzione del team di non cadere nel banale; di chiudere così gli eventi in maniera originale, spiazzante, in una maniera che mai avremmo pensato prima di arrivare nella location di gioco conclusiva, quando dalle nostre azioni, ancora una volta, dipenderà il destino della colonia già sofferente in Deponia, visti i trascorsi del secondo capitolo.

Necessaria conseguenza di tutto ciò, ed argomento che può fornire più d’uno spunto di riflessione a gioco terminato, è l’evoluzione e la maturità finalmente raggiunta da Rufus, che se per oltre dieci ore di gioco continuerà ad essere il solito folle, pazzo, scapestrato uomo poco cresciuto, nelle battute conclusive diventerà un tutt’uno con quella stessa maturità acquisita dal team di sviluppo per regalare ai propri fan la battuta conclusiva meno banale e scontata che potesse esistere, riuscendo così a differenziarsi da produzioni spesso più chiacchierate, ma che per personaggi, immersione e divertimento hanno ben poco da proporre, limitandosi al classico compitino. È così che Goodbye Deponia, ben più dei due capitoli rilasciati mesi e mesi fa, trasporta il giocatore e lo rende partecipe di quel sogno, di quel desiderio, che è ancora fermo lì, in quel cassetto immaginario, consentendo a tutti, ma proprio tutti, anche ai meno avvezzi del genere, di provare ad aprirlo per avvicinarsi dolcemente, o almeno provarci, ad Elysium…

E questo funziona anche per quel che concerne il gameplay nudo e crudo, che consente di entrare nel vivo del gioco e degli enigmi dopo quattro ore di “quasi” presentazioni e partenza a rilento, con fasi di gioco aperte a chiunque abbia un minimo di ingegno, per poi salire di livello, metterci nei panni di ben tre protagonisti e fornirci tutti gli elementi utili per farli cooperare, scambiandosi oggetti raccolti, in modo tale che la storia possa andare avanti, progredire per arrivare al fine ultimo, sempre più vicino eppure ancora tanto lontano. La bontà degli enigmi ed il buon grado di sfida offerti vanno di pari passo coi mini-giochi originali proposti (si possono anche saltare, NdR) che spezzano le fasi di dialogo, di raccolta e combinazione, donando quel pizzico di varietà che non guasta mai, alla quale si uniscono le decine e decine di easter egg che gli abili sviluppatori hanno inserito quasi in ogni scena di gioco. Proprio questi ultimi, nonostante una durata totale dell’episodio superiore alle dieci ore, come dicevamo poco fa, garantiscono a Goodbye Deponia un fattore rigiocabilità decisamente alto e, come se non bastasse, si aggiungono dei collezionabili e ben 50 achievement Steam, per chi possedesse questa versione digitale del gioco.

MATURITÀ

La raggiunta ed evidente maturità raggiunta dal team di sviluppo è ormai sotto gli occhi di tutti. Attraverso la decina di rilasci avvenuti negli ultimi due anni, Daedalic Entertainment ha spazzato via tutte le preoccupazioni e gli eventuali rimpianti del passato, quel passato in cui bug e glitch non erano mai troppo lontani. Goodbye Deponia conferma così il processo di maturazione del team tedesco, regalando ancora una volta uno spettacolo audiovisivo degno di nota, coraggio e palpitazione, attraverso location di gioco in parte riprese dai precedenti episodi (ma riviste ed aggiornate in virtù degli effetti scaturiti dagli eventi accaduti) e tantissime altre di nuova creazione, atte a comporre un mondo di gioco ancor più vario e credibile, più ampio ed adatto all’importanza di questa serie, che aveva bisogno di un finale d’eccezione, in tutti i sensi. L’unica critica che possiamo smuovere sul comparto grafico riguarda la qualità delle animazioni, mai al top nella serie e che dopo tre episodi e tanto successo avrebbero meritato un occhio di riguardo che purtroppo non c’è stato, ma per il resto si parla di un titolo vivo nei colori, nei personaggi, nella caratterizzazione di essi, nei dialoghi e negli enigmi, perfino nei mini-giochi, come detto poco fa, che potrà deludere solo chi non ha denti e capacità per masticare le avventure grafiche, e di loro poco importa.

La realizzazione certosina del sonoro si accosta a quella dell’arte grafica, con un doppiaggio in Inglese davvero ottimo e semplice da capire anche se si litiga un po’ con la lingua, ed una colonna sonora sempre d’effetto, ripresa ed ampliata dai capitoli precedenti, alla quale si affiancano tanti jingle specifici e particolareggiati per location e situazioni di gioco da affrontare. Un po’ di rammarico per l’assenza di sottotitoli in Italiano, che comunque Daedalic Entertainment non ha mai inserito direttamente, affidandosi nei pochi casi precedenti (The Dark Eye: Chains of Satinav, The Whispered World o A New Beginning, al duo Koch Media/Deep Silver o prima ancora a quello Adventure Productions/Blue Label Entertainment per l’ultimo dei giochi succitati), ma che saranno inseriti insieme al doppiaggio completo da FX Interactive nella versione italiana in uscita prossimamente. Su questa non ci è dato saperne di più ad oggi, probabilmente nelle prossime settimane il team spagnolo, da sempre al vertice e prima nell’accaparrarsi grandi serie da localizzare, proponendo il risultato finale a prezzi di mercato molto competitivi rispetto alla concorrenza, si farà sentire a riguardo…

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IN CONCLUSIONE
Goodbye Deponia non è solo un degno epilogo per quella che a tutti gli effetti è una trilogia di avventure grafiche imperdibili e che entrano di diritto nella memoria degli appassionati e dei veri esperti ed intenditori del genere, ma rappresenta anche il titolo col quale il team di sviluppo tedesco, Daedalic Entertainment, è riuscito a confermarsi ad alti livelli, realizzando un videogioco che ha alzato ancor più quell'asticella rimasta ferma per anni ed anni. Un crescendo di emozioni e fasi di gioco, enigmi e risate, ma anche momenti tristi e di riflessione, lo fanno diventare IL capolavoro a cui è impossibile dire di no, se si è già giocato i precedenti due episodi. Perché è appunto impensabile non avere spalle solide su quelli che sono gli eventi passati, cosa a cui spesso i gamer occasionali non pensano. Dalla sua, anche un'ottima longevità ed una altrettanto ottima rigiocabilità, per non parlare della maestosità dal punto di vista grafico (eccezion fatta per le animazioni) e sonoro; impossibile volere di più da una delle migliori avventure grafiche di tutti i tempi!
Pro-1
Un finale non scontato, un gioco memorabile ed abbondante per contenuti
9.5
Contro-1
Per la versione italiana bisogna aspettare ancora
Pro-2
Solita maestria nel confezionare i comparti tecnici, ma...
Contro-2
... Peccato per il comparto animazioni non al top
Pro-3
Comico, ma fornisce seri spunti di riflessione a titoli di coda raggiunti
LA FELICITÀ È COSA RARA E PREZIOSA
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