Infinity Runner – Recensione
Dopo essersi misurati nella realizzazione di un titolo molto particolare come Master Reboot e averne rilasciato sul mercato uno di stampo casual come Gravity Badgers, Wales Interactive ha deciso di rilasciare su Steam un nuovo videogioco, Infinity Runner, di cui approfondiremo le caratteristiche quest’oggi. Molto distante dagli altri videogames di questo developer, Infinity Runner – come evidenzia il nome stesso – è un runner game suddiviso in stage, dove la prontezza di riflessi ricopre un ruolo di assoluto protagonista. A differenza di quel che si possa pensare, il titolo non è ancora previsto su dispositivi mobile, ma nell’immediato futuro arriverà anche su Nintendo Wii U, PlayStation 3 e PlayStation 4, segno che il concept di gioco assolutamente poco originale e non così allettante non spaventa gli sviluppatori, probabilmente sicuri di ottenere buoni risultati su altri lidi.
OLTRE L’INFINITO…Imprigionati all’interno della più grande nave spaziale mai costruita dall’uomo, l’Infinity, lo scopo principale della missione di volo è ormai poco importante. Fluttuando nel vuoto dello spazio, prima alla ricerca di una nuova “casa” per l’umanità, una minaccia aliena, un mix tra mito e leggenda, irrompe nella routine degli uomini situati a bordo, provocando morte e distruzione. Un solo rimedio, un solo compito: fuggire e far salva la pelle. Infinity Runner riassunto in poche righe è un titolo d’azione, o meglio un runner game, che attraverso quattordici livelli ci getta in ambientazioni sinistre e buie, con una chiara impronta sci-fi, non facendosi mancare interessanti feature come il supporto a Oculus Rift e una modalità multigiocatore asincrona (fino a 32 utenti) addirittura cross-platform. Vestiti i panni del protagonista, un prigioniero che entra in contatto con una figura a cui daremo sempre più importanza col prosieguo del gioco, il nostro compito è quello di gestire la sua folle corsa – attraverso una telecamera in prima persona – tra i cunicoli e i lunghi corridoi bui e pieni di pericoli che compongono la nave spaziale Infinity. Affidandoci alla prontezza dei riflessi, quindi a specifici quick time events che governano le velocissime fasi di combattimento, il senso di angoscia di quei luoghi, unito al ritmo frenetico dell’azione, mettono in evidenza quanto immediato sia il gameplay del titolo, al contempo di come tutto ciò non finisca per stancare dopo appena un paio di stage portati a termine. Nonostante la storia, a detta dello sviluppatore, sia una parte importante di Infinity Runner, calatisi nei panni del “corridore” questa impressione non la si ha praticamente mai: la narrazione è flebile e fine a se stessa, e il tutto si riassume in un runner game come tanti altri rilasciati negli anni, approdato però su piattaforme sostanzialmente poco idonee a garantire la piena riuscita di un videogioco come questo.
Tutto quel che circonda la poco profonda e lineare esperienza di gioco evidenzia quanto detto. Dalla trama abbastanza banale e a tratti surreale, alla scarsa varietà di ambientazioni (nonostante le varie sezioni presenti); dalla qualità audio-grafica decisamente bassa a speciali raccoglibili che non portano reali benefici alla nostra prestazione. Infinity Runner si riduce così nel chiederci tempismo e attenzione nel muovere a destra o sinistra il nostro avatar, nel girare la visuale col mouse (scomodissimo e poco preciso negli istanti di gioco frenetici) quando sono presenti incroci o intersezioni, nell’evitare trappole o oggetti posti all’interno di questi lunghi e quasi interminabili corridoi, di saltare ostacoli o scivolare a terra per evitare barriere laser. Ogni stage, a seconda del livello di difficoltà a cui viene affrontato, ci permette di avere un numero prestabilito di vite; ovviamente, più alto sarà il livello scelto, minore le possibilità di poter sbagliare, pena il game over con conseguente riavvio dello stage. Le fasi gameplay cambiano leggermente quando si entrerà nei panni di quella che potremmo definire una leggenda – ovviamente non vi diremo nello specifico di cosa si tratta, per non rovinarvi la sorpresa – in quanto a quel punto saremo quasi indistruttibili, quindi ogni scontro coi nemici assumerà ben poca importanza. Il più grande peccato risiede nel fatto che ad una scialba modalità storia se ne associno altre due, una arcade e quella multigiocatore asincrono, che per un motivo o per l’altro non aiutano ad innalzare il fattore longevità, tanto meno il divertimento. La prima citata non è nient’altro che una sfida al punteggio più alto, nella seconda invece fino a 32 giocatori possono sfidarsi nello stabilire chi è il runner più abile e coi miglior riflessi, in maniera asincrona. Quanto fatto, quindi, finisce per apparire inutile per certi versi e, forse, piuttosto che investire tempo e risorse in modalità multiplayer, il team avrebbe potuto costruire attorno ad una esperienza così leggera una trama forte e interessante, in modo da rendere più accettabili le fasi di gioco stesse.
Sul fronte tecnico il risultato è pressapoco identico a quanto esposto finora, ossia altalenante e contraddistinto da un buon numero di intoppi. L’ottimizzazione del codice della versione PC non ci è parsa affatto buona, le visuali perlopiù buie e claustrofobiche hanno ben presto lasciato spazio a texture slavate e modelli poligonali di dubbia qualità e anche qui, come già detto, il team avrebbe potuto investire più denaro nel confezionare i comparti tecnici, piuttosto che lanciarsi nell’implementazione all’Oculus Rift che, per quanto sia una tecnologia intrigante, non ha ancora attecchito (e chissà se mai lo farà, NdR) in maniera così importante da giustificare uno spreco di risorse come quello avuto in Infinity Runner: una produzione indie che è giunta a troppi compromessi in corso d’opera, senza però mai rinunciare ai 60fps fissi, indispensabili in un titolo del genere. Il comparto sonoro non va oltre la soglie dell’insufficienza, solo gli effetti sonori tutto sommato sono passabili, ma il voice acting non perde occasione per mostrarsi di scarsa qualità.
Ottimo grado di sfida e intensità |
5 | Ottimizzazione tecnica non al top |
Diretto e immediato, adatto per brevi sessioni di gioco... | … Più indicato per dispositivi mobile che su PC e console | |
Qualità audio-grafica discutibile | ||
| CORRI E SBATTI | ||
