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Recensione
TESTATO SU PS3
27 settembre 2013, 15:44
Kingdom Hearts 1.5 HD Remix
Kingdom Hearts 1.5 HD Remix mobile

Kingdom Hearts 1.5 HD Remix – Recensione

Dopo mesi di attesa è finalmente arrivata anche in occidente Kingdom Hearts 1.5 HD Remix, la collection per PlayStation 3 contenente due titoli mai arrivati qui da noi in Europa, ovvero la versione Final Mix del primo Kingdom HeartsRe: Chain Of Memories, remake uscito per PlayStation 2 dello spin off che uscì per Game Boy Advance nell’ormai lontano novembre del 2004.  A questi due grandissimi titoli vanno inoltre a completare il pacchetto i filmati rimasterizzati in HD di 358/2 Days, capitolo dai forti toni malinconici che approfondisce il personaggio di Roxas, uscito per Nintendo DS nel 2009. Prima di buttarci nella recensione di questa collection vogliamo subito precisare che: i due giochi contenuti all’interno di essa sono due titoli davvero ottimi sotto praticamente tutti i punti di vista, ma questa recensione, ed il voto finale in particolare, fanno riferimento più che altro alla qualità della collection nel suo complesso e della rimasterizzazione in alta definizione dei giochi in questione, senza la pretesa quindi di fornire una valutazione dei singoli titoli.

Kingdom Hearts HD

Final Mix

Dobbiamo ammetterlo: tornare dopo una decina circa d’anni a giocare al primo Kingdom Hearts ci ha provocato forti emozioni. Rimettersi a cercare gli oggetti necessari per la zattera sull’Isola del Destino, ritrovarsi nuovamente spaesati per le vie di Traverse Town, e rincontrarsi con i nostri fidati compagni di avventure disneyane fa pur sempre un certo effetto. Paperino e Pippo sono difatti ancora lì, dove li avevamo lasciati nel 2002, pronti a impugnare scettro e scudo per affiancarci in questa splendida avventura, esattamente come Tidus, Leon, Wakka, Selphie e tutti i personaggi provenienti dall’universo di Final Fantasy. Eppure non tutto è uguale a prima. La versione del primo Kingdom Hearts contenuta in questa collection è difatti quella Final Mix, uscita originariamente solamente in Giappone, la quale rispetto alla versione europea e americana, presenta diverse aggiunte interessanti come per esempio la possibilità di gestire la telecamera attraverso la levetta analogica destra, nuovi livelli di difficoltà, nuove armi, nuovi heartless, nuove abilità e oggetti. A tutto ciò vanno inoltre ad aggiungersi nuove cutscene volte a chiarire alcuni aspetti della trama non molto approfonditi e un nuovo filmato finale segreto. Oltre a tutta questa mole di contenuti, totalmente nuovi per noi occidentali, vanno ad aggiungersi dunque la rimasterizzazione in alta definizione del gioco e l’aggiunta dei trofei, due cose che i fan della saga chiedevano a gran voce da anni e che finalmente, con una certa sorpresa da parte del sottoscritto, sono arrivate pure qui da noi in occidente. Non è però purtroppo oro tutto quello che luccica: la rimasterizzazione del gioco lascia difatti parecchio a desiderare.

Il lavoro svolto sulle texture e sui modelli poligonali dei personaggi è spesso minimale e in generale, sopratutto in un periodo come questo dove sta per uscire una rimasterizzazione qualitativamente cento volte superiore come quella di The Legend Of Zelda: The Wind Waker,  lascia piuttosto delusi il ritrovarsi davanti a queste collection dove il lavoro svolto sembra seguire sempre la filosofia del “minimo indispensabile”. Di buono ci sono i nuovi modelli di Riku e Sora, presi direttamente da quelli di Dream Dop Distance, i quali sono di una qualità decisamente maggiore rispetto a quelli originali, anche se purtroppo abbiamo constato che questi non sono stati sostituiti a tutti i modelli presenti nel gioco, e il terribile mix tra vecchio e nuovo che viene a formarsi, nelle espressioni facciali di Sora in particolare, è un qualcosa di davvero fastidioso. Splendide come ce le ricordavamo le musiche di Shinomura, che per l’occasione sono state riarrangiate e orchestrate. Degne di nota sono infine alcune aggiunte volte a rendere l’esperienza di gioco più comoda, come la già citata possibilità di muovere la telecamera con lo stick destro (o di impostarne un movimento automatico), un nuovo menù per le invocazioni e l’aggiunta dell’abilità Zero Exp, che non permette di guadagnare esperienza e quindi di salire di livello, fornendo quindi ai più coraggiosi un livello di sfida davvero elevato, che comunque potrete trovare già selezionando il livello di difficoltà più alto, come abbiamo fatto noi per la nostra partita.

Chain Of Memories

Se come già detto, nella trasposizione in alta definizione del primo capitolo si percepiva un po’ la sensazione che fosse stato svolto un lavoro minimale dietro ad alcune cose, in quella di Re: Chain Of Memories questo presentimento si fa certezza, dato che qua si tratta davvero di un lavoro di puro e semplice upscaling. In questo caso c’è però da sottolineare una cosa, questo remake dello splendido capitolo uscito su Game Boy Advance, non era mai arrivato in Europa. Poter quindi esplorare nuovamente il Castello dell’Oblio, con una grafica uguale a quella dei capitoli usciti su PlayStation 2, contribuisce già di per sé ad aggiungere un tocco di novità assoluta all’esperienza, almeno per noi occidentali. Per questa versione in HD del remake non vi sono purtroppo differenze degne di nota rispetto alla versione che uscì ai tempi in Giappone su PS2 e purtroppo anche le scene doppiate sono rimaste le  poche presenti nella versione originale. Nonostante ciò il gameplay non sembra comunque sentire per niente il peso degli anni: il sistema di combattimento mediante l’utilizzo di carte è ancora validissimo quanto originale e l’atmosfera quasi onirica, che si respira all’interno del Castello dell’Oblio, riesce ancora a trasmettere quel senso di inquietudine e di smarrimento che caratterizza tutta l’esperienza di gioco. Ci teniamo poi a sottolineare che Chain Of Memories è tutto fuorché un inutile spin off a livello narrativo: la trama è difatti avvincente e si collega direttamente a quella del secondo capitolo, introducendo personaggi che saranno molto importanti nel proseguimento della saga, come per esempio il mitico Axel e la tenerissima Naminé. Un must have insomma, per tutti gli amanti di Kingdom Hearts.

358/2 Days

A concludere il pacchetto ci sono poi i filmati di Kingdom Hearts: 358/2 Days, che forse rappresentano il punto più dolente di questa raccolta. Per prima cosa non possiamo difatti non ritenerci delusi dalla presenza dei soli filmati, quando si poteva fare un vero e proprio remake del capitolo uscito su Nintendo DS, come spesso, lo stesso Nomura, si era detto intenzionato di fare. Da quanto dichiarato dallo stesso creatore della saga, questa ipotesi sarebbe stata alla fine scartata da Square Enix per concentrare tutte le forze nello sviluppo di Kingdom Hearts III, affermazione che lascia un po’ il tempo che trova dato che come abbiamo avuto modo di appurare all’E3, il progetto sembra essere ancora nella sua fase embrionale e quel trailer di annuncio sapeva tanto di un qualcosa fatto all’ultimo minuto sotto richiesta di Sony con lo scopo di aumentare l’hype per la nuova console PlayStation, dato che, sempre sotto ammissione di Square Enix stessa, lo sviluppo del titolo nonostante tutti gli anni trascorsi dal secondo episodio, è ancora nella sua fase iniziale, visto che per il momento le attenzioni sono concentrate sull’altro grosso progetto di Nomura in sviluppo da secoli, ovvero Final Fantasy XV. Ed ecco quindi che per farla breve in questa collection troviamo solamente i filmati del capitolo uscito su Nintendo DS, con una risoluzione dei modelli poligonali maggiore e un discreto miglioramento in termini di risoluzione e pulizia.

Il problema si pone però da un punto di vista narrativo: le tre ore di filmati presenti, finiscono difatti per fornire una sorta di esperienza cinematografica scadente per una serie di fattori. Primo fra tutti lo sviluppo lento della trama, il quale era giustificabile, quanto apprezzabile, nel gioco originale, per via dalla necessità di far familiarizzare il giocatore con il gameplay e i personaggi, ma risulta assolutamente tediante all’interno di un’esperienza puramente cinematografica. Secondariamente a dar fastidio sono le continue ellissi narrative dovute all’assenza totale di tutte le parti che erano giocabili nel titolo per NDS. Da questo ne consegue che la raccolta di filmati non ha praticamente alcuna scena di combattimento e contiene continui salti temporali e tagli davvero fastidiosi, che rendono la narrazione tutt’altro che avvincente e finiscono per distruggere, tra le altre cose, lo splendido finale del gioco. Non tutto per fortuna è stato distrutto: l’atmosfera triste e malinconica è rimasta difatti intatta e traspare fortemente anche solo con i filmati e la triste storia di Roxas e Xion riesce ancora a commuovere, per via dei loro dialoghi incredibilmente sinceri e dei loro sguardi innocenti.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=3diijyK34qI[/youtube]

IN CONCLUSIONE
A fronte di un lavoro di rimasterizzazione in alta definizione davvero minimale, questa collection contiene in ogni caso due grandissimi titoli che non sono mai arrivati qui in Europa e rappresenta quindi un acquisto quasi obbligatorio per tutti gli amanti della saga, oltre che un ottimo punto di partenza per tutti coloro che vogliono avvicinarvisi per la prima volta. Resta però in ogni caso triste l'assenza di un remake di 358/2 Days, dato che purtroppo i soli filmati non riescono a rendere giustizia al gioco uscito su Nintendo DS.
Pro-1
Due ottimi titoli mai arrivati in Europa
7
Contro-1
Si poteva fare di più in termini di rimasterizzazione
Pro-2
Entrambi i giochi non sentono per niente il peso degli anni
Contro-2
Un remake di 358/2 Days sarebbe stato più che gradito
Relive the origins
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