Legends of Dawn – Recensione
Rieccoci nuovamente ad affrontare sfide impossibili, calcare campi di battaglia e stringere alleanze con demoni, umani ed elfi. Questa volta siamo nel mondo di Legends of Dawn, un gioco di ruolo open world di stampo occidentale immerso in un mondo stilisticamente molto realistico, creato da Dreamatrix. Un titolo che ci porta con la mente a luoghi epici, dominati da creature immonde, tutto questo grazie anche alla cura al dettaglio degli scenari e dei mob che andremo a scoprire durante la campagna. Gli sviluppatori ci mettono dinnanzi ad una vera e propria sfida a colpi di mazze da guerra, arcani incantesimi e fendenti insanguinati; il tutto immerso ed amalgamato in un universo con qualche lacuna, ma che sicuramente sa regalare momenti di sano divertimento.
IMMERSIONE A TRATTI
Partendo dal presupposto che esistono innumerevoli prodotti di stampo occidentale che adoperano meccaniche GdR, potremo suddividere il loro insieme in giochi che godono di prestigio ed altri meno conosciuti, ma comunque apprezzati dai fan, capaci di regalare momenti di svago unici e non forzati. E altri prodotti, ancora, che non sanno coinvolgere a livello di storyline, ma che sono ricordati dal popolo giocante come capolavori visivi, così come quelli unicamente ricordati per via del loro gameplay coinvolgente. Legends of Dawn vuole entrare a far parte di questa vasta schiera di capolavori amati dal pubblico, un proposito alto, difficile da raggiungere e ancora più difficile da valicare. Sfortunatamente per Dreamatrix, però, non si è riusciti nello scopo: il titolo è capace di regalare un’esperienza difficile con un gameplay classico immerso in un mondo ben caratterizzato, ma purtroppo non è in grado di invogliare il giocatore a scoprire cosa si celi dietro una porta o dentro una caverna. Intendiamoci, non vogliamo crocifiggerlo, ma ci si aspettava sicuramente di più vista la concorrenza in un genere di giochi che non finirà mai di meravigliarci e coinvolgerci.
Avviato il gioco dovremo creare il nostro avatar scegliendo tra le poche razze proposte: Umani, Elfi e Danian, una fazione enigmatica che fin dall’inizio presenta parecchi svantaggi nella reputazione. Naturalmente, sarà possibile scegliere il sesso, ma nessun tipo di classe selezionabile a parte il personalizzare le caratteristiche del PG subito dopo la scelta della specie e la “personalizzazione” del sol colore della pelle e dei capelli. Successivamente verrà richiesta la scelta di specializzazione in un tipo di combattimento ed il procedere dell’azione fa pensare che unire magia e combattimenti ravvicinati, magari con due armi alla mano, sia la cosa più giusta e sensata da fare. Considerata la scarna personalizzazione del personaggio si potrebbe quasi pensare che si stia per affrontare un gioco tra i più comuni GdR multigiocatore di massa, dove non è la caratterizzazione del personaggio a rendere il tutto straordinario o intenso, ma la quantità spropositata di mob, alleati e boss, ma non è questo il caso: Legends of Dawn è un gioco single-player dove la quantità di mostri non supererà mai le “leggi” rispettate dai numerosi titoli passati e la quantità di boss sarà la medesima vista in altri prodotti ben più blasonati.
Perché quindi rendere così scarna la caratterizzazione del personaggio? Perché non far immergere completamente il giocatore anche grazie all’immedesimazione del proprio alter ego? Purtroppo non ci viene data risposta a questo enigma, ma a conti fatti sappiamo che molti videogiocatori danno poco peso a certi tipi di scelte stilistiche, quindi passando oltre questa iniziale “difficoltà” vi diciamo chiaro e tondo che il gioco è difficile e che sta forse in questa caratteristica la vera base del divertimento di Legends of Dawn: non andrete a spasso per un mondo privo di pericoli e quando li incontrerete i nemici non cercheranno di farvi del male, ma tenteranno proprio di uccidervi nel modo più cruento e veloce possibile. Niente di trascendentale nemmeno qui, comunque, infatti durante la fase iniziale di gioco la scelta della difficoltà sarà determinante ed una difficoltà sotto gli standard della “normalità” sarà la scelta sicuramente più errata possibile. Legends of Dawn sa davvero offrire divertimento alle difficoltà più alte, selezionabili fin da subito, anzi addirittura personalizzabili, ma ai livelli più facili non rende come dovrebbe, inoltre siamo dovuti passare sopra ad innumerevoli lacune e bug di sorta per riuscire a capire effettivamente dove il titolo eccelle ed è soprattutto nello stile grafico e nella caratterizzazione dei mob che gli sviluppatori sono riusciti a dare il meglio di loro stessi.
Un altro punto forte che ci sentiamo di elencare è lo svariato numero di armi caratteristiche ed il gameplay che pur restando ancorato al passato ci permette di godere dell’intera esperienza in modo fluido. Una maggiore cura sarebbe stata sicuramente apprezzata, soprattutto a livello di animazione, dove proprio il personaggio giocante è praticamente una statua di sale con a disposizione armi e magie apocalittiche mai ben inserite nelle fasi in-game e con pochi movimenti davvero mal ricreati, che saranno un vero pugno nello stomaco mentre si è in lotta con una alabarda a doppia lama e tre ragni violacei giganteschi che vogliono farci la pelle! Come potete leggere non si tratta di un lavoro che raggiunge completamente la sufficienza, si tratta di un titolo complesso nell’insieme sia da giudicare che da giocare, un prodotto che i fan del genere ameranno senza remore, ma che non sa coinvolgere narrativamente e ad ogni punto a suo favore segue una pecca evidente; ad ogni fattore positivo segue un bug o un difetto di sorta. Infine, quindi, possiamo solo dirvi che Legends of Dawn è un titolo enigmatico, piacevole a momenti e che non sa mai dare di più di quanto ci si aspetti inizialmente: non è un flop, ma nemmeno un capolavoro.
Ottima realizzazione di armi e armature |
5.5 | Ingiocabile alle difficoltà minori |
Gameplay navigato | Storyline da dimenticare | |
Animazioni al limite della decenza | ||
| L'INCERTEZZA È POTENTE | ||
