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Recensione
TESTATO SU MOBILE
28 aprile 2014, 9:00
Little Big Adventure
Little Big Adventure mobile

Little Big Adventure – Recensione

Il team DotEmu sta lentamente facendosi un nome tra le fila di sviluppatori mobile, grazie all’ottima iniziativa di riproporre vecchie glorie adattate ad un sistema di controllo che prevede il solo utilizzo del touch screen. Tra i titoli lavorati di recente troviamo ad esempio R-Type e Another World. L’ultima fatica del team francese è una conversione di Little Big Adventure, titolo del ’94 non particolarmente famoso, nonostante sia stato creato dai ragazzi di Adeline Software, formatasi in seguito all’esodo di svariati programmatori da Infogrames, in parole povere gli sviluppatori dietro il primo Alone in the dark. Scopriamo quindi, dopo ben vent’anni, quanto è invecchiata l’epopea di Twinsen e soci.

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CHE SENDELL SIA CON TE

Little Big Adventure è ambientato sul pianeta Twinsun, il cui nome è dovuto al fatto che ciascuna delle due parti che lo compongono, separate da una catena montuosa, sono illuminate da un pianeta diverso. Mentre metà pianeta è praticamente deserta, l’altra metà è popolata da tre diverse razze, tutte sotto il controllo del Dottor Funfrock, perfido dittatore che ha imposto il proprio potere sui più deboli grazie alla clonazione e al teletrasporto, due tecnologie che gli hanno permesso di avere a sua completa disposizione un vero e proprio esercito. In tutto questo noi vestiremo i panni di Twinsen, giovane Quetch che ricoprirà un ruolo a dir poco fondamentale nella lotta contro Funfrock.

Per chi non avesse mai sentito parlare del titolo, stiamo parlando di un actionadventurefree roaming con visuale isometrica, che utilizza modelli poligonali per i personaggi e fondali pre-renderizzati. La peculiarità del titolo risiedeva soprattutto nella possibilità di cambiare lo stato d’animo del protagonista tra aggressivo, discreto, sportivo e normale, permettendo in ciascun caso di compiere azioni diverse, come ad esempio combattere, saltare e spostare oggetti per la risoluzione di enigmi ambientali. Tutta questa meccanica è stata completamente abbandonata per essere meglio adattata al touch screen, infatti ora non dovremo più cambiare manualmente lo stato d’animo di Twinsen, basterà toccare un personaggio per parlargli, toccarlo due volte per attaccarlo e trascinare letteralmente il nostro protagonista verso una direzione per permettergli di saltare. Lo stesso discorso è valido per le sfere magiche, che potranno essere lanciate sfiorando il nostro obiettivo. Per quanto riguarda invece il sistema di movimento, non è presente alcuno stick virtuale, bensì gestiremo i movimenti con un tocco, per far camminare Twinsen al punto indicato, o due tocchi, per effettuare uno sprint. Tutto questo, per quanto funzioni perfettamente (tranne per il sistema di movimento, poiché il nostro protagonista non è in grado di aggirare gli ostacoli), va ad intaccare in modo piuttosto importante quello che è il livello di sfida. Infatti gran parte della difficoltà del titolo originale era dettata proprio dalla difficoltà dei salti e della gestione dei vari stati, ma dal momento in cui conosceremo esattamente il punto d’atterraggio di un salto, così come la traiettoria di una sfera, tutto diventa più banale. Sebbene ciò possa sembrare un elemento di disturbo, va detto che il titolo continua ad essere godibile: la storia raccontata vale la pena di essere giocata, così come vale la pena di esplorare il mondo di gioco, pieno zeppo di personaggi strambi con cui interagire, i quali più di una volta riusciranno a strapparvi una risata.

Dal punto di vista tecnico, grazie soprattutto allo sfruttamento di fondali pre-renderizzati, possiamo affermare che il titolo è invecchiato decisamente bene, tanto da poter tranquillamente competere con altri titoli mobile più o meno famosi. Ottime poi le musiche, che sono proposte senza alcuna modifica, così come il doppiaggio in lingua originale, particolarmente divertente (soprattutto la voce dei lapinoidi) nonostante non sia di qualità elevatissima e veda pochi elementi dare la voce a più personaggi.

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IN CONCLUSIONE
Little Big Adventure è, come suggerito dal nome stesso, una piccola grande avventura in grado di divertire il giocatore dall'inizio alla fine. Nonostante qualche piccola sbavatura nel sistema di controllo che altera la difficoltà del titolo, non possiamo far altro che consigliarlo a tutti coloro che vogliono giocare (o rigiocare, perché no) un titolo ancora oggi poco famoso nonostante le sue grandi qualità, soprattutto se consideriamo il suo anno d'uscita sul mercato.
Pro-1
Twinsen è ancora in forma, nonostante gli anni
7
Contro-1
Livello di sfida decisamente più basso rispetto all'originale
Pro-2
Sistema di controllo ottimo...
Contro-2
... Tranne che per la gestione dei movimenti
Pro-3
Mondo di gioco interamente esplorabile
UNA PERLA DEL PASSATO
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