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Recensione
TESTATO SU PC
18 agosto 2014, 8:45

Lovely Planet – Recensione

Lovely Planet, sviluppato da QuickTequila, è uno sparatutto in prima persona veloce e frenetico, improntato su un gameplay casual ed ambientazione che gli esperti del settore definirebbero “jappofestosa” (ambiguo neologismo con il quale si indica un gioco caratterizzato da elementi spiccatamente nipponici, nella loro veste più giocosa ed infantile). Il titolo ci ha un po’ scosso, lasciandoci spesso perplessi sulle reali qualità e peculiarità, ma consiste sicuramente in una sfida solo per i giocatori che sono alla ricerca di platform più particolari, che di un vero FPS.

Lovely Planet

Tanto rumore per nulla

Lovely Planet ci introduce in un mondo coloratissimo e gioioso, nel quale, armati di fucile a munizioni infinite, dovremo eliminare tutti i nemici presenti nella mappa. I livelli si snodano attraverso zone via via sempre più difficili, con uno schema comune ai soliti platform per mobile, nei quali ci ritroveremo a dover ripetere pedissequamente le tonnellate di quadri previsti dagli sviluppatori. Lovely Planet approccia il gameplay allo stesso modo, evitando trama o narrazione, ma sviluppandosi lungo un percorso di livelli imponente. La parabola di difficoltà cresce lentamente, bisognerà pertanto dare tempo al prodotto di mostrare i denti, ma una volta entrati nel vivo si deve dire che la sfida è molto ardua. Il protagonista si muove lungo il percorso con il classico ‘WASD’, sparando con il mouse e saltando con la barra spaziatrice. Il salto è il nostro vero “super potere”, manifestandosi da subito come improbabilmente alto e lento nella discesa. Lo scopo è quello di eliminare i vari nemici, alcuni immobili ed inoffensivi, altri dotati di munizioni, proprio come noi. Quasi sempre (a parte alcune palle rotolanti) gli ostili sono fermi, a prescindere dalla capacità di sparare. Il gioco, nel caso in cui si venga colpiti, non si uccidano tutti gli obiettivi, si uccidano PNG neutrali e così via, ricomincerà da capo. Non esiste barra della vita o seconda chance: in piena tradizione platform Lovely Planet prevede che l’esperienza sia la più frenetica e ridondante possibile. Ovviamente dal punto di vista tecnico la difficoltà e il divertimento del software provengono solo dalla complessità e bellezza delle mappe, spesso veri labirinti ripieni di ostacoli, vicoli ciechi e trabocchetti. Per il resto c’è poco da pretendere, e siamo ovviamente lontani da esperienze FPS realistiche o dagli approcci arcade/hardcore di altri prodotti più datati. In verità Lovely Planet, sebbene abbia la classica visuale in prima persona e doti il protagonista di un’arma da fuoco, è tutto tranne che uno sparatutto, basando il proprio gameplay su una continua corsa all’eliminazione di nemici privi di IA, immobili e dislocati sempre negli stessi punti della mappa. Il gameplay di gioco è davvero molto povero, e spesso la frustrazione colpirà il giocatore, soprattutto il neofita del settore.

Dal punto di vista grafico bisogna sicuramente apprezzare l’ottimo lavoro svolto, sebbene le caratteristiche del videogioco siano tali da poter risultare difficili per una buona fetta del pubblico. Colori pastellosi, mappe a volte ripetitive e sempre caratterizzate da paesaggi fiabeschi, pieni di gigantesche sculture sorridenti, nuvole dai colori improbabili, alberi colorati e stravaganti. Il tutto poi tende ad assumere forme sempre tondeggianti e piene. Gli elementi sono però poco vari e fin troppo ripetitivi. Il vero merito dei QuickTequila rimane la struttura degli ambienti di gioco, davvero ostici e complessi, facendo sì che il giocatore nelle fasi più avanzate della propria partita debba faticare e sudare tantissimo per ottenere risultati soddisfacenti. Parliamo non solo di nemici numerosi e situati in punti ciechi, capaci pertanto di eliminarci prima ancora di poter reagire, ma anche e soprattutto di vicoli ciechi, percorsi di salto complicati, elementi di gioco ingannatori e numerosi easter egg. Un gioco quindi che dietro alla facciata allegra e ridanciana nasconde una natura cattiva e dispettosa. Le animazioni poi, seguono il clima giapponese: eliminare i nemici consisterà in una esplosione di fuoco artificiale, con tanto di scritta in ideogrammi a comparsa su schermo, in pieno stile arcade nipponico. Inutile dire che il comparto sonoro va a ruota: la musica ossessivamente allegra potrebbe far impazzire i meno pazienti, ma risulta sicuramente efficace e ben inserita nel contesto. I rumori ambientali sono molto poveri e fanno da semplice contorno al mondo di gioco. Tendenzialmente quindi un buon prodotto per chi cerca un platform con struttura originale quale quella dei classici FPS, originalità che sommata allo stile del Sol Levante fa di Lovely Planet un software quanto meno intrigante. I limiti però si sentono, e non si tratta solo di mancanza di mezzi tecnici (elemento comune a molti indie), quanto di una generale difficoltà di accesso, mista ad un’intrinseca povertà di gameplay, che fa del gioco un prodotto ancora più di nicchia di quanto dovrebbe. Alla peculiare difficoltà degli arcade più hardcore si deve infatti sommare una generale aridità di elementi. Lovely Planet è da consigliare a pochi interessati, perché a fronte di un primo entusiasmo segue poi la grande monotonia di gioco, la sempiterna frustrazione dovuta a mappe spesso solo cattive e sleali, più che difficili, la presenza della stessa canzone (un loop pericolosissimo per la propria sanità mentale), un comparto tecnico fin troppo semplice e, non ultimo, un prezzo di 4€, non esagerato, ma poco concorrenziale.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Lovely Planet ha come unico vero pregio quello di aver mescolato i due generi in maniera abbastanza efficace. Si tratta di un gioco sviluppato decentemente, non ci sono dubbi: la grafica è buona e simpatica, le mappe difficili (anche se, come già detto, troppo sleali). Nonostante questo però alla lunga è monotono, frustrante, di difficile digestione (soprattutto per chi non ama lo stile giapponese) e incapace di reggere la concorrenza. I mercati PC e mobile offrono, a prezzi di convenienza, platform ed arcade di gran lunga più divertenti, e poco importa che il lavoro di QuickTequila abbia introdotto in questo settore la telecamera in prima persona e un fucile a forma di fiorellino.
Pro-1
Allegro e simpatico
5.5
Contro-1
A volte troppo sleale
Pro-2
Gameplay platform originale
Contro-2
Alla lunga monotono
Pro-3
Tantissimi livelli giocabili
Contro-3
Adatto a pochi appassionati
SOLO PER APPASSIONATI
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