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Recensione
TESTATO SU PC
6 giugno 2014, 13:20
Luftrausers
Luftrausers mobile

Luftrausers – Recensione

Chi scrive deve confessarvi che il primo approccio con Luftrausers è stato un po’ straniante (non in senso negativo sia chiaro): la struttura ludica pseudo-Asteroids, il comparto grafico che definire minimale è quasi un eufemismo, la presenza di un unico livello di gioco e molto altro hanno immediatamente dato il sentore di trovarsi di fronte a un fossile vivente, un prodotto talmente anacronistico da sembrare fuori posto nel 21mo secolo anche nel minimalismo chic del mondo indie. Dopo qualche minuto di gioco però le perplessita sono fortunatamente svanite in toto e il bullet hell creato dai talentuosi olandesi di Vlambeer, in questa seconda versione, (si perché questo Luftrausers è una versione aggiornata rivista e affinata del quasi omonimo Luftrauser, flash game rilasciato qualche tempo addietro) si è mostrato, come andremo a scoprire nel prosieguo dell’articolo, nella sua reale forma: un grandissimo shoot ’em up, un evergreen capace di beffarsi dell’avanzare della tecnologia e dell’evoluzionismo videoludico.

IRON SKY

Luftrausers fondamentalmente non ha una trama e le poche vignette di intermezzo sono l’unico artifizio escogitato dallo studio olandese per darvi una vaga idea dello scopo delle vostre imprese: voi siete un pilota di un velivolo sperimentale, il Rauser, dotato di capacità autorigenerative e con questo dovete tenere testa a tempo indeterminato alle armate nemiche. Nonostante la scarnissima (eufemismo) premessa, che non fa menzione alla vostra nazione di appartenenza o altro, che non siate propriamente dalla parte dei “buoni” è facilmente intuibile (oltre che dal nome dell’aereo e del gioco) dal look dei vostri compari nelle vignette animate d’intermezzo, tanto che la metà basterebbe per far intervenire un B.J, Blazkowitcz a caso a sterminarvi tutti.

Come accennato in apertura di articolo la struttura di Luftrausers a prima vista può sembrare uno scimmiottamento del vecchissimo Asteroids ma, pad (o tastiera) alla mano, ci accorgiamo subito di nette diversità: in primis la mappa non è fissa bensì a scorrimento libero, sia in lungo che in largo delimitata solo in altezza da nuvole e oceano, poi ci accorgiamo che, a differenza del coin op targato Atari, vi è anche la forza di gravità da considerare visto che il nostro mezzo non rimarrà fermo a mezz’aria ma, se non useremo il propulsore, precipiterà nell’oceano. Altra differenza sono i nemici, qui in grado di sparare tonnellate (a dir poco) di proiettili, velocissimi e imprevedibili nei movimenti a differenza dei semplici corpi contundenti semoventi quali erano gli asteroidi di Atari. Non appena verremo colpiti, poi, ci accorgeremo che la “salute” del nostro Rauser andrà calando tramite un comodo cerchio che va pian piano stringendosi verso di noi permettendoci di visionare lo stato del velivolo senza staccare gli occhi dall’azione al contrario della classica “barra della vita”. Come detto a inizio articolo però, il nostro velivolo ha la capacità di autorigenerarsi abbastanza rapidamente a patto che…cessiamo il fuoco. Questo è il primo diabolico artificio creato dagli sviluppatori olandesi per evolvere la formula di gioco classica, infatti per recuperare la nostra energia saremo costretti a svolazzare per qualche instante senza poterci difendere e di conseguenza tentando di allontanarci dall’inferno di proiettili in cui ci troveremo, non pensiate però che sia finita qui, affatto, perché per “pepare” ancora di più la questione i Vlambeer hanno escogitato un altro stratagemma niente male: le chain. Ogni qual volta abbattiamo un nemico un moltiplicatore in alto a destra dello schermo aumenterà di un’unità (fino a 20) permettendoci di raggiungere punteggi altissimi, ma questa condizione durerà pochissimo e se non abbatteremo un ulteriore nemico nel giro di pochissimi istanti si azzererà. Va da se che questi due diabolici artifici rendono il gameplay di Luftrausers ben più complesso e strategico di quanto possa apparire a una distratta occhiata ma gli sviluppatori non si sono fermati qui e hanno inserito un altra particolarità che di fatto rende personalissimo il gameplay del titolo Vlambeer: il nostro stesso velivolo. Il Rauser è un velivolo completamente assemblabile quasi fosse fatto di mattoncini Lego e noi, prima di uscire in missione, potremo scegliere (previo sblocco dei vari pezzi ovviamente) millanta combinazioni tra arma, corpo velivolo e propulsori diversi: si va da svariate armi più o meno potenti ma che rallentano o meno la rotazione del mezzo, a fusoliere più resistenti agli impatti ma meno ai proiettili, o viceversa, da un propulsore più potente ma meno governabile, a meno potente ma con sparo al posteriore ecc. insomma le combinazioni sono tonnellate e il mezzo cambierà radicalmente forma e modalità di utilizzo rendendo il gameplay sorprendentemente vario e appagante. I molteplici componenti che andranno a formare il nostro velivolo dovranno comunque essere sbloccati prima e per questo i Vlambeer hanno inserito degli “archievement” correlati ad ogni pezzo: completare un certo tipo di richieste utilizzando un dato pezzo darà la facoltà di sbloccarne altri che a loro volta chiederanno di soddisfare ulteriori richieste: il sistema è semplice e contribuisce a dare un minimo senso di progressione ad una struttura ludica altrimenti assolutamente monolivello.

La difficoltà di gioco si presenta decisamente ostica e con una curva di apprendimento assolutamente ripida: se nei primi istanti di gioco ci saranno pochissimi nemici a schermo come qualche aereo o al massimo un paio di piccole navi da guerra, appena i punteggi saliranno di poco lo schermo si riempirà di jet, missili terra aria, enormi portaerei corazzate e persino titanici dirigibili. Tutto questo aggiunto alla natura completamente randomica degli attacchi nemici (non esistono pattern fissi come ad esempio in un domaku) rende il gioco quasi immediatamente barbaramente difficoltoso (se ciò fa rima con appagante o frustrante sta a voi deciderlo). Sulla longevità infine è praticamente impossibile pronunciarsi in quanto la struttura ludica di Luftrausers (e il gameplay finemente cesellato che invoglia a giocare) è di fatto infinita, non essendoci una progressione di livelli di gioco bensì unicamente una ricerca dell’ovviamente impossibile “perfect score”, il bullet hell olandese potrebbe impegnarvi per pochi minuti come per un tempo praticamente infinito, dipenderà solo dalla vostra voglia di migliorare i vostri punteggi e dalla vostra pazienza nel subire la barbara curva di apprendimento del gioco.

A completare il tutto poi sovvengono i vari e gustosi sbloccabili quali palette di colori alternative (che vanno da gustosi deliri acidi da impasticcomane a tonalità più tollerabili dall’umana cornea) e delle piccole e deliziose vignette animate che narrano la trama (vabbè si fa per dire…) del gioco e che possono essere richiamate comodamente dal menù opzioni.
Ah quasi dimenticavo: per sollazzare il vizioso utente sadomasochista con profonde turbe mentali Vlambeer ha inserito anche una modalità sbloccabile nomata SMFT che porta la difficoltà di gioco (come se quella normale fosse una passeggiata di salute…) a livelli gustosamente folli.

Come accennato a inizio articolo il comparto tecnico-estetico di Luftrausers è assolutamente mutuato dai primissimi anni 80 tanto che sembra di aver per errore acceso un Atari 2600 o un Intellivision al posto del nostro fidatissimo PC, ma non fatevi ingannare perché nella sua estrema semplicità estetica quasi monocromaticamente naif Luftrausers sprizza stile da tutti i pori ed è dannatamente funzionale al gameplay, cosiccome lo è l’accompagnamento sonoro, come nella prima versione del gioco parto del musicista finnico Kozilek, che seppur composto di nuovo da un singolo tema (che si modifica leggermente a seconda delle situazioni di gioco e dei pezzi da cui è composto il Rauser) si rivela gustoso e perfettamente funzionale all’azione di gioco oltre che meglio riuscito del già ottimo lavoro che il compositore scandinavo aveva realizzato per la primissima versione del gioco.

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IN CONCLUSIONE
Cosa dire in definitiva di questo Luftrausers? Beh le responsabilità professionali del redattore verso il mondo imporrebbero di “invitarvi” a comprarlo immediatamente a mezzo di pesanti minacce, ma visto che in fondo siamo democratici cerchiamo di approcciare la questione da un altro punto: Luftrausers è semplicemente una droga ludica splendidamente confezionata tanto nel suo delizioso impatto estetico naif quanto nel suo gameplay finemente cesellato. I Vlambeer hanno perfezionato l'idea originaria e finalmente Luftrausers è divenuto quello che si prefissava di essere: una delle migliori esperienze arcade degli ultimi anni, se ciò non basta a convincervi possiamo tranquillamente tornare alle minacce...
Pro-1
Gameplay sontuoso
9
Contro-1
I più pavidi sostituiscano "gustosamente" con "barbaramente"
Pro-2
Estetica deliziosamente naif
Pro-3
Gustosamente impegnativo
Walkürenritt
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