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Recensione
TESTATO SU PC
28 giugno 2013, 11:31
Maestia: Rise of Keledus
Maestia: Rise of Keledus mobile

Maestia: Rise of Keledus – Recensione

Sono passati ormai due anni dall’uscita di Maestia: Rise of KeledusMMORPG Fantasy con combattimenti a turni, creato dal team Gravity Interactive e pubblicato in precedenza da BigPoint e diffuso da Alaplaya. Ed è proprio a quest’ultimo che dobbiamo i recenti cambiamenti stilistici di Maestia, ormai conosciuto da tutti i fan degli MMO Free-to-Play come un MMORPG divertente e coinvolgente, ma con una scarsa qualità delle texture. Ora i giocatori potranno godere di un comparto grafico migliorato all’interno del titolo ed un gameplay lievemente rivisto e reso più accessibile, si tratta comunque di cambiamenti davvero lievi ma che sono presenti all’interno del gioco e che rendono Maestia: Rise of Keledus l’MMO con il PvE più godibile di sempre.

Tuttavia sono ancora molti i giocatori che ignorano la bellezza di questo titolo, quindi vi invitiamo a proseguire con la lettura della recensione, dove provvederemo ad illustrarvi tutti i punti forti e i punti deboli del gioco.

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ANCORA MAESTIA, ORA IN HD

Una volta compiuti i passi fondamentali per il login e il download del gioco, saremo subito immersi nell’atmosfera magica e a tratti angelica del titolo. La creazione dell’avatar sarà la parte più veloce, ma allo stesso tempo anche la più importante, in cui dovremo prendere le giuste decisioni su classe e fazione per cui schierarsi; a questo proposito i creatori non hanno fatto una grande differenziazione stilistica tra buoni o cattivi, tra: Superion Guardian e Temple Knight. Infatti, in entrambi i casi, se si sceglierà una classe e poi si andrà a visionare la stessa, ma della fazione opposta, le uniche differenze che salteranno subito all’occhio saranno quelle dei colori e di alcune sfumature dell’armatura dell’avatar. Sempre legandoci alle razze e alle scelte stilistiche, gli sviluppatori hanno preferito mantenere un particolare tratto che mischia creature fantastiche con angeli e demoni, tutte le classi avranno un avatar prestabilito: in alcuni casi avranno le fattezze di Elfi, mentre altri somiglieranno ad Angeli vestiti con sandali e abiti candidi (naturalmente se sceglierete la fazione dei Malvagi gli Angeli verranno modificati, somigliando a Demoni famelici).

In seguito sarà poi possibile modificare alcuni tratti somatici limitati ai tatuaggi, altezza e peso, sesso, volto (un numero davvero limitato di facce disponibili) e capelli (in tutto sei tipi di stili differenti). Oltre a questo sarà naturalmente possibile modificare il colore della pelle e dei capelli. Sembrerebbero scelte comuni a tutti i MMO, ma una volta iniziato il customize ci si rende conto che quelli di Gravity Interactive hanno dato davvero pochissima importanza a questo tipo di particolari, per concentrare tutti i loro sforzi su un altro tipo di caratteristica: il PvE.

Terminate le scelte base per il nostro avatar, ci troveremo ad affrontare le nostre prime avventure, è qui che si iniziano a vedere i primi cambiamenti stilistici e grafici, un dettaglio similare al passato è stato reso più deciso da una scelta di colori vivaci ma mai troppo eccentrici, a partire dagli stessi personaggi ora più lineari e slanciati grazie ad una sorta di rivisitazione HD del titolo. Gli scenari non sono stati ristretti o ampliati più di tanto, si tratta come sempre di enormi paesaggi all’apparenza senza fine, che vengono però spezzati da una fog che rende la linea dell’orizzonte davvero poco visibile se non inesistente, in alcuni casi. Nonostante questo ci si accorge del cambio di tavolozze, sopratutto quando ci si avvicina a case o bancarelle, ancora di più quando si affrontano i dungeon l’atmosfera cupa che in precedenza pareva quasi asettica ora pare rendere una giusta impronta oscura alle room durante le Boss Fight. Oltre queste piccole modifiche estetiche è da evidenziare e lodare il lavoro fatto sui Pets e le Cavalcature, già in passato Maestia: Rise of Keledus aveva avuto modo di offrire al giocatore la possibilità di cavalcare o evocare creature caratterizzate da uno stile accattivante e al tempo stesso originale, ad esempio creature come le tigri bianche sono state rese quasi irriconoscibili da un tratto Fantasy che ha saputo modificare a dovere mob all’apparenza molto simili a quelli visti in altri MMO. Ora tutto questo riacquista valore artistico grazie alla cura e alla maestria dei tecnici del design che ci hanno messo mano; non fatevi ingannare però, chi conosceva il titolo prima di questi cambiamenti noterà subito i nuovi stili e le modifiche del paesaggio, ma ad un occhio “nuovo” il gioco parrà poco accattivante, questo perché, come accennato poco sopra, gli sviluppatori hanno dato poca importanza all’apparenza concentrando i loro sforzi su un gameplay deciso e intenso seppur non particolarmente frenetico (considerato che i combattimenti sono a turni).

Esiste un lato del gioco che non è stato modificato in alcun modo, o meglio il gameplay, che naturalmente essendo la polpa succosa di Maestia: Rise of Keledus non è stata toccata in modo eclatante, rendendo i combattimenti leggermente più fluidi ma lasciando invariati i tempi di attesa, le skill e le ability; in questo caso ci stiamo riferendo alla grandissima quantità e varietà di Mob presenti nel titolo. Chi conosce Maestia, infatti, sa che si tratta di un gioco focalizzato esclusivamente sul farming e sullo sconfiggere il maggior numero di mostri per garantirsi esperienza ed equipaggiamento utile per diventare sempre più forti. Per questo prima abbiamo detto che gli sviluppatori si sono concentrati sul PvE, infatti il PvP è presente ma non così ben strutturato come si vorrebbe, o come siamo stati abituati da altri MMORPG. Tornando ai Mob, la qualità dei modelli è davvero lodevole, considerando che al giorno d’oggi si è visto davvero tutto i disegnatori non sanno più che inventarsi per realizzare qualcosa che piaccia e che sia d’impatto; certo, in Maestia non ci sono mostri al limite dell’eccentricità ma i designer hanno saputo fare un ottimo lavoro variando da “semplici” mantidi religiose giganti a guerrieri di pietra grandi il triplo dei PG. Tutto questo viene maggiormente migliorato con le nuove tavolozze di colori, ma ancor di più ci si rende conto della svariata inventiva dei creatori, quando si affrontano battaglie di gruppo contro Mob Arati da più zone e da più PG amici.

IL CLASSICO NON DELUDE, MA IL NUOVO DÀ PROBLEMI

Qualche riga fa parlavamo del gameplay invariato, ci riferiamo soprattutto allo stile a turni, che rimane inalterato o almeno non in negativo, infatti è stato reso più fluido, l’unica attesa che rimane sempre presente è limitata alla ricarica delle ability, laddove decideremo di utilizzarle, e che comunque non hanno subito modifiche in tempo di ricarica ed utilizzo. Se siete amanti degli MMO, e non avete giocato Maestia, apprezzerete senza ombra di dubbio la scelta degli sviluppatori di introdurre all’interno del gioco una sorta di Spirito Guida, ossia un essere astratto richiamabile in ogni momento con la pressione del tasto Z (sarà un caso?): tale Entità sarà utile per lo svolgimento e la consegna delle quest. Infatti, come ben saprete se non siete nuovi del genere GDR, in ogni gioco oltre che farmare e compiere tratti di strada lunghi e impervi, avrete la possibilità di svolgere missioni secondarie e terziarie, parlando o ascoltando conversazioni tra estranei o più semplicemente facendovi ingaggiare come mercenari o avventurieri in appositi luoghi della mappa. In Maestia: Rise of Keledus tutto ciò è presente ovviamente, ma per i più esigenti e quelli che non amano perdere tempo correndo freneticamente da una parte all’altra del globo, viene offerta la possibilità di richiamare lo Spirito Guida e di svolgere per lui quest che sono presenti nel gioco, così facendo avremo sempre a disposizione una quest nuova di zecca e il successivo premio che normalmente avremmo ricevuto consegnando la missione finita al PNG che ci ha ingaggiato.

Questo modus operandi velocizza davvero moltissimo la possibilità di far crescere di esperienza il nostro PG e ci fa sentire meno frustrati durante quei tratti di strada che paiono interminabili da un luogo all’altro. Tutto questo però ha un prezzo. Un prezzo che i giocatori di Maestia stanno pagando salato, ossia passando da server BigPoint a server Alaplaya capiterà davvero troppo spesso che il gioco smetta di funzionare con fluidità o in alcuni casi che vada in crash senza troppo preavviso, magari proprio durante una boss fight, cosa che pare capitare spesso soprattutto se si gioca in compagnia di più PG nella stessa room o dungeon. Parrebbe un problema di poco conto, in fondo basta rientrare nel gioco per rimediare al danno, ma a volte potrà capitare (in rari casi) che se stavate craftando oggetti o eravate sul punto di fare uno scambio o ultimare una compravendita, gli oggetti in vostro possesso spariscano del tutto. Non c’è da allarmarsi comunque, tale problema è davvero raro e comunque sia Alaplaya ha dalla sua parte tecnici esperti che sanno fare il loro lavoro, non è da escludere che già nel momento in cui leggerete questa recensione tali problemi siano già stati risolti. Da evidenziare l’ultima incrinatura di un gioco che sa dare davvero moltissimo: la soundtrack. Poteva e doveva essere modificata, soprattutto considerato che già da tempo alcuni giocatori si sono lamentati della sua ripetitività, la qualità del suono è sufficiente ma la varietà di tracce lascia davvero a desiderare. Tutto questo comunque non priva l’esperienza di una sua bellezza primordiale, Maestia: Rise of Keledus non ha niente di innovativo da offrire ad un mondo videoludico ormai saturo di idee, ma il classico non passa mai di moda, anzi, alcuni lo richiamano a gran voce.

Comunque, considerando il tutto, ci aspettiamo davvero molto da quelli di Alaplaya e non escludiamo che in futuro verranno resi disponibili fix di alcuni bug minori e nuovissimi eventi, magari in aree nuove della mappa. Tuttavia, anche se quest’ultima aspettativa non venisse soddisfatta, Maestia rimane il gioco giusto per un PvE quasi perfetto.

Provare per credere.

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IN CONCLUSIONE
Dopo due anni ci si aspettava sicuramente di più visto il cambiamento così drastico da una casa di distribuzione all'altra, soprattutto per un fatto di marketing; i giocatori più navigati probabilmente avevano pensato ad un nuovissimo mondo da esplorare, invece di una trasposizione con una nuova ma leggera rivisitazione grafica. A conti fatti Alaplaya, per ora, non ha portato grosse modifiche se non nuove pennellate e maggiore fluidità, ma il tutto è condito da un numero notevole di bug minori e non. Che in futuro ci siano ulteriori aggiunte non è da escludere, ma ora come ora vorremmo soltanto dei veloci fix ai problemi presenti, come quelli che i nuovi server stanno dando a Maestia; successivamente, crediamo che sia stato più che giusto donare nuova freschezza ad un gioco godibile, ma che dopo due anni ha bisogno di novità, magari non sotto il profilo gameplay o grafico, ma sicuramente come profondità e varietà di quest, boss e aree esplorabili, anche solo creare nuovi eventi sarebbe una cosa buona e giusta e siamo convinti che presto ne vedremo delle belle.
Pro-1
Nuova veste grafica
6
Contro-1
Soundtrack ripetitiva e straziante
Pro-2
Un gameplay classico ma sempre bello
Contro-2
Poco accattivante, anche con la nuova veste grafica
Pro-3
Grandissima quantità di Mob
Contro-3
Afflitto da numerosi bug
PRONTI A COMPIERE UNA STRAGE?
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