Malebolgia – Il Castello degli orrori
I prodotti sfornati questi ultimi anni dallo studio From Software hanno di per sé riadattato il videogioco riuscendo, grazie anche all’enorme successo conquistato, a divenire un genere action a parte. Altri studi sull’onda del successo hanno quindi cercato per quanto possibile di imitare un po’ lo stile adoperato nei Souls così come il titolo di cui andremo a parlare. Malebolgia, è un titolo indie sviluppato da Jochen Mistianen, un action-horror dall’atmosfera tenebrosa che basa molto le sue meccaniche di gioco sui combattimenti ragionati e l’esplorazione. Scopriamo insieme questo interessante titolo.
LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE ENTRATEL’input narrativo di Malebolgia non è niente di particolare, infatti la trama ci farà vestire i panni del grande guerriero Lord Leopold svegliatosi nelle stanze di una biblioteca. Poco dopo il protagonista apprende di essere tornato al suo castello che però è diventato terreno fertile per ogni tipo di malvagità. Il nostro compito sarà quello quindi di esplorare il vasto castello, eliminando i numerosi ospiti non desiderati e capire cosa abbia portato questa oscurità. Lasciadovi però il piacere di scoprire la storia, che viene narrata in maniera piuttosto lineare possiamo però dirvi che non mancheranno gli NPC sparsi in alcune stanze del castello. Questi ultimi una volta interpellati regaleranno qualche informazione (alcune volte) sulla giusta strada o su quello che ci attende nelle tenebre.
La vera particolarità del titolo di Mistianen è però lo stile grafico accattivante, diversamente da molti altri l’utilizzo della pixel art ha permesso un’ottima resa dell’atmosfera e delle ombre che si muoveranno al nostro passaggio. Per quel che concerne l’aspetto forte, il gameplay utilizza delle meccaniche action piuttosto semplici. Per poter fruire al meglio dell’esperienza di gioco abbiamo optato per l’utilizzo di un controller Xbox 360 pienamente compatibile con il gioco. Il sistema di combattimento adopera il tasto RB (R della tastiera) per concertarsi sul nemico potendo così sfoderare la nostra lancia da utilizzare con i due attacchi disponibili. Questi ultimi si dividono in normale (tasto A), e forte (Y), sulla base della velocità d’attacco ma anche dei danni arrecati. Utilizzando però il tasto d’attacco normale in commistione al movimento in avanti è possibile caricare un colpo d’affondo che in alcuni frangenti si dimostra efficace per colpire su lunghe distanze, a patto di avere il tempo utile per caricarlo. Premere invece il medesimo tasto d’attacco insieme al movimento all’indietro farà compiere al nostro alter ego una mossa difensiva, utile per parare i colpi. Precisiamo però che per parare in maniera corretta sarà necessario avere un buon tempismo e conoscere i tempi di attacco degli avversari, poiché il movimento di difesa dura poco tempo. Un ulteriore tasto serve per utilizzare la torcia che Leopold tiene nella mano sinistra, utile non solo per illuminare ma anche per stordire momentaneamente i nemici. Quest’ultima viene anche però utilizzata come vita di Leopold, lucente quando siamo a piena vita e flebile quando ne siamo a corto. Recuperare l’energia persa in battaglia è però molto semplice, basterà infatti accendere i numerosi candelabri spenti che ritroveremo attaccati sui muri di passaggio tra una stanza e l’altra per ridonare porzioni di vita al coraggioso Leopold.
È chiaro sin da subito come i combattimenti rappresentino insieme all’esplorazione il cuore del titolo, che in questo caso adopera un sistema di combattimento ragionato e lento. Attaccare a testa bassa gli avversari comporterà solo una morte prematura, come in Dark Souls, mentre avvicinarsi strategicamente analizzando gli attacchi ed i tempi si rivela invece l’approccio più efficace per colpire senza rimanere feriti. La varietà di nemici non manca, così come anche i temibili boss in grado di mettere a dura prova anche i giocatori più pazienti, bastano pochi errori per finire al tappeto. Una volta sconfitto un boss, Leopold guadagnerà forza e vitalità utile per continuare i livelli successivi dove i nemici da affrontare si faranno più forti. In generale il sistema di combattimento pad o tastiera alla mano è divertente e punitivo quanto basta, purtroppo la sua poca profondità porta a una certa ripetitività di fondo dopo alcune ore di gioco, annoiando i giocatori più esigenti o avvezzi al genere.
Una difficoltà media più alta è dovuta anche ai punti di salvataggio, che troveremo sparsi nell’ambientazione sotto forma di orologi a pendolo. Trovarli non è molto difficile anche se occorre specificare che questi ultimi non sono vicini tra loro e molto spesso il tragitto che li divide non è esente da pericoli o nemici.
UNA TENEBRA DA ESPLORAREL’esplorazione rappresenta l’altro punto focale dell’esperienza di Malebolgia, in grado di alternare i combattimenti con meccaniche esplorative horror. Come detto ad inizio recensione, l’atmosfera del castello di Leopold non è delle più accoglienti. I vari androni del palazzo sono bui, poche luci illuminano il nostro cammino mentre nell’oscurità si nascondono le più orribili creature pronte a farci a pezzi. È forse questo il punto forte del prodotto di Mistianen che nonostante un grafica low cost è in grado di mantenere alta l’attenzione del giocatore, con un’atmosfera inquietante. La torcia è l’unica amica di cui avremo l’aiuto, in grado di illuminare l’ambientazione circostante e mostrarci così i nemici nascosti nell’oscurità. In ogni nuova ambientazione infatti è consigliabile muoversi con cautela, esplorare prudentemente ogni anfratto per non rimanere sopraffatti da qualche nemico o trappola. Lo sviluppatore ha però cercato di dare una mano al giocatore nell’individuare i nemici illuminando di vari colori gli occhi di questi ultimi mettendoli per l’appunto in contrasto con il buio circostante. Questo tipo di espediente è molto utile per individuare la posizione esatta dei nemici ma funge anche allo stesso tempo come un altro elemento di spicco in grado di creare atmosfera. Occhi verdi, rossi e gialli che ci scrutano da lontano lasciano un brivido in attesa di scoprire quale orrida creatura si nasconda dietro quello sguardo. Infine l’esplorazione è aiutata grazie ad un tasto che permette di vedere la mappa della zona, mostrando le stanze già visitate e le porte non ancora aperte.
Graficamente come detto qualche riga sopra il prodotto trattato utilizza uno stile visivo minimalista ma comunque suggestivo ed in grado di mettere l’accento sull’atmosfera. Le ambientazioni che abbiamo visitato abbinano colori spenti per quel che concerne muri e pavimenti con colori più d’impatto come nel caso di tende, libri ed altri oggetti ornamentali. Il resto del comparto tecnico propone dei modelli poligonali con alcune spigolosità di troppo così come anche le animazioni piuttosto rigide seppur non rappresentano un pecca così importante. La visuale in terza persona posta alle spalle del personaggio si comporta come dovrebbe, ponendo l’attenzione sui nemici una volta impostato il lock on. La colonna sonora utilizza tracce di sottofondo che completano in maniera egregia l’atmosfera horror cercata dal comparto grafico aiutata anche gli orribili grugniti delle creature che infestano il castello.
Grande Atmosfera... |
6.5 | ... Ma tecnicamente a malapena sufficiente |
Combat system semplice e punitivo... | ... Ma poco profondo | |
Difficile per i meno avvezzi al genere | ||
| GRANDE ATMOSFERA HORROR LOW BUDGET | ||

