Memento Mori 2 – Recensione
Gli amanti delle avventure grafiche aspettavano con ansia il ritorno di un brand che ha segnato alcune notti insonni nell’ormai lontano 2009, di un gioco in salsa ‘Codice Da Vinci’, dove thriller e arte si mescolavano abbastanza da soddisfare il mood narrativo che andava tanto di moda in quegli anni. Memento Mori si rivelò un’avventura più che buona, con l’ennesimo duo protagonista (qualcuno ha detto Broken Sword? NdR) fatto da Lara e Max. Anche in questo sequel sviluppato interamente nel Vecchio Continente dai cechi di Centauri Production, vestiremo i panni della poliziotta dell’Interpol Lara e dall’ex falsario Max, felicemente in luna di miele…

Anche in Memento Mori 2 seguiremo un intreccio narrativo che strizza l’occhio ai romanzi di Dan Brown (squadra vincente non si cambia devono aver pensato gli sviluppatori): i protagonisti verranno interrotti nel bel mezzo della loro luna di miele a Città Del Capo da una brusca telefonata che li chiama in causa su un misterioso furto perpetrato in un museo del luogo. Da qui ha inizio la nostra storia fatta ancora di furti e omicidi legati appunto all’arte, fino ad arrivare irrimediabilmente al mondo dell’occulto. Gli eventi narrati ci porteranno a visitare diversi luoghi del globo come Città del Capo in Sud Africa, Lione in Francia, Finlandia e San Francisco. Una piccola novità è sicuramente rappresentata dall’introduzione di un terzo personaggio,Keira, che ci accompagnerà per quasi tutta la durata del gioco; vogliamo puntualizzare, non occorre aver giocato il primo episodio per poter mettere le mani su questo Memento Mori 2, slegandosi abbastanza da quest’ultimo, se non per “capire” il legame nuziale dei due co-protagonisti. Siamo comunque davanti ad un classico punta-e-clicca, l’unico comando che avrete a disposizione è appunto il tasto sinistro del vostro mouse, che attraverso il più classico dei puntatori vi permetterà di scegliere cosa osservare, prendere o con chi parlare. In una barra superiore allo schermo avrete il vostro inventario, dove custodire oggetti da combinare e analizzare, mentre un diario vi terrà aggiornati sugli ultimi progressi e sulle osservazioni fatte dai protagonisti. Vi troverete abbastanza spesso di fronte a degli enigmi di tipo forense in linea con la professione della nostra Lara, del tipo “trova le impronte digitali e associale al soggetto”, ma tutti i puzzle sono abbastanza semplici, anche se alcuni sono anche fin troppo stupidi e fini a se stessi: cercare di far funzionare una stampante in ufficio per stampare dei documenti crediamo che sia un qualcosa che almeno in un gioco vorremmo evitare di fare…
Il comparto tecnico di Memento Mori 2 soffre un travaglio durato circa sei anni, sentendo notevolmente il peso del tempo, mal sfruttato nel rendersi attuale e in linea con altre produzioni maggiori. I personaggi sono ben realizzati e dettagliati, ma quando iniziano a muoversi ricordano molto gli action game di una decina di anni fa, con animazioni che rasentano l’inaccettabile, inoltre li vedremo muoversi in ambienti scarsamente interattivi nonostante la buona resa tridimensionale dei particolari. Purtroppo il peggio arriva con un doppiaggio pessimo (solo in lingua inglese e senza sottotitoli nostrani), inespressivo e spesso fuori tempo con gli avvenimenti, anche se per fortuna i sottotitoli non viaggiano di pari passo risultando almeno questi in sincrono con le sequenze. Le musiche sono davvero molto buone nelle scene di intermezzo, ma risultano fuori luogo i motivi ambientali nelle prime battute dell’avventura, anche se vanno migliorando in seguito, su queste è d’obbligo un settaggio, dato che spesso coprono il già pessimo dialogo presente nel gioco. Sta di fatto che è un vero peccato che quest’avventura sia stata segnata da lacune sicuramente importanti come quelle appena citate, dato che la trama interessa abbastanza il giocatore, tanto da fargli portare a termine le quasi venti ore di gioco… Ma anche qui, ci tocca dire che la storia si iniziava a fare realmente interessante proprio alla fine, lasciando numerosi interrogativi.
Una trama che diventa molto interessante... |
6.5 | ... Ma solo alla fine, lasciando punti inespressi |
Ambienti e personaggi dettagliati | Pessimo doppiaggio e sonoro sotto la media | |
Animazioni da rivedere | ||
| UN SEQUEL CHE DELUDE | ||