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Recensione
TESTATO SU PC
19 aprile 2014, 15:00
NaissanceE
NaissanceE mobile

NaissanceE – Recensione

Lo studio indipendente Limasse Five ha recentemente rilasciato un videogioco d’esplorazione molto particolare, NaissanceE, di cui vi parleremo oggi. Proprio come indica la parola ‘naissance’, che in francese significa nascita, si tratta di un titolo che inganna e non rivela la sua vera natura finché non ci si getta a capofitto dentro i suoi ambienti, astratti, asettici, alieni, inquietanti. Pian piano si prende coraggio nelle movenze, si respirano le atmosfere che danno un certo senso di “strizza”, anche, e si apprende quello che è il nostro scopo: risolvere enigmi per far salva la pelle. Nessun punto di riferimento, nessuna guida, o mappa, nessuna spiegazione: NaissanceE è un nuovo inizio, il nostro nuovo inizio, e come tale chiede di essere interpretato, capito, decifrato, sta qui la differenza principale tra gli altri videogiochi e il titolo ideato da Limasse Five: ogni nuova nascita, o nuovo inizio, è diverso dagli altri, tanto che nelle fasi in-game vivremo dapprima in totale estraneità col mondo di gioco, che poi accoglieremo e cercheremo di capire, per tentare di sfruttare nel miglior modo possibile la nuova chance di vita offertaci.

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SFUGGI DAL MALE

“Lucy is Lost”, così NaissanceE ha inizio. Nessun’altra spiegazione è fornita durante tutto l’arco del gioco, e ci si ritrova così nel bel mezzo di uno strano luogo, fantastico per strutture, che ci appare come incontaminato e come vero e proprio protagonista della produzione indipendente di Limasse Five. Chi siamo? Perché siamo lì? Domande che non troveranno una risposta certa, a cui però dimenticheremo ben presto di dare importanza a causa dell’atmosfera ultraterrena che si respira. Ambientazioni sconvolgenti, affabili ma misteriose, impossibili da associare a qualcosa di già visto, scrutato, conosciuto. Una cosa è però molto chiara, limpida, da quel posto si deve scappare, fuggire, o almeno tentare di farlo, gettati in pasto all’ignoto, allo sconosciuto, cercando validi appigli e piattaforme tramite le quali muoversi, avanzare, progredire nel nostro “viaggio”, spesso frustrante ed assolutamente straziante, angosciante, in sessioni di gioco forzate che costringono il giocatore ad andare avanti tramite il trial and error, a cui se ne associano altre più tranquille, rilassate, nelle quali l’interazione – seppur minima – con gli ambienti ed alcuni oggetti aprono le porte a nuovi spunti riflessivi, spesso annullando quelle che fino ad un attimo prima erano delle certezze. Questo anche grazie ad enigmi e puzzle ambientali che spesso vi getteranno nello sconforto più totale, ma sempre ben pensati e realizzati, oltre che coerenti col contesto dentro cui sono inseriti. Tanto basta, comunque, per definire NaissanceE come un videogioco mindfuck.

Cosa fare, quindi, per non perdere il senso della ragione in NaissanceE? O come interpretarlo? Domande da un milione di dollari, a cui ogni giocatore abituato a produzioni del genere, che non si sofferma al banale o allo scontato, può provare a rispondere a suo modo. Le imponenti strutture disposte secondo criteri architettonici grazie ai quali ogni suono si propaga in maniera perpetua, le tonalità dominanti (il bianco e il nero), ombre e scintille di luce in lontananza, sono dettagli che compongono un mondo di gioco essenziale e minimalista, adatto ed idoneo, di spessore e bellezza artistica rilevante, all’esplorazione: una ragione per la quale si può essere davvero attratti da un titolo del genere. Quanto visto ed ammirato, esplorato, potrebbe benissimo essere interpretata come una proiezione di quel che sarà, della “vita dopo la morte”, o dell’inizio di una nuova vita, perché no? Un modo strano e contorto, di certo, ma allo stesso ammirevole, di rappresentare quando suddetto tramite una sorta di metafora architettonica, piena di ostacoli, saliscendi, passaggi bui ed altri ben illuminati, e paura ed affanno sempre in spalla, a ricordarci di quanto sia difficile sviare a quei limiti, quei confini, che limitano da sempre la natura dell’uomo. Supposizioni, non logica; pensiero personale, non assoluto. Giocando a NaissanceE questo capirete; capirete che attraverso le quattro o cinque ore di gioco richieste per giungere alla fine, il vostro spirito avventuriero sarà stato ampiamente ripagato, ma non grazie all’aggiunta di particolari, al contrario, sarà stato ripagato perché ad avventura finita ne saprete meno di prima, sarete confusi e probabilmente frastornati e con l’unica, solita domanda di sempre: “Perché?”, la cui miglior risposta è di certo questa: “Interpretate”, o almeno provateci. Tutto ciò, inevitabilmente, rigetta in discussione tutto quanto oggigiorno viene (o non viene, a seconda dei punti di vista) considerato “arte”, con tutti gli abusi del caso, evidenziando e ponendo paletti ben fermi su quella che potrà essere la ristretta schiera di appassionati interessati a titoli del genere, di certo bistrattati oltremodo da chi – e siamo buoni – di interpretazioni non ne ha mai portate a termine per limiti propri, insuperabili; quasi quanto quelli di NaissanceE, che non è un titolo accondiscendente e non vuol esserlo, non si apre a tutti, non accoglie il suo giocatore, ma lo mette in guardia, lo investe con dubbi ed incertezze, paura, senso di desolazione, solitudine.

Le ultime considerazioni vogliamo farle sul comparto tecnico, assolutamente stupefacente pur nella sua semplicità di fondo. Se, infatti, nelle ambientazioni è il tema monocromatico a regnare, la stessa regolarità la ritroviamo nelle strutture a cui accennavamo poco sopra. Simmetriche, perlopiù di forme elementari, enormi, con infiniti corridoi a collegare la delizia che un’arte visiva di questo genere riesce a trasmettere senza mezzi termini al videogiocatore. Un aspetto da non sottovalutare, considerando la rarità – sempre più marcata – con la quale le produzioni videoludiche del giorno d’oggi presentano ambienti tridimensionali mozzafiato, che prima del “resto” riescono a trasportare il giocatore all’interno dell’esperienza di gioco ideata e proposta dai suoi sviluppatori. Tutto questo, con poche risorse, come spesso avviene nel panorama indie, e con un accompagnamento musicale da brividi, sempre adatto alle circostanze, che aiuta ad incentivare il senso di terrore che si ha nel perlustrare posti così “fuori dal mondo”, mai visti prima d’ora e che potrebbero nascondere numerose insidie. Nel complesso, è proprio questa composizione audiovisiva a far di NaissanceE un titolo intrigante ed originale, diverso dal solito, che sorprende e stuzzica, abbatte e mette a disagio, provoca frustrazione, ma lo fa per una valida ragione: farci godere del Videogioco in maniera più completa del solito, o particolare, che dir si voglia, situazione non contemplata nei videogiochi che ci propinano un giorno sì e l’altro pure.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
NaissanceE è un gioco che riesce a farsi amare ed odiare allo stesso tempo. Negli istanti iniziali regna la sorpresa, e lo spavento, di trovarsi dinnanzi a strutture architettoniche maestose, che rendono le location di gioco suggestive ed affascinanti; poi, "appresi" in parte i motivi della nostra presenza in quei luoghi, si alternano fasi di gioco semplici e scorrevoli ad altre frustranti e di primo acchito indecifrabili, che vanno così a creare un mix originale e ricercato di “nuovo”, nel genere puzzle/platform. Un videogioco comunque non adatto a tutti, ma che di certo appassionerà gli amanti dei titoli esplorativi originali, che hanno intenzione di mettersi in gioco ed essere trasportati all'interno di un mondo alieno, con nuove regole a cui sottostare ed in cui l'uso della materia grigia è come mai richiesto e indispensabile.
Pro-1
Sperimentale e mai accondiscendente...
7
Contro-1
… Per questo non adatto a tutti
Pro-2
Ambienti e soundtrack di rilievo e perfette per il tipo di esperienza ideata
Contro-2
Spesso frustrante
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