Orbital Gear – Recensione
Durante l’ennesima estate non proprio esaltante dal punta di vista videoludico, bisogna ancora una volta contare solo ed esclusivamente sull’uscita di nuovi titoli indie, che per fortuna sembrano non tener conto delle vacanze estive. Il titolo indipendente che tratteremo oggi è Orbital Gear, shooter piuttosto particolare che ha debuttato sulla piattaforma di distribuzione digitale di Valve lo scorso 8 agosto. Scopriamo insieme tutti i dettagli di questo gioco.
DA UN PIANETA ALL’ALTRO… CON UN SALTOOrbital Gear è uno shooter bidimensionale che offre al giocatore la sola modalità multiplayer online. Come gran parte dei titoli appartenenti al genere, controlleremo il movimento di una sorta di robot tramite tastiera, mentre gestiremo il fuoco primario e secondario con il mouse. Ciò che distingue il titolo da tutti gli altri titoli simili è il gameplay, infatti le mappe di gioco non sono per niente lineari, ma sono formate da una serie di piccoli pianeti, che attireranno il giocatore verso di essi una volta entrati nella propria orbita. Questo significa che potremo sfruttare questo particolare sistema basato sulla gravità per muoverci più o meno agilmente, magari rimanendo sospesi nei pressi del pianeta senza però superare la velocità di fuga e quindi prenderne le distanze. Il risultato è quello di partite particolarmente frenetiche, soprattutto se si considera l’armamentario a nostra disposizione. Prima di ogni respawn potremo infatti selezionare due armi (una per ciascun tasto del mouse) tra una gran varietà di bocche da fuoco, ciascuna dotata di caratteristiche particolari. Sarà praticamente impossibile non trovare qualcosa che faccia al nostro caso tra lanciamissili, lanciafiamme, mitragliatori e chi più ne ha più ne metta. Il nostro arsenale non è però limitato alle due armi da fuoco, potremo affiancare loro un gadget particolare richiamabile con il tasto shift, selezionabile tra quattro diverse opzioni: un piccolo satellite che fungerà da mini-torretta, un boost della velocità, uno scudo e la possibilità di piazzare delle mine di prossimità.
Ora come ora, è possibile giocare solo in due diverse modalità. La prima è un semplice deathmatch dove esce vittorioso il giocatore che accumula il maggior numero di uccisioni. La seconda ed ultima modalità prende il nome di Orbital Warfare, che risulta essere decisamente più particolare. Infatti due squadre si affronteranno in mappe create appositamente per questa modalità, in cui ciascuna squadra possiede una propria base costituita da svariate strutture ed una torretta. Per portare a casa la vittoria avremo due diversi modi, ovvero distruggere tutte le strutture (riparabili dai giocatori del relativo team), oppure caricare la propria torretta con i globi bianchi rilasciati all’uccisione di ogni avversario. Grazie alle sue caratteristiche, il titolo è davvero divertente da giocare, soprattutto perché il particolare sistema di movimento basato sulla fisica si riesce a padroneggiare in pochissimo tempo. Il grosso neo del titolo riguarda però il numero di giocatori sui server, talmente basso da non poter certo fare gli schizzinosi e scegliere a quale modalità giocare piuttosto che selezionare la partita con il ping più basso, il risultato è quindi piuttosto sgradevole. Se poi consideriamo l’assenza totale di server dedicati (che pare arriveranno nella prossima patch, insieme all’host migration) e il fatto che i server siano popolati da svariati individui che possiedono una versione illegale del titolo, non possiamo certo ritenerci soddisfatti a pieno.
Uno degli aspetti migliori di questo Orbital Gear è senz’altro il comparto tecnico, che nonostante non mostri modelli poligonali particolarmente definiti, rende davvero bene negli effetti, soprattutto nelle situazioni più caotiche, dove gli effetti di ciascuna arma vanno a sovrapporsi in un vero e proprio tripudio di colori su schermo. Anche le mappe sono davvero belle, in particolare un paio di esse, i cui colori fanno la propria figura. Il comparto sonoro è più che degno, con una colonna sonora piacevole da ascoltare. Piccola nota va infine sulla lingua, visto che il titolo è interamente doppiato e sottotitolato in inglese.
Gameplay particolare, frenetico e immediato |
7 | Server quasi completamente vuoti |
Arsenale a disposizione piuttosto variegato | Solo due modalità di gioco | |
| DA SOLI NELLO SPAZIO | ||

