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Recensione
TESTATO SU PC
9 ottobre 2013, 13:09
Party of Sin
Party of Sin mobile

Party of Sin – Recensione

Un pochino in ritardo sulla tabella di marcia, abbiamo deciso solo ora di tappare un buco importante per quanto riguarda il nostro caro mercato Indie. A quasi un anno dalla sua uscita su Steam, Party of Sin approda sulle pagine di Z-Giochi.com con tutta la cattiveria o lussuria dei “sette peccati capitali“, trovati in dirittura di arrivo a svolgere il loro compito come sempre, ovvero tentare gli esseri umani. Ma in men che non si dica qualcosa va storto e i 7 (Envy, Greed, Sloth, Pride, Wrath, Lust e Gluttony) vengono fatti prigionieri dall’Arcangelo Michele, il quale non provvede a rinnovare il contratto con gli Inferi, creando così uno scontro epocale tra Inferi e Paradiso, che avrà al centro dell’attenzione proprio i nostri anti-eroi.

Party-of-Sin

Da quando sono loro gli eroi?

Come potete ben immaginare, la breve storia (se si può chiamare così, NdR) serve solo da contorno e da introduzione al gioco vero e proprio, che come un turbine di colori ci porterà a vagare tra Inferno, Terra, Paradiso e Purgatorio alla ricerca della vendetta nei confronti di Michele, l’Arcangelo bianco che nel frattempo non starà a guardare e ci scaglierà contro orde di candidi angeli armati di mitra e quant’altro possa metterci il bastone tra le ruote. Insomma, i pretesti per far si che il gioco non annoi dall’inizio alla fine ci sono tutti, se poi nello scorrere dei livelli ci si trova in mezzo ad una vera e propria battaglia tra Angeli e Demoni, capirete che seppure lo story-telling è praticamente inesistente, lo stesso non si può dire dell’immersione e del fascino ricreato da Crankshaft Games, che ha reso più vivo che mai questo Party of Sin.

Se tra immersione e fascino il nostro pollice è ben alto, sul gameplay in sé siamo ad una via di mezzo, con cose positive ed altre meno. Innanzitutto è giusto dire che “i sette” sono assolutamente bellissimi sia da comandare, che da vedere: ognuno è caratterizzato da un preciso stile che lo associa al suo peccato ed ognuno con le sue mosse speciali (oltre il comando base di attacco e salto), ovviamente inerenti ad ogni tipo di situazione che ci si pone davanti nel corso del gioco. Situazioni che varieranno in tanti modi diversi per tutto lo scorrere del gioco, con puzzle originali e divertenti che si alterneranno a battaglie epiche, anche se un po’ facilotte e macchinose, fatta eccezione per i Boss di fine capitolo, decisamente impegnativi e divertenti da affrontare, ognuno con un suo pattern di azioni e di attacchi speciali da anticipare per riuscire ad avere la meglio. Se la battaglie proprio non sono il pezzo più riuscito del gioco, lo stesso non si può dire della sezione puzzle, che inanellerà tutte le sette caratteristiche uniche dei protagonisti per combinarle in una soluzione unica. Inutile dire che riuscire a passare un determinato punto cercando di capire quale potere usare prima e quale dopo è veramente complicato, ma mai frustante (altro punto a favore) con una difficoltà sempre crescente, ma che non mancherà di farci apprendere le basi del gioco nel corso dei primi livelli. Insomma, arriverete al punto giusto, dopo aver appreso tutto. Peccato solo che il tutto sia minato da una certa legnosità nei movimenti e nei combattimenti, ma anche nelle opzioni con una ruota di scelta abbastanza scomoda. In questo modo è difficile andare a memoria, sopratutto considerando che il gioco non entrerà in pausa una volta aperta la ruota, rendendo la vita complicata anche al più avvezzo dei giocatori.

Per quanto riguarda il lato puramente grafico, il titolo digitale di Crankshaft Games non è di certo una pietra miliare del genere, anche trattandosi di un Indie Games a basso budget. Certo, la struttura è molto immersiva, come abbiamo spiegato poc’anzi, e riesce a stupire il giocatore ed intrattenerlo grazie anche a composizioni sonore di varia ed ottima fattura, a parte le voci dei protagonisti che alla lunga rischiano di infastidire. Ma oltre a questo non possiamo non notare come i nemici ed i livelli siano praticamente tutti uguali e privi di qualsiasi dettaglio, fatta eccezione per i sette protagonisti ottimamente differenziati e caratterizzati. Infine, andando a mettere il dito nella piaga, anche la cooperativa a 4 giocatori non è niente di esaltante ed essendo disponibile solamente in locale costringe il giocatore a munirsi di 4 pad per godere della piccola esperienza multiplayer offerta dallo sviluppatore.

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IN CONCLUSIONE
Party of Sin è un titolo senza dubbio piacevole, che vi terrà compagnia per le giuste ore, senza mai stancare e sopratutto senza mai snervarvi, grazie ai suoi puzzle divertenti, geniali e complicati al punto giusto. Certo, le pecche sono molteplici: come il comparto grafico spoglio, la cooperativa solo in locale e quant'altro, ma il tutto è superabile grazie ad un'ottima immersione e sopratutto al carattere dei sette peccati capitali, i quali meravigliosamente ricreati e differenziati rimarranno anti-eroi per eccellenza per tutto il corso del gioco.
Pro-1
Puzzle divertenti ed originali
6.5
Contro-1
Molto macchinoso
Pro-2
I "sette" sono meravigliosi
Contro-2
Scontri troppo facili
Pro-3
Boss Fight impegnative
Contro-3
Multiplayer solo locale
"SIIAAGL"
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