A-Men – Recensione
Tra gli imperdibili in formato digitale, quindi sul PlayStation Store, al lancio di PlayStation Vita (e nei mesi successivi) sono arrivati prodotti veramente indipendenti, che non hanno goduto dello sponsor Sony (vedi Escape Plan o Super Stardust Delta) e, tutto sommato, son riusciti a dire la loro. A-Men, di Bloober Team, è uno di questi; ecco il nostro verdetto!
UN TEAM AFFIATATO
Il gioco in questione non si fa carico di una trama ricercata, piena, ricca di colpi di scena, bensì di una piccola e breve storia che dà il via, giustificando quindi quel che saremo costretti ad affrontare nei 40 livelli di gioco suddivisi all’interno di 4 differenti mondi di gioco. Avanzando, il titolo sviluppato e prodotto da Bloober Team, consente la selezione di più soldati per volta, differenziati per abilità e strumenti in proprio possesso. È proprio in tali frangenti che la sfida si fa dura, con un numero di nemici molto superiore alle unità che compongono il nostro team composto da cinque uomini, ma con livelli che consentono (tramite uso massiccio d’ingegno e tentativi a non finire) di aver la meglio anche se si è in minoranza, a patto di usare tattiche ragionate e non d’assalto, per le quali il gioco non è assolutamente pensato.
Ciò, come dicevamo, porta ad un approccio molto ragionato e a fasi di studio preventive del livello, onde evitare brutte figure. A tal proposito, l’uso del touch pad posteriore, per osservare ogni singolo particolare dello stage, risulta indispensabile se si vogliono avere riferimenti ed idee sul come muoversi in sicurezza, evitando le guardie (o facendole fuori in modi furbi…), per arrivare all’estrazione che avviene per mezzo di un elicottero militare. In nostro aiuto, qualche colpo da sparare contro i nemici e tante, ma proprio tante, sfiziosità saggiamente sparse nel livello per consentirci di raggiungere l’obiettivo, senza che il tasso d’impegno e di sfida generale vada scemando.
DIFFICILE E STIMOLANTE
I punti forti di A-Men sono senz’altro un tasso di difficoltà elevato, che non fa mai male di questi tempi, ed un level design superlativo, che lo rendono un buon prodotto indipendente. Come spesso accade, però, ci sono anche dei difetti piuttosto importanti: primo tra tutti, non spicca certo per originalità, difatti prende spunto da videogame usciti già da qualche anno; secondo, per il prezzo importante a cui è venduto. I quasi quindici euro sono davvero tanti per un titolo, sì, ben fatto, ma che di fatto porta zero in termini di novità a livello di gameplay e non fa uso di comparti tecnici d’effetto che la “piccola” di casa Sony avrebbe potuto garantirgli ad occhi chiusi. Oltre all’evidente veste grafica soltanto discreta, e ad un comparto audio soltanto sufficiente che vanta qualche brano audio, effetto sonoro e poche linee di dialogo in inglese, delude il fatto che A-Men non sfrutti a dovere le caratteristiche per cui PlayStation Vita è stata creata. A parte il touch posteriore, infatti, per il resto c’è bisogno del solo utilizzo dello stick sinistro per il movimento e di qualche tasto tra i quattro tradizionali per portare a termine alcune azioni.
Level design eccellente |
7.0 | Prezzo esagerato |
Dà filo da torcere ed è longevo | Non sfrutta a dovere la PlayStation Vita | |

