Alien Spidy – Recensione
Sviluppato da Enigma Software, azienda che negli ultimi anni ci ha regalato prevalentemente giochi di strategia, Alien Spidy è l’ultima scommessa da parte di Kalypso Media Digital, intenta nel proporre un platform che recentemente, tramite video ed immagini, si è mostrato ispirato e carino dal punto di vista grafico, così come interessante a livello di gameplay. Promesse mantenute?

ALLA RICERCA DI VIRGI
Persi i contatti con l’amica Virgi, Spidy decide di fare rotta verso la Terra a bordo della sua astronave, per tentare di rintracciarla. A causa di un guasto, purtroppo il protagonista si troverà costretto a compiere un atterraggio di fortuna, che ridurrà la navicella in mille pezzi. Per proseguire il viaggio dovrà raccoglierli tutti, e non sarà una impresa tanto facile… Dopo un breve filmato introduttivo che dà un po’ di senso in più a tutto il gioco, le prime fasi ci vedono all’interno di un tutorial nel quale vengono spiegate le mosse base del videogioco di Enigma Software. Superabili senza troppo impegno, Alien Spidy ci metterà quindi alla prova tra circa 70 livelli di gioco che ci consentiranno, alla fine, di recuperare i frammenti tanto cercati all’interno delle tre location principali: la Foresta, lo Stagno e la Caverna. Affrontarli non sarà semplice come inizialmente potrebbe sembrare, occorrerà un’ottima prontezza di riflessi ed una ottima conoscenza del livello per ottenere il massimo punteggio (le cinque stelle), oltre che raccogliere ogni oggetto sparso al suo interno. Purtroppo, dopo appena qualche livello vengono fuori i primi problemi legati ad una, a tratti forte, imprecisione dei comandi, che finiscono per rovinare l’esperienza di gioco. Spesso i semplici comandi del salto, essenziali per schivare i tanti ostacoli disseminati nel nostro percorso, non rispondono come dovrebbero e le fasi di “volo”, nelle quali sfruttare degli appigli tramite utilizzo della tela di ragno per superare zone altrimenti irraggiungibili o impraticabili, non son da meno, data l’evidente imprecisione con la quale gli sviluppatori non son riusciti a trovare accordi… Assegnare all’utilizzo della levetta destra analogica l’uso della tela, che va anche direzionata, a conti fatti s’è rivelata una scelta azzardata e poco adatta, perché imprecisa e snervante soprattutto quando il gioco inizia a diventare più arduo, ossia dopo appena una decina di livelli. I checkpoint, tuttavia, son tanti, ma spesso problematici perché posti in aree dove sopperire è di una facilità incredibile, e tutto questo influenzerà anche sul risultato finale: tempo e numero di morti, oltre che oggetti raccolti, contribuiranno nella realizzazione del nostro punteggio, nel bene o nel male.
Dal punto di vista grafico il titolo di Enigma Software e Kalypso Media Digital è ben fatto, nonostante siano chiari alcuni dei limiti che investono produzioni dal basso budget, come questa. Non siamo ai livelli di un Rayman Origins, tanto meno di un Trine 2, ma lo stile, i colori, i nemici e le variabili inserite all’interno di ogni sessione, complessivamente non danno spunti su cui lamentarsi più di tanto. Peccato per una soundtrack appena passabile e stancante dopo appena la prima mezz’ora di gioco e lo stesso vale per degli effetti di gioco che lasciano il tempo che trovano.
Idea interessante... |
6 | … Anche se mal realizzata |
Comandi imprecisi | ||
