Bastion
Quello con la Summer of Arcade è un appuntamento oramai tipico per i possessori di Xbox 360, che con l’arrivo dell’estate si trovano quasi costretti ad aggrapparsi al mercato arcade per trovare soddisfazione ludica in uno dei periodi meno prolifici di questo media. Tra i titoli in arrivo sul servizio Microsoft, spunta dalla mischia un gioco sviluppato dalla neonata Supergiant Games sul quale molte parole d’elogio si sono spese nel corso dei mesi passati, contribuendo così a creare un discreto livello di hype intorno ad esso. Bastion fa capolino nel mondo arcade cercando di proporre nuove idee e concept, rispolverando un genere, quello del GdR, mescolandolo con un po’ di azione che di questi tempi fa sempre bene alle vendite di un prodotto.
UN MONDO IN CONTINUA EVOLUZIONE
Eroe nonché protagonista di Bastion è The Kid, un bambino senza una delineata identità, risvegliatosi da un lungo sonno centenario, con la consapevolezza che il mondo di Caelondia è sul orlo dell’eclissi finale e indovinate un po’, toccherà a lui salvarlo. Se la storia non può erigersi per originalità e trovate particolari, scorre comunque dritta e lineare fino al termine. A dire il vero una novità piuttosto interessante la si può trovare proprio tra i risvolti della trama e risiede in una voce guida che taglierà completamente le scene d’intermezzo e i vari dialoghi tra personaggi. Come un narratore che racconta una fiaba, la voce guida si aggraverà dell’arduo compito di accompagnarvi attraverso l’ignoto, narrando senza mai stancare le vostre gesta in tempo reale, tra creature selvagge e pericolosi boss, pronti a tutto pur di fermarvi. Una cosa è certa se Bastion sarà ricordato negli annali per una cosa sola, sarà per la narrazione sublime. Era dai tempi del primo Portal che il successo di un gioco era stato così strettamente legato al suo dialogo stellare e la voce recitante. Bastion oltre al mitico narratore non si ferma qui, e come titolo per Xbox Live Arcade, offre anche una storia decente, ma semplice al contempo, che scava in una vasta gamma di “problemi”, che vanno dal razzismo, all’amicizia e la continua ricerca dell’ identità perduta da parte del protagonista. La cosa più eclatante e che lo fa in un modo che è sorprendentemente sottile rispetto ai media più moderni, mai prepotente e mai irriverente e come detto prima, corre spedita fino al termine.
Certo, tutto è racchiuso in una serie di quest abbastanza lineari, ma il succo della novità si intravede subito dal primo livello, con il paesaggio che si creerà completamente sotto i vostri piedi. Infatti man mano che The Kid si muoverà per l’ambientazione, l’iniziale vuoto verrà progressivamente sostituito dallo scenario vero e proprio, rivelando bellissimi sentieri, paesaggi e negozi per gli acquisti. Oltre all’eterno girovagare per numerosi livelli, il ragazzo centenario potrà dilettarsi con varie armi e abilità, acquistabili tramite negozi o ritrovabili all’interno del mondo di Caelondia. Tra le varie armi come è consuetudine per un buon action-GdR potremo trovare una vasta quantità di articoli, che vanno da un possente martello ad una lancia appuntita o una veloce e tagliente katana, senza lesinare tipologie di armi a distanza come un arco, una carabina, una doppia pistole e quant’altro, oltre ad un impenetrabile scudo, concludendo con un colpo speciale da assegnare ad esse. In base alle vostre esigenze potrete equipaggiare due armi alla volta, e una singola abilità, che automaticamente andranno a sistemarsi in un tasto per l’attacco di massa, uno per quello a distanza, ed infine sul grilletto per l’uso della mossa speciale che può essere legata anche a una singola arma in uso, al costo di un tonico. Ogni volta che salirete di livello si sbloccherà un ulteriore slot di potenziamento, dove sarà possibile posizionare uno spirito che ci consegna un bonus passivo, che per esempio, permetterà di trasportare più pozioni di salute, dare più “continue” dopo la morte (di base ce n’è uno) o rendere The Kid più resistente ai danni e così via.
NESSUNA PAURA, NEMMENO DEGLI IDOLI
La moneta corrente di Bastion si presenta al quanto utile, in quanto permette di acquistare tutti gli oggetti che vi siete persi nel bel mezzo dell’avventura al negozio degli Oggetti Smarriti. Tale mercato metterà a vostra disposizione peculiari oggetti come dei ricostituenti per la salute, aggiornamenti artigianali e i tanto chiacchierati Idoli. Questi ultimi in Bastion sono una specie di versione dei teschi di Halo. Infatti attivando un idolo sarà possibile aumentare la difficoltà del gioco in vari modi diversi e ottenere bonus XP, potenziando i nemici in vari modi, dalla velocità alla resistenza fino alla forza. Anche se la storia principale si aggira sulle cinque-sei ore circa, la longevità risulta comunque buona, dando la possibilità di affrontare numerose sfide secondarie. Per esempio, ogni arma ha il proprio livello di sfida, dove il vostro compito sarà quello di elaborare il metodo migliore e la soluzione più concreta per portare a termine l’obiettivo richiesto ed agguantare l’agognato potenziamento. In più, oltre alle varie sotto quest, si aggiungono anche le back-story dei personaggi principali e anche se non si distaccano molto dalla storia principale, il loro completamento viene premiato pesantemente con l’esperienza e la moneta, quindi vale sicuramente la pena passarci del tempo per potenziare il nostro personaggio.
Nulla è perfetto, e una delle critiche più costruttive che potremo muovere al titolo di Supergiant Games è la sua incredibile facilità. Anche se il sistema idolo vi permetterà di personalizzare completamente il livello di difficoltà, in pochi troveranno pane per i propri denti. Infatti anche se ai livelli più alti, affrontare determinati boss vi costerà qualche vita, non troverete niente che non sarete in grado di risolvere con facilità, indipendentemente dal livello e dagli idoli attivati. Insieme ad un troppo semplice livello di difficoltà si aggiungono anche le cadute libere e le morti (quasi) indolori che affronterete nei paesaggi che si creano davanti a voi, rendendo difficile capire se si sta camminando su una piattaforma o cadendo nell’abisso, portandovi dopo alcune ore inevitabilmente ad una certa frustrazione, rovinando il superbo flusso con cui scorre l’intera produzione.
Se avete già visto il trailer gameplay a fondo recensione, sarete più che consapevoli del modo in cui saranno costruiti i livelli intorno a voi e delle colorate piattaforme galleggianti che si contrastano con la percezione di ciò che dovrebbe essere simile ad un carcere. Il variegato mondo dipinto a mano di Caelondia e la superba qualità dello stile mixato in cel-shading con cui è stato disegnato Bastion, richiamano una sola parola: arte. Dopo aver già elogiato ad inizio recensione la narrazione del gioco, manca la colonna sonora, che a conti fatti risulta un vero gioiello costituito da un variegato mix di elettronica, rumori ambientali e stili di musica country, integrandosi perfettamente con tutto il resto del gioco.
8.5 | ||



