Bientôt l’été – Recensione
Tale of Tales, sviluppatore belga formatosi nel 2002 e composto da due soli membri, è conosciuto e stimato dai più attenti a produzioni molto particolari. Dopo il successo ottenuto dai loro lavori più conosciuti, tra cui figurano The Path, Fatale e The Graveyard, tornano alla carica con un progetto forse ancor più ambizioso e che va a seguire il trenino, sempre più lungo, di titoli sperimentali che approdano sulla piattaforma Steam. Da sempre, l’approccio di questo piccolo ma validissimo team è diverso e totalmente estraneo al rispetto dei canoni più comuni nel mondo videoludico, preferendo una composizione visiva artistica spesso poco chiara e di difficile comprensione ed interpretazione, alle forme del più classico tipo d’intrattenimento offerto dalla restante parte di videogames e sviluppatori.
Bientôt l’été è, come vedremo, il perfetto riassunto dello stile e del modo di creare esperienze, piuttosto che del “vero videogiocare”, di questo abile sviluppatore, capace di sorprendere i palati più fini tanto quanto lasciare nella disperazione più profonda tutti coloro che, di prodotti del genere, farebbero decisamente a meno.

L’AMORE COME GUIDA
Uomo o donna, la scelta spetta a noi. Così ha inizio Bientôt l’été, che qualche istante prima ci proietta all’interno dello spazio, avvolti da miliardi di stelle, con un doveroso avvertimento:
“Questo non è un gioco da vincere.
Gioca per vivere un’esperienza. Cammina e guardati intorno. Non c’è un obiettivo, non c’è una storia. Fatti semplicemente avvolgere dall’atmosfera. Non pensare, non volere. Sii e basta.”
Che non può non essere riportato, anche in virtù dei recenti avvenimenti passati, che hanno visto orde di occasionali videogiocatori lamentarsi di prodotti come Proteus, acquistati senza logica e cognizione di causa, perché “simili a Minecraft” per stile grafico. Ecco, su particolari produzioni come queste potremmo spendere migliaia e migliaia di caratteri, speciali su speciali, rubriche e spiegazioni d’ogni tipo, ma non lo faremo, riassumendo il tutto con pochi e semplici parole, sempre le solite: non è roba per tutti. Se è pur vero che le produzioni indipendenti stanno avendo uno strepitoso successo negli ultimi anni, non va dimenticato che al tempo stesso son tanti i cloni e gli abusi che solitamente vengono commessi nei confronti di vari generi, dal platform ai puzzle, o gli sparatutto. Nel vastissimo parco titoli indipendenti, infatti, a composizioni originali e di classe se ne contrappongono tantissime altre – quasi sempre in percentuali ben superiori, in realtà – che spesso vengono meno al concetto di “vera esperienza”, o di bontà tecnica e di ottimo livello d’intrattenimento offerto. Bientôt l’été vuol essere diverso, anzi, vuol percorrere la sottilissima e pericolosissima linea tracciata dai suoi sviluppatori, che non sono primi a proporre su un mercato così difficile videogiochi così particolari e personali; Bientôt l’été ne fa sicuramente parte, trattando in modo poco convenzionale il rapporto, seppur finto, tra un uomo ed una donna. Sono separati dallo spazio più profondo, quindi anni luce, l’uno dall’altro e nei loro panni sarà possibile ripercorrere tutt’una serie di pensieri spesso romantici, toccando temi che spaziano dall’amore al romanticismo in generale, quindi più che giusta l’ispirazione tratta da Marguerite Duras, scrittrice e regista francese che fu spesso criticata per i suoi romanzi “troppo sdolcinati”, ma evidentemente importantissima per quelli di Tale of Tales che ne hanno tratto la loro ispirazione, mentre per quanto concerne il lato artistico ed estetico hanno preso spunto dalle tante immagini rese pubbliche in un loro blog dedicato.
Il titolo ci lascia liberi di esplorare, di muoverci, attraverso degli ambienti raffinati ed artisticamente rilevanti: a passeggiate solitarie lungo la riva del mare si affiancano tanti pensieri, alcuni pieni colmi di speranza, altri tristi e malinconici. E poi gli effetti di contorno, un forte vento, dei gabbiani come uniche presenze oltre la nostra e musiche adatte alle circostanze. Varie, del resto, che ci accompagnano in questo viaggio onirico che sfocerà in un pesante vuoto, e nello cyberspazio, anche. Bientôt l’été diventa in pochi minuti qualcosa di ben più complicato da capire, analizzare ed interpretare, rispetto a quanto si pensasse di primo acchito: una scacchiera diventa il mezzo attraverso il quale due individui, di sesso opposto, s’incontrano. Ne nasce una conversazione fatta di dolci attimi, ai quali si associano altrettante amabili parole. Ad ogni frase corrisponde un pensiero più grande, uno stato d’animo che cela al suo interno un segreto, un forte desiderio. È il desiderio d’amore, di essere amati. Si entra e si esce da quel palazzo, dapprima unica costruzione in un desolato ma meraviglioso paesaggio marino, poi non più. Come fossero dei tesori emersi, ci troveremo dinnanzi a mucchi di carbone, campi da tennis, svariati altri oggetti o cose, che contribuiscono nel creare un quadro unico e suggestivo, al contempo completamente assurdo e surreale. Il significato, però, c’è sempre: magari per intuizione, o con semplice applicazione, si arriva a capire parte o gran parte di quello che Tale of Tales voleva mostrarci, creando qualcosa di grandioso e che ha un significato immenso nella sua totalità.
Come detto, non ci saranno vincoli da rispettare, ed attraverso una interfaccia minimalista e l’uso del mouse potremo esplorare i vari luoghi proposti, giocare a scacchi seppur in modo particolare, alternare le nostre visioni: da un paesaggio colorato, scalinate e palazzi abbandonati, il salto in una dimensione intergalattica, virtuale, spesso sarà breve. Sarà proprio questo alternarsi di visioni a proporci degli interessanti spunti, associati ad altrettanti oggetti sparsi nelle location, e frasi a comporre un insieme artistico, visivo e musicale, senz’altro d’importanza, segno che il team di sviluppo si è impegnato enormemente a riguardo. Il resto è fatto di interpretazioni, di rimandi alla letteratura, ma accompagnare a quest’esperienza una riflessione chiara, e che sia unica, risulta assolutamente impossibile. In base a ciascun stato d’animo Bientôt l’été potrebbe avere un senso totalmente diverso da individuo ad individuo, ma quel che è certo è che si parla di qualcosa che va compreso e su cui occorre riflettere. Tanto. Perché altrimenti non avrebbe senso alcuno, spendere i circa dieci euro richiesti su Steam.
L'arte secondo Tale of Tales |
NP | Non per tutti (ma questo è anche un bene) |
Mix grafico-sonoro d'alto livello | Potrebbe scoraggiare i meno pazienti | |
| COME IL VALORE DI UN SENTIMENTO | ||
