Z-Giochi.comZ-Giochi.com Mobile

Recensione
TESTATO SU X360
7 maggio 2012, 9:00
Bloodforge
Bloodforge mobile

Bloodforge – Recensione

Negli ultimi anni il mercato dei giochi distribuiti via Digital Delivery ha avuto un successo veramente impressionante, agli inizi il marketplace della nostra fragile Xbox 360 possedeva più che altro titoli minori generalmente di poco appeal, un po’ alla volta grazie alla tenacia di alcune Software house il sistema si è espanso a dismisura raggiungendo i risultati impensabili che possiamo vedere in questi anni.

A sfruttare al meglio questa possibilità più che le grandi case sono stati i piccoli sviluppatori che hanno avuto modo di far conoscere al mondo le proprie opere e ci ha permesso di gustarci alcune perle di rara bellezza, tra Braid e Limbo anche i più scettici hanno dovuto ammettere che si possono fare grandi cose anche senza spendere centinaia di milioni di dollari e che il mercato accetta ben volentieri i fratelli minori dei titoloni tripla A. BloodForge è l’ultimo arrivato nella grande famiglia dei Xbox Live Arcade e il suo obbiettivo è sempre stato molto chiaro: rendere più labile il confine tra le grandi produzioni e quelle con un budget ridotto. Creato dal Team Climax già creatori  di MotoGp 2 e Silen Hill: Shattered Memories vediamo come se la sono cavata i ragazzi di Portsmouth cambiando genere e buttandosi sugli action.

bloodforge-evidenza

QUESTA NON è FIABILANDIA

Come potete intuire fin dal titolo in BloodForge non avremo tenere creature alle prese con azioni deliziose, il gioco è duro e cattivo e fa del sangue la sua linea conduttrice, in questa avventura prenderemo le vesti di Crom un guerriero nordico con uno scheletro di alce in testa. Crom è vittima di un complotto organizzato dagli Dei contro di lui e causa di un inganno compirà un’azione terribile, svelato il trucco il nostro guerriero barbaro partirà alla ricerca della sua vendetta decapitando orde di nemici demoniaci e facendo ricorso a una cattiveria decisamente rara. Esteticamente BloodForge si presenta molto bene, il gioco è stato realizzato con uno stile originale e apprezzabile che ai più ricorderà 300 di Frank Miller, le ambientazioni sono tetre e rispecchiano la durezza del protagonista, la scelta cromatica favorisce i colori forti e contrastasti, tanto bianco perla con personaggi neri come la notte e schizzi di un sangue rosso brillante.

Dal punto di vista prettamente tecnico si tratta di un buon titolo, il protagonista e i suoi nemici sono formati da un discreto numero di poligoni, sfortunatamente c’è poca varietà nell’estetica dei mostri e lo stesso si può dire per il loro moveset. Con il procedere della storia si nota come il numero dei modelli sia troppo limitato con l’impressione di dover combattere troppe volte contro gli stessi nemici, la fluidità invece è quasi sempre assicurata anche se durante alcune azioni non riuscirà a rimanere stabile a 60 frame. Per quanto ci sia piaciuto lo stile bisogna segnalare come la particolare scelta cromatica saltuariamente diventerà un problema, in alcuni frangenti dell’avventura ci sarà fin troppo nero sullo schermo, finire in mezzo a una mischia con tutto quei colori scuri è disorientante e potrà succedere che non capiremo quale nemico stiamo colpendo, in particolare questa situazione si verifica quando useremo determinati attacchi speciali che abbasseranno ancora di più l’illuminazione globale.

La telecamera è un altro elemento che tende a incasinare le battaglie, al posto di stare fissa alle nostre spalle questa saltuariamente ruoterà per mostrarci il combattimento da un punto di vista prettamente cinematografico che  spesso non coincide con l’inquadratura migliore per lo scontro, non voglio dire che rendano BloodForge ingiocabile però sicuramente sarebbero potute esser programmate meglio. Le musiche che ci accompagneranno durante la nostra odissea, gli effetti sonori e i ritornelli che sentiremo nelle battaglie sono piacevolmente incalzanti anche se in numero veramente limitato, avessero aggiunta qualche traccia in più non sarebbe dispiaciuto.

BOTTE DA ORBI

Passiamo ora alla parte veramente importante per un gioco d’azione: il gameplay. Sotto questo aspetto il titolo non propone nulla di nuovo, il nostro scopo sarà andare avanti e far a pezzi tutto quello che si presenta sulla nostra strada senza preoccuparci di dover usare la materia celebrale. Il level design è molto limitato, il che si traduce in una fase esplorativa quasi inesistente e da una generale ripetitività dello schema di gioco. In BlooForge si uccide e si fa ben poco altro. I colpi inferti al nemico riescono a conferire una buona sensazione di potenza, Crom non è il tipo da carezze e più volte il gioco riuscirà a trasmetterci l’idea che quanto sta accadendo sullo schermo faccia veramente male. Il battle system rientra in quello definito Button Smasher: con X e Y sferreremo attacchi più o meno potenti, B lo useremo per gli attacchi a distanza e A per saltare, sono sfruttati anche i tasti dorsali in particolare LT indicato per la schivata.

I comandi non rispondono sempre benissimo e più volte abbiamo avuto la sensazione che mancassero di precisione, anche la schivata ci ha lasciato qualche dubbio in quanto ci è parsa non rispondere bene all’input. Concatenare le combo si rivela un’impresa tutt’altro che difficile, i tempi per unire i vari colpi sono abbastanza dilatati, la stessa cosa vale per l’intervallo che può passare tra un fendende e l’altro prima di perdere il conto delle Hit, questo è decisamente permissivo e con un minimo di accortezza riusciremo facilmente a superare le 50 hit. Il livello generale di sfida è un po’ superiore alla media del genere, i medikit non sono troppo frequenti però se li useremo con un minimo di parsimonia arriveremo alla fine del gioco senza eccessivi problemi, insomma come difficoltà sia ancora lontani dai primi Ninja Gaiden. Una cosa che proprio non ci è piaciuta è la gestione dei salvataggi, o per meglio dire l’impossibilità di qualunque gestione su di essi, il gioco salva da solo una volta raggiunti particolari checkpoint, sfortunatamente se per arrivare li abbiamo faticato più del dovuto e siamo a corto di energia e di kit per ripristinarla saranno solo problemi nostri trovare una nuova reliquia dell’energia senza farci fare a pezzi lungo una strada he potrebbe non essere tanto breve. Se c’è una cosa che abbiamo apprezzato sono senza dubbio gli scontri con i boss, questi aggiungono un po’ di varietà al gameplay troppo piatto e anche se non propongono niente di realmente nuovo ci sono piaciuti.

Come detto poco sopra l’ultimo prodotto dei Climax Studios prende a piene mani dagli action usciti negli ultimi anni, in particolare attinge dalla serie di God of War in una maniera che pare andare oltre la semplice ispirazione. Le somiglianze tra i due giochi è veramente eccessiva, fin dalla trama si sente quell’amaro sapore di “già visto” un furioso guerriero che a causa di una lotta fra divinità uccide la propria famiglia e successivamente parte alla ricerca di vendetta. Questo non è certo un plot che possiamo ancora definire originale, le somiglianze non si fermano qui oltre alla mappatura dei tasti molto simile il prode Cron va in modalità Berserk esattamente come Kratos usava al furia degli dei, anche le esecuzioni a cui sottoporremo i nostri nemici non sono molto diverse da quelle già viste con il fantasma di Sparta. Tutte queste similitudini non bastano però a BloodForge per eguagliare il carisma del titolo in esclusiva sulla console Sony, ci sarebbe piaciuto che i ragazzi Climax copiasse anche un po’ della fase esplorativa e degli enigmi, peccato manchino tutte e due.

Oltre alla campagna principale, lunga circa sei ore, potrete affrontare le sfide, arene di difficoltà crescente in cui dovremo far a pezzi tutto ciò che si muove, come ulteriore stimolo a continuare a giocare sono presenti i duelli di sangue, che probabilmente sono la caratteristica più interessante dell’intero gioco. Se disponiamo di una connessione ad internet potremo sostanzialmente sfidare i nostri amici in particolari sfide create da noi, potremo modificare la potenza dei nemici, infliggerci particolari malus e poi dimostrare quello che sappiamo fare in condizioni così sfavorite, una volta finita la mattanza potremo inviare il punteggio e la sfida agli altri sfidandoli a fare di meglio, questa modalità può esser usata anche per dar nuova vita all’avventura principale. Per la prima volta un titolo XBLA può contare ben 400 Punti G distribuiti tra i vari obiettivi, la maggior parte si otterranno completando la storia principale, gli altri si dividono tra il potenziare al massimo le varie armi e portando a termine le sfide proposte nell’apposita sezione.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Se mi fossi fermato all’a prima ora di gioco probabilmente avrei bollato l’ultima fatica della Climax come un titolo deludente che non ha molto da dire, una volta completato però mi ha lasciato un discreto ricordo di se. Il titolo ha enormi lacune nel gameplay e si senta l’amara delusione di un titolo che poteva dare molto di più però se siete patiti degli action dategli una possibilità quando ci sarà uno sconto sul prezzo, merita di più di alcuni titoli che vendono solo grazie al nome che si portano dietro.
Pro-1
Stile grafico veramente apprezzabile
6.5
Contro-1
Gameplay molto limitato
Pro-2
Tanta violenza
Contro-2
Controlli imprecisi
Pro-3
Boss Battle ben fatte
Contro-3
Troppe copiature dalla concorrenza
COMMENTI