Bugongo – Recensione
Quando penso che in Italia gli artisti sono sprecati…beh, ricevo conferme. Nella nostra “bella” (ok…bella esteticamente) nazione ci sono davvero tantissimi e validi talenti, in tutti i campi. I più fortunati, però, devono accontentarsi di fare le solite cavolate, quando in altri posti del mondo sfrutterebbero al massimo le loro potenzialità. Ma c’è anche chi deve accontentarsi; perché la vera arte non è proprio apprezzata nel nostro paese ed è inutile negarlo.
Ora vi starete chiedendo: “perché tutto questo discorso come introduzione di una recensione?” Semplice! Oggi abbiamo l’esempio lampante. Infatti, il creatore di Bugongo, Alessandro Pezzetti, alias Havana24 (o semplicemente H24) è un italiano. Quindi penso: se questo programmatore ha creato questo gioco interamente, quanti altri come lui ci sono in Italia che hanno delle potenzialità non sfruttate? H24 è comunque autore di un gioco in flash (gratuito tra l’altro) e non sappiamo se in futuro avrà voglia di creare altri giochi. Questo ci fa capire come in Italia abbiamo cattivo gusto, perché anche i videogiochi sono una forma d’arte, ma qui bisogna accontentarsi di creare quel che si può (se ci riesci), quando invece, ragazzi come l’autore di Bugongo, dovrebbero avere più possibilità. Purtroppo si pensa a come sviluppare il seguito di un ormai insulso (perché alle origini poteva anche risultare un buon programma) Amici fino ad arrivare all’orribile (per fortuna terminato per sempre) Grande Fratello. Manco sappiamo che vuol dire sviluppare un videogame in Italia. Ma questo discorso lo lasceremo per qualche altro articolo. Per ora, dedichiamoci a questo Indie/Flash Game, un platform davvero interessante che merita la vostra attenzione.
COMPARTO TECNICO NON IMPECCABILEEbbene sì! Il comparto tecnico di questo titolo non fa gridare al miracolo. Sebbene lo stile grafico adottato sia simpatico, semplice e bello da vedere, c’è da dire che, purtroppo, non c’è varietà. Ok che si tratta di un flash game e che è stato creato da una sola persona, ma un pochino di fantasia non guastava. Vi basti sapere che i tre mondi del gioco sono identici tra loro; quello che cambia è la palette di colori che tra l’altro sono anche similissimi. Ossia i colori utilizzati per il primo mondo non cambiano poi tanto da quelli del secondo e il terzo. Ma il problema principale è il level design. La struttura dei livelli a modo suo è varia e ogni mondo dispone di elementi fondamentali e principali, però sono tutti uguali tra loro. Non ci sono differenze sostanziali tra i mondi, il che è un vero peccato, dato che il titolo disponde di uno stile grafico molto gradevole, ma perde tutto per via della monotonia. La nota negativa maggiore sono i fondali, se tali vogliamo definirli dato che è solo uno. Sì, una sola immagine di background.
Come se non bastasse, tanto per essere monotoni in tutto, le musiche si contano sulle dita di una mano. Ne dovrebbero essere giusto quattro. Un po’ pochine per un gioco platform di quest’epoca. Sono finiti i tempi di Super Mario Bros per NES dove una cosa del genere era comprensibile; a pensarci però…SMB è molto più vario nelle musiche (ma anche graficamente…e stiamo parlando di un titolo, 8-bit, di quasi trent’anni fa). In Bugongo no! Il creatore si è voluto accontentare di poco e quindi le uniche musiche del gioco sono quella del menù principale, una sola musica per tutti i livelli, un’altra per la cut-scene iniziale e, ovviamente, quella dei boss di fine mondo. Ora, non voglio dire che ogni livello doveva contenere un theme apposito, ma almeno crearne una per ogni mondo dato che alla fine ne sono solo tre. Tuttavia, la colonna sonora esigua del titolo in questione, non è malvagia ed è molto orecchiabile. Però, c’è da dire che dopo un po’ stanca!
Per quanto riguarda gli effetti sonori nulla da dire invece. Tutti ricreati a dovere e caratterizzati in modo egregio. Ci sono più effetti sonori che tutto il resto. Inoltre, altra pecca, la scarsa quantità di nemici creati; davvero pochi se si pensa che per ogni mondo se ne potevano aggiungere altri. Per quel che riguarda invece le animazioni, nulla da dire: buone. Un comparto tecnico che nel complesso risulta comunque discreto. Il problema è che le potenzialità c’erano tutte e potevano essere sfruttate molto meglio.
LA DISCESA DELL’UOVOPer quanto riguarda il gameplay, dormite pure sonni tranquilli. Il platform in questione dispone di elementi davvero interessanti. I mondi sono pochi e quindi i livelli da superare sono poco più di 20. In ognuno, però, ci saranno tre uova d’oro da trovare e credetemi…sarà tutt’altro che semplice. Sono davvero ben nascoste e, a rendere più difficile il tutto, non sempre avrete tempo per prenderne alcune, dato che dovrete sempre controllare il vostro uovo. Altri, invece, potrete raccoglierli solo ed esclusivamente con l’uovo del draghetto, siccome, in alcuni passaggi nascosti, il simpatico animaletto non riesce ad entrare.
Non mancheranno anche delle monete utili per sbloccare alcuni livelli facoltativi (stessa cosa anche le uova d’oro) e degli obiettivi. Essi possono essere: l’uccisione di un numero prestabilito di un mostro in particolare, la raccolta di una certa quantità di monete, finire il livello in un certo tempo e altri ancora, tra cui, ovviamente, il 100% del gioco. In totale sono 15 medaglie (ogni obiettivo concluso dà una medaglia). Sotto questi aspetti, Bugongo, saprà tenervi a bada per molto tempo, perché non sarà facile superare tutti gli extra. Quindi, seppur non sia un titolo lunghissimo, le tante cose da fare vi regaleranno molte altre ore di gioco. Ma Bugongo non è solo questo…è anche un platform molto divertente e che saprà mettervi in difficoltà; più avanti andrete, più dovrete essere veloci a pensare e a non far fare una brutta fine al vostro uovo, che potrete controllare, ma va avanti da solo.
Questa è la particolarità innovativa del titolo in questione, ossia il controllo dell’uovo. Questi partirà da solo e rotolerà per tutto il livello. Toccherà a voi liberargli il passaggio in alcuni punti o eliminare dei nemici che intralciano il suo cammino. Sia il draghetto che l’uovo possono subire massimo tre colpi, dopodiché, a seconda di chi muore per primo, bisognerà ricominciare il livello dall’inizio. Non ci saranno delle extra life, quindi, tutto sommato, un ottimo vantaggio per il giocatore. Tornando alle azioni che potrete svolgere col draghetto e con l’uovo, dovete sapere che per quest’ultimo ci sono anche tre power up: uno lo renderà invincibile, con la possibilità di rompere anche alcuni blocchi indistruttibili anche dal draghetto (dove, quasi sempre, si nasconde un uovo d’oro); un altro lo trasporterà in una bolla, così potrete far volare il vostro uovo; infine, vi un power up che serve per distruggere tutti i nemici che si trovano sul vostro cammino. Questi poteri si attivano col tasto backspace (spazio). Per controllarlo, invece, vi basterà utilizzare il tasto su per farlo andare più veloce e giù per rallentarlo al massimo (ovviamente dovrete fermare il vostro draghetto). Quando l’uovo sarà nella bolla, invece, il tasto su servirà per farlo andare sopra e giù, sotto. Insomma, Bugongo è un platform davvero molto particolare e con un tocco innovativo, giusto per differenziarsi dagli ormai infiniti titoli dello stesso genere usciti nel corso degli anni, sia retro che new.
Gameplay semplice ed originale |
7.5 | Nessuna varietà grafica |
Particolarità del controllo dell'uovo | Pochissime musiche | |
| RETRO NEW STYLE | ||

