Cargo Commander – Recensione
È ormai consuetudine dei titoli indipendenti proporre qualcosa di particolare, originale, per fare in modo che un prodotto scarsamente (o mai) pubblicizzato attraverso i vari siti e mezzi del settore possa risultare interessante e catturare l’attenzione del giocatore di turno, ormai sempre più attento a quel che il panorama indie offre. Cargo Commander rientra pienamente in questa categoria di videogiochi che si sforzano di portare sui nostri schermi quel qualcosa di nuovo che, per carità, potrebbe anche non essere apprezzato a seconda di quelli che sono i gusti di ognuno, ma pone davanti a tutto delle valide idee. E tenta il colpaccio.
SOLI, NELLO SPAZIO, IN ATTESA DI QUALCHE COINTANER…Il protagonista del gioco è un pazzo avventuriero, solo nello spazio e ad anni luce di distanza dalla sua famiglia, alla disperata ricerca di oggetti di valore nei cargo infestati di trappole ed alieni. Un lavoro non adatto a tutti, che però è ben ricompensato ed è stimolo principe per una tanto attesa promozione nel settore dei cargo commanders di tutta la galassia! Poco altro da aggiungere, per quelle che sono le fasi iniziali con cui il team di sviluppo ci fa capire come giocare e in che modo approcciare questa nuova e strana avventura. Il primo passo è quello di attivare la calamità per attirare container sparsi nello spazio, quindi fare irruzione al loro interno e recuperare materiali preziosi, scorte, risorse, magari uccidendo anche tutti i nemici presenti, rigorosamente alieni, evitando trappole non poco pericolose alla nostra salute.
La prima delle modalità inserite (la Carriera) è l’unica con la quale prendere dimestichezza, inizialmente, col gameplay che Cargo Commander propone, visto che la seconda sarà disponibile soltanto dopo aver raggiunto il livello 6. Le differenze sostanziali stanno nel modo di approccio e velocità del gioco che nella Journey (la seconda modalità) sono decisamente più rilassanti e meno impegnative rispetto alla prima, con tempi di azione meno ristretti al termine del funzionamento della calamita, che di conseguenza provocherà un cedimento violento di tutti i container attirati nel frattempo. A questo punto, bisognerà essere rapidi e bravi nel tornare alla propria struttura, pena la morte, che significa iniziare daccapo la giornata di lavoro e perdere ogni oggetto e tipologia di strumento raccolto fino a quel momento. Il titolo, come avrete capito, ingloba un sistema di crescita del personaggio che rappresenta l’unico vero obiettivo del protagonista, visto che grazie ad esso potrà ottenere promozioni, fama, successo; tutto questo, per noi posizionati davanti allo schermo, si traduce in scalate alle leaderboards ed una grande soddisfazione nell’essere riusciti a portare a compimento la lunga, stressante e spossante giornata di lavoro!
Ad accompagnarlo, un altro sistema, stavolta di upgrade degli utensili da lavoro coi quali ci faremo strada tra pannelli di metallo da penetrare o creature aliene da abbattere, per far salva la pelle. Parliamo di una particolare trivella utile per sbriciolare le pareti metalliche dei cargo e di una arma da fuoco; una per mano, azionabili tramite i due tasti più usati del mouse: quello sinistro e quello destro. Proseguendo nella storia se ne sbloccheranno delle altre, ma le due che più userete saranno senz’altro queste. Dove Cargo Commander ha stupito di più, però, oltre alla sua originalità ed alla sua componente tipicamente roguelike, è nei legami “vissuti” tra il protagonista e la sua famiglia, proponendoci un numero di email (l’unico vero “contatto” con l’esterno) non così elevato, ma che aiutano a comprendere meglio la difficile situazione che si trova costretta a vivere una famiglia disunita, per forze di causa maggiore, anche se in questo caso stiamo parlando “soltanto” di un videogioco. Spesso, al termine di una giornata piena di soddisfazioni, in termini di bottino, o all’avanzamento di livello, nostro figlio ci invierà dei disegni o delle semplici lettere che mettono allegria e curiosità, di volta in volta, aggiungendo valore al titolo di Serious Brew.
Dove il titolo pecca è nell’aspetto tecnico. Premesso che è stato sviluppato in circa venti mesi di tempo, il risultato audio/visivo globale è soltanto discreto e nelle fasi iniziali trae spesso in inganno. Se l’impatto a zoom minimo è decisamente buono, così come l’ottimo effetto spaziale, a visuali più ingrandite si notano textures con risoluzioni non esaltanti; lo stesso dicasi per l’impianto sonoro che è ottimo ed appropriato, ma alla lunga si rivela ripetitivo perché composto da un numero di tracce davvero esiguo. Poco da dire sugli effetti sonori, che si prestano bene ma non aiutano, né pregiudicano, la valutazione finale. Un peccato che non si sia riusciti a confezionarlo in maniera un po’ più profonda visto che, come varietà dei cargo (oltre ottanta quelli presenti) e di distruttibilità ambientale, Cargo Commander ha mostrato buone cose.
Originale |
7 | Tecnicamente non è al top |
Divertente e stimolante | Ripetitivo, alla lunga | |
| INTERESSANTE | ||

