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Recensione
TESTATO SU PC
22 aprile 2013, 19:04
Cart Life
Cart Life mobile

Cart Life – Recensione

Quando un titolo indipendente entra a far parte della lista dei vincitori di qualche categoria dell’IGF (Indipendente Game Festival) raramente ci si trova davanti a dei prodotti sopravvalutati, come spesso invece accade per le categorie e le premiazioni che riguardano i titoli mainstream. Per esser stato uno dei finalisti della manifestazione, oltre che inserito nella categoria che premiava la narrazione (insieme ad esponenti quali Kentuchy Route Zero, Thirthy Flights of Loving, Dys4ia e Gone Home) o nella lista del Nuovo Award affiancato da Spaceteam, Little Inferno o Bientôt l’été, Cart Life più degli altri videogiochi indipendenti deve avere quel qualcosa in più. Cosa, cercheremo di spiegarvelo nel corso della recensione.

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COME SBARCARE IL LUNARIO…

In Cart Life il giocatore vestirà i panni di uno dei tre disoccupati intenzionati e determinati nel venir fuori da una situazione finanziaria non proprio rosea, dedicandosi ad attività di vendita su carrello. I personaggi giocabili sono tre, ognuno dei quali ha degli obiettivi specifici da raggiungere, prima del lunedì prossimo! C’è Melanie, appena divorziata, che ha dovuto lasciare il suo lavoro in ufficio e che ha iniziato con la vendita di caffè su carrello; il suo obiettivo è quello di accumulare mille dollari utili per l’udienza della custodia di sua figlia Laura, a cui al momento bada con affetto e tenta di non farle mancare niente, così come di accompagnarla ogni giorno a scuola dandole una mano, sempre. Melanie è una donna molto socievole ed amichevole, che sa catturare dalla sua i clienti; poi c’è la sorella, che le dà una mano facendole trovare un pasto pronto appena tornata a casa. Il secondo personaggio giocabile è un uomo, Andrus Poder, un immigrato proveniente dall’Ucraina che si è mosso negli Stati Uniti sperando in una vita migliore. Vende giornali nel suo piccolo stand e vive nel Breezy’s Motel insieme al suo gatto, Mr. Grembovski. È un tipo che non disprezza gli straordinari e che sa amministrare bene le sue risorse, se soltanto non fosse per quel vizietto che si porta dietro dalla giovane età: la dipendenza dalle sigarette… Infine c’è Vinny, personaggio disponibile soltanto nella versione completa di Cart Life (quella acquistabile a meno di cinque euro, quindi tale possibilità è esclusa nella versione freeware), che ha un carrello con cui vende un’ottima varietà di gustosi panini. È un ottimo panettiere grazie alla sua innata abilità ed ha bisogno di cinquecento dollari per pagare l’affitto del mese; oltretutto, è dipendente dalla caffeina, senza di essa non riesce a lavorare come dovrebbe, facendo una fatica incredibile nel portare a termine la giornata di lavoro.

Fatta quindi la scelta iniziale, Cart Life ci butta nella mischia di una piccola cittadina situata nella parte occidentale degli Stati Uniti. Nessun aiuto, tutorial o suggerimenti di sorta, saremo soli con la vita del protagonista scelto tra le mani, mentre cercheremo di dare un senso al tutto e di raggiungere l’obiettivo prefissato. Per farlo bisognerà guardarsi attorno, conoscere gente attraverso le location visitabili facendo usa della mappa di gioco, quindi spendendo nella maniera opportuna i pochi risparmi rimasti per dare il via alla nostra piccola attività commerciale che ci vedrà fare a meno di mance tanto quanto abituare ad un guadagno minimo sui costi sostenuti, perché la soddisfazione della clientela a buon mercato vien prima di tutto e di ogni altra cosa. Al tempo stesso, sarà importante usare una quantità di denaro incassato per le esigenze di tutti i giorni, che vanno dal cibo alle spese di affitto, a quelle che possono essere inserite nella categoria “vizi da eliminare”, vedi l’acquisto di sigarette per uno dei personaggi sopraccitati. Le stesse risorse economiche andranno saggiamente centellinate per garantirci un giusto equilibrio tra spese di sopravvivenza e spese necessarie per mandare avanti il nostro commercio su carrello, che andrà rifornito di materie prime da acquistare negli store della città che saranno così inserite nel nostro inventario; importante anche la gestione del protagonista selezionato, che andrà fatto riposare il giusto una volta arrivato l’orario adatto per staccare. Cart Life, così, procede proponendoci un approccio al gioco senza alcun vincolo, se non quello della visitazione e l’interazione con una delle location presenti sulla mappa, quindi con negozi, persone e tutto quel che ci circonda. Nonostante ciò, è possibile notare una certa linearità d’azione per arrivare al raggiungimento dell’obiettivo e per capirlo, probabilmente, impiegherete qualche tentativo dato che, in caso di fallimento, sarete costretti a iniziare tutto da zero e non avrete possibilità alcuna di rimediare agli errori commessi in passato.

È come se fossimo per davvero i responsabili di una piccola attività commerciale, che tra permessi e materiale ci lascerà quasi senza fiato nella battute iniziali, per poi rivelarsi un buon investimento se modi di fare e giusti rapporti con la clientela andranno a gonfie vele; ciò però non deve essere frainteso, perché in Cart Life gli aspetti manageriali/logistici sono davvero ridotti all’osso, rapportati alla piccola realtà in cui siamo inseriti dallo sviluppatore, anche se questo non pregiudica l’esperienza di gioco rendendola meno interessante o meno profonda. C’è bisogno di girare, di conoscere, di parlare, per capire come fare, cosa comprare e dove. C’è bisogno di attenzione, la stessa che i protagonisti del gioco ci chiedono appena avviamo il videogame, e c’è bisogno di pazienza e forza d’animo per proseguire fino alla fine. Un po’ perché potreste incappare in qualche piccolo bug, un po’ perché Cart Life è un gioco triste e malinconico, che alla lunga potrebbe lasciare in voi un senso di sconforto, come spesso la vita può fare. Sostanzialmente, all’interno di questo mondo in bianco e nero, dalle location ben ricreate e che hanno il loro fascino, siamo chiamati a vivere la vita di tre “poveracci” che dalla vita hanno avuto poco, se non niente, e c’è bisogno di coraggio. Coraggio che spesso manca nella vita reale, ma che raramente ci facciamo mancare dinnanzi ad un videogioco di per sé molto particolare, ma proprio per questo speciale e non scontato. Peccato per un comparto audio lo-fi, ossia di bassa qualità, che probabilmente ha garantito allo sviluppatore di accelerare i tempi di sviluppo peccando però di ingegno sul come tentar di aggirare meglio il problema, che si mostra abbastanza fastidioso nei dialoghi con le persone incontrate.

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IN CONCLUSIONE
Cart Life è un videogioco indipendente molto particolare e non per tutti. La sua forza, il suo essere speciale, lo porta ad essere tutto fuorché “divertente da giocare” date le tematiche toccate attraverso l'esperienza di gioco confezionata dallo sviluppatore. In un periodo di crisi come questo, duro per molti se non per tutti, consigliare l'acquisto di un videogioco di questo genere potrebbe anche essere considerato “poco indicato” perché in molti vivono con un pesante punto interrogativo su quel che sarà il domani, eppure potreste innamorarvene tanto da sentir nascere un legame molto forte e che non vi andrà di spezzare finché non sarete riusciti a salvare il salvabile. Cercando di regalare una chance di vita migliore ai protagonisti del gioco, impegnandovi per loro, ma sotto sotto anche per voi stessi.
Pro-1
Ottima caratterizzazione dei personaggi
7.5
Contro-1
Potrebbe non piacere a tutti
Pro-2
Attira attenzione e costringe alla riflessione
Contro-2
Qualche bug da risolvere
Pro-3
Stile grafico e luoghi interessanti
MALINCONICO
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