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Recensione
TESTATO SU PS3
21 maggio 2012, 9:24
Datura
Datura mobile

Datura – Recensione

Il Playstation Move viene proposto per la prima volta in maniera più “sofisticata”, con l’esclusiva playstation dei Santa Monica Studios: Datura. Un’esperienza si spera costruttiva per la software house, poichè lo è davvero poco per gli utenti. Vediamo comunque meglio questo nuovo titolo PS3. Datura parte sicuramente bene: l’impatto della trama è notevole e d’effetto. Ci ritroviamo infatti sopra il lettino di un’ambulanza, con gli elettrodi attaccati al corpo, ed un’infermiera non troppo vigile a fianco. Faremo subito pratica con il controller move, rimuovendo il lenzuolo che ci copre, non che gli elettrodi (e già in questo momento le interpretazioni non sono univoche: atto inconsulto o malore?).

Detto fatto l’elettrocardiogramma ci darà per morti e, nonostante il personaggio sembri tutt’altro che esanime, l’infermiera diligente si appresterà ad utilizzare su di noi il defibrillatore. E stavolta moriremo sul serio, o quasi. In ogni caso il protagonista si ritroverà a vagare in una foresta, piena di strutture fatiscenti ed improbabili, alberi ed architetture inquietanti. Come già detto l’incipit fa ben sperare, e sebbene molto scarno e diretto intriga subito, per trasformarsi subito dopo in un’amalgama incomprensibile e di difficile comprendimento. L’intera trama del gioco si articolerà lungo vari flash back, collegati alle prove che affronteremo nella foresta, fino al finale, che non rivelerò. I ricordi vedranno ripercorrere l’infanzia del protagonista, la sua maturità (tra l’altro piuttosto travagliata, visto che in una sequenza ci troveremo anche dentro un cellulare della polizia), nonchè altri ricordi piuttosto surreali (scene di guerra, o difficili scelte morali). Il tutto francamente in un guazzabuglio piuttosto confuso e poco collegato. L’intreccio dell’esperienza premorte che Datura cerca di simulare diviene infatti poco intuitivo, oltre che a tratti forzato ed impreciso. Non basta pasticciare gli argomenti per rendere un titolo “sofisticato” od introspettivo, essi devono comunque essere contestualizzati e resi interpretabili.  Un peccato, visto che, nonostante l’argomento trattato non sia certo rivoluzionario, l’idea di base cela grosse potenzialità.

datura-evidenza

ATTENTI AL MOVE

Passando al gameplay le note forse sono ancora più dolenti. Il gioco infatti presenta dinamiche a dir poco semplici e, nonostante questo, riesce ad essere frustante, tanto è impreciso l’utilizzo del controller. Ci dovremo muovere lungo questa foresta che, dopo un rapido esame, è meno grande di quanto possa sembrare. La qual cosa non rappresenta di per se un punto a sfavore. Anzi l’ambiente chiuso, ma pieno di oggetti e prove, rende molto l’idea di una sorta di parco, insito nella mente del protagonista. Oltre al movimento del personaggio (che si controllerà con stick e tasto centrale) saremo ovviamente in grado di interagire con l’ambiente. Quando questo sarà possibile comparirà in basso a destra l’icona verde del tasto “triangolo”. Una volta spinto la visuale si sposterà sull’oggetto con cui potremo interagire. Avvicinandoci comparirà di nuovo l’icona, permettendoci di entrare in una sorta di inquadratura dinamica: muovendo la nostra mano, a seconda dell’intensità della vibrazione del move, individueremo il punto di interazione. Sarà impossibile sbagliarsi, visti i numerosissimi suggerimenti. Nonostante questo molto spesso la nostra manina si rivelerà poco precisa e ci costringerà troppo spesso a ripetere i movimenti o le pressioni del grilletto dello stick. Il tutto sarà funzionale alla risoluzione delle prove, che consisteranno nel raccogliere pochi oggetti, aprire misteriosi cancelli, od addirittura sparare ai bersagli di un vecchio baracchino da fiera. Espedienti piuttosto banali, pur di poter giustificare l’utilizzo (tra l’altro macchinoso), del sistema move.

Il controller sixaxis inoltre non migliora le cose, rendendosi anch’esso poco preciso ed implementato con poca cura. Sembrerà forse una critica troppo serrata e violenta, eppure bisogna chiarire subito il mio punto di vista: l’utilizzo di un sistema dinamico come il move (che è tecnicamente valido) dovrebbe assicurare o la complessità di movimenti particolari e divertenti (capaci di regalarci esperienze fuori dall’ordinario della nostra vita reale) o viceversa la capacità di compiere i gesti più banali con la fluidità e sicurezza che contraddistingue l’uomo medio. Non sussistendo nessuno di tali elementi, il giudizio non potrà che essere negativo. Unico altro elemento di gameplay è la presenza di alcuni alberi (betulle, nello specifico) che, entrando in sintonia con il personaggio, ci permetterano di tracciare una mappa di gioco.

UN TENTATIVO MAL RIUSCITO

Anche graficamente Datura non impressiona. Nonostante il gioco non spinga affatto al massimo le potenzialità del sistema (Datura, lo ricordo, è un’esclusiva Ps3) si assiste a cali di frame ed a texture grossolane. Non si possono bocciare totalmente tutti gli scorci offerti dal prodotto, che a tratti sembra ben incarnare la misticità della foresta, che svolge dignitosamente il suo compito e che viene riprodotta accuratamente e con cura del dettaglio e della sensazione da trasmettere. Anche il sonoro tenta di coinvolgere e non “stecca” mai, ma purtroppo le location sono troppo povere e mal realizzate per riuscire ad immergere seriamente il giocatore. Un ulteriore sforzo si sarebbe potuto fare anche nella riproduzione del nostro alter ego virtuale: la mano che utilizzeremo per interagire è priva di braccio, in una sorta di brutta analogia con il simpatico Rayman della Ubisoft. Tirando le somme su Datura, questa recensione potrà sembrare esageratamente cattiva. In realtà però bisogna analizzare sempre quello che un prodotto deve offrire. Datura infatti non si propone come “giochino” da Move.

Non è uno Sport Resort o un altro qualsiasi titolo di solo movimento. Al contrario parte come prodotto impegnato che, sulla falsariga di molti altri in questi ultimi periodi, tenta di dare un’emozione, un coinvolgimento più intimo al giocatore. E lo fa con un’idea molto interessante: coinvolgere quest’ultimo anche con il fisico, con i gesti ed i movimenti. Il tentativo è nobile, e si spera che Plastic ci riprovi, con più determinazione e voglia. Ma bisogna anche capire che un gioco per essere “artistico” deve avere contenuti validi: trama, design grafico valido ed anche un gameplay semplice ma capace di farci immergere nella storia.  Certo, il prezzo è basso, ma si giustifica più per la bassa longevità: titoli come Journey, che si trovano più o meno nella stessa fascia, dimostrano come si possa fare di più.

Immagine anteprima YouTube

IN CONCLUSIONE
Datura è un gioco che nasconde un'idea interessante. Le idee però, anche quelle interessanti, devono essere portate a termine con più cura. Adesso speriamo che Plastic Studio impari dai suoi errori e ci riprovi con buoni risultati, perchè sicuramente ha piantato tutti i presupposti per farlo.
Pro-1
Un'avventura con il move in mano
5.5
Contro-1
Controlli farraginosi
Pro-2
Buon comparto sonoro
Contro-2
Trama piatta
Pro-3
Idea interessante
Contro-3
Graficamente non eccellente
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