Dead Pixels – Recensione
Con l’avvicinarsi della temuta fine del mondo gli allarmi riguardo un’epidemia che trasformi tutti in zombie si moltiplicano a ogni livello. E si prospettano tempi difficili dopo che un riversamento di rifiuti tossici contamina la rete idrica di una città, non ben precisata, causando il ritorno di coloro che sono morti e, per noi dalla pelle ancora calda, l’unica via di salvezza sarà una fuga disperata tra le vie lastricate di palazzi e non morti a tutto spiano. A prima vista eccessivamente minimale? Dead Pixels è un gioco semplice, concettualmente, ma incredibilmente duro. Un vero survival horror come non se ne vedono da tempo, a un prezzo eccezionale.
GLI SCHIZZACERVELLI
Se tutti coloro che mi tacciano come bizzarro perché propugno la necessità di iniziare a seppellire i morti a testa in giù e prevenire una ipotetica invasione di non-morti giocassero a Dead Pixels, non potrebbero che darmi ragione. Dead Pixels è, evidentemente, un gioco di zombie. Per essere più concreti è un ibrido tra uno sparatutto a scorrimento orizzontale e un survival horror in nuce. L’unico scopo dei giocatori sarà infatti salvare la pellaccia dalle orde di non-morti correndo inesorabilmente avanti e sparando a tutto ciò che, avvicinandosi verso il nostro alter-ego, ha come unica ragione di esistenza farci a pezzi, smembrarci, divorarci le viscere e le cervella.
E Dead Pixels vanta un appeal unico che farà sicuramente presa su tutti i videogiocatori dal palato più fino, forse a causa dello stile grafico ricercatamente retrò che si rifà al glorioso periodo 8-bit, ottimamente realizzato, che supporta su PC fino alla risoluzione 1920x1080p, o per la colonna sonora tutta chitarre elettriche dal facile tritono satanico assai evocativa e disponibile gratuitamente qui su Indie DB, più probabilmente per l’atmosfera disperata e senza via d’uscita che causa il continuo avanzare verso l’ignoto braccati da tutte le parti. O perché, sintetizzando, una sola azione caratterizza Dead Pixels: sparare all’impazzata.
Purtroppo per noi, quello di CSR-Studios è un titolo tosto e non sarà proprio possibile fare fuori tutti i morti che camminano e, per una sorta di malcelata ironia, il videogioco è dannatamente avido di munizioni così come prodigo di armi. Davvero crudele. Dead Pixels si sviluppa verso un’unica dimensione che è quella della sopravvivenza estrema, in breve, il nostro unico obbiettivo è avanzare, esplorare gli edifici abbandonati, raccogliere tutto ciò che riusciremo a trasportare (ma attenzione a non appesantirvi troppo) e rivendere tutto quanto per acquistare proiettili, proiettili, proiettili, proiettili e ancora proiettili che non basteranno proprio mai. Già dalle strade immediatamente successive a quelle iniziali gli zombie, caratterizzati per tipi e per abilità quali resistenza, velocità, ferocia, attaccheranno in mandrie dalle quali dovremo sfuggire utilizzando tutte le nostre abilità di corridori e slalomisti una volta finite munizioni e le granate.
Questo il cuore dell’Indie Game, una vera rivelazione, assai più profondo e complesso di quanto ci si potesse aspettare. Sarà essenziale soppesare attentamente ogni passo, dagli oggetti che decideremo di portare con noi, il peso degli stessi, fino a cosa tenere o cosa vendere, dove e a chi. Più di una volta, infatti, mi sono trovato appesantito e rallentato nella corsa folle contro il tempo, a causa del numero eccessivo di items rubacchiati qua e là, principalmente per colpa della mia brama di raccattare sempre tutto, andando ogni volta incontro a morte certa. Insomma Dead Pixels ha molto più da offrire di quanto sia immediatamente visibile ad una prima occhiata e invitiamo tutti i nostri lettori, i più amanti della macelleria sanguinaria e pulp, a non giudicare il titolo soltanto la grafica, comunque ricca di tocchi di classe quali l’effetto “pellicola” già visto in almeno un altro campione di assurdità quale The House of the Dead: Overkill, ma a provare con mano questo gioco semplice e frenetico perché i pregi di Dead Pixels, capace di conciliare angoscia e adrenalina pura, non sono immediatamente evidenti.
Anzi, senza esagerate, molti prodotti di fattura ben più pregiata dovrebbero prendere esempio da questo videogioco che riscopre le radici sadiche e snervanti del genere e si pone senza mezzi termini come uno dei migliori giochi Indie disponibile ultimamente su Steam. Se proprio si dovesse muovere una critica all’indirizzo della fatica di CSR-Studios bisogna evidenziare come più di una volta Dead Pixels faccia saltare i nervi e vi troverete morti a causa di una piccola distrazione o perché non si è calcolato a dovere il percorso adatto per farsi largo il più velocemente possibile tra gli zombi o a causa della scarsità delle munizioni… Ma questa è la lotta per la sopravvivenza, baby.
Ci sono gli zombie |
8 | Tecnicamente semplice |
E' divertente | Difficile | |
Anzi difficilissimo | ||
| CONTAGIOSO | ||