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Recensione
TESTATO SU PSVITA
11 febbraio 2013, 14:19
Dokuro
Dokuro mobile

Dokuro – Recensione

Game Arts poco meno di un anno fa, annunciò subito dopo il rilascio di Ragnarok Odyssey – sugli scaffali del nostro territorio dal prossimo 20 febbraio – un nuovo titolo per PlayStation Vita di nome Dokuro. Un puzzle platform a scorrimento bidimensionale come ne abbiamo visti molti in questa generazione, ma con un tocco di originalità e stile che hanno catturato da subito il nostro interesse. Il gioco è uscito il 6 luglio in Giappone sia in digitale che in retail, e a fine gennaio è giunto sui lidi europei del PlayStation Network al prezzo di 14.99€. Sebbene quella soglia psicologica dei dieci euro per i giochi in digitale sia stata superata, ci teniamo a sottolineare da subito come l’esborso monetario verrà ampiamente ripagato, rendendo credibile il fatto che in Asia sia stata rilasciata anche la versione pacchettizzata, che tra l’altro è provvista anche della lingua italiana per chi fosse interessato.

Dokuro 1

SAVE THE PRINCESS

Il gioco prende il nome del protagonista, una piccola e simpatica creatura scheletrica di nome Dokuro, al servizio del Signore Oscuro, il quale s’invaghisce di una principessa e la rapisce con l’intento di sposarla. Chiusa in una cella della prigione, la bionda fanciulla viene liberata da Dokuro, impietosito dalla sua tristezza. Da lì avrà inizio l’avventura che avrà lo scopo di condurre la principessa sana e salva fuori dal castello. Premessa alquanto classica ma che regalerà qualche spunto originale soprattutto quando ogni nodo arriverà al pettine, con una dedica finale molto sentita da parte di PonKotz Troops, il team di sviluppo.

Dokuro tuttavia sarà invisibile agli occhi della principessa, almeno fino a quando non entrerà in possesso di una pozione magica che lo trasformerà in un ikemen, un aitante principe azzurro. Trasformazione che avrà un tempo limitato – attivabile tramite un doppio tap sul touch screen oppure con il dorsale destro – ben visibile dallo svuotarsi dell’ampolla nell’angolo in alto a destra, ricaricandosi poi in modo automatico e piuttosto velocemente. La possibilità di trasformarsi interviene in modo attivo nel gameplay: Dokuro può vantare buone abilità acrobatiche grazie al suo doppio salto ma è debole fisicamente contro le creature che popolano l’oscuro castello ed è lì principalmente che la metamorfosi accorrerà in aiuto. Il principe non può fare grandi balzi ma può servirsi delle stoccate di spada per eliminare gli avversari e può portare in braccio la principessa, un elemento che diverrà prezioso nel corso del gioco. Sì, perché la principessa andrà sempre avanti, incurante del pericolo, salvo non avere un appoggio sul quale non poter posare i suoi piedi.

LAVORO DI MENINGI

Il gioco si compone di livelli, ognuno dei quali rappresenta una parte del castello che dovremo far superare alla principessa. Ciascuno di essi è a sua volta composto da dieci schemi, ovvero stanze dalla piccola grandezza che chiedono tendenzialmente meno di due minuti per essere superate a patto di capire velocemente il modo di far strada alla principessa. I titoli di coda li abbiamo visti dopo aver speso poco meno di 16 ore, una longevità davvero ottima rapportata al costo del pacchetto. Una durata che è fortunatamente supportata da un grandissimo lavoro di level design che rende mai monotona e ripetitiva la progressione di gioco. La componente predominante di Dokuro è sicuramente quella puzzle, la parte in cui dovremo spremere le nostre meningi per cercare di creare un passaggio sicuro in modo che la principessa raggiunga l’altra estremità di ogni stanza. Essenzialmente si tratta di spostare blocchi di pietra o di legno, aprire passaggi ostruiti da colonne di pietra usando degli esplosivi evitando spuntoni e le creature oscure. Il gameplay di base viene arricchito in modo graduale da nuovi elementi, nella fattispecie tre gessetti, intercambiabili con il dorsale sinistro il cui uso è delegato al touch screen, che possono legare una sfera di roccia a una corda rotta (gessetto bianco), oppure creare una micca per far detonare un esplosivo (rosso) o ancora, allagare alcune parti della stanza in modo da portare su elementi che possono essere utili alla nostra progressione (gessetto blu). E non finisce qui. Infine ci sono anche delle monete da raccogliere, una per ogni schema, che aumentano sicuramente la rigiocabilità di ogni stanza. Abbiamo terminato il gioco con più di 120 monete, quasi tutte insomma, e spesso succede che sbloccare il passaggio alla principessa escluda l’accesso alla moneta, prolungando un bel po’ la permanenza in ogni singola stanza.

La longevità è sicuramente uno dei pregi del gioco, ma lo è ancora di più grazie al level design costruito dagli sviluppatori. Dobbiamo dire che non vi sono punte di eccellenza nei puzzle proposti, ma quello che sbalordisce è il costante standard qualitativo che viene offerto. L’esperienza di gioco è frutto di un lavoro certosino nel level design che alterna in modo efficace le fasi puzzle a quelle platform – quest’ultima nei livelli finali sarà più presente – a scontri con i boss. Anche su questi ultimi possiamo muovere la critica di non regalare grosse punte di soddisfazione una volta battuti, ma i combattimenti sono comunque piacevoli e richiedono come sempre un minimo di studio dei pattern d’attacco. Tutto questo lavoro coinvolge anche la curva di difficoltà del gioco che si assesta su livelli buoni ma non alti, adattandosi a qualsiasi tipo di utenza che abbia un minimo di confidenza con il genere. La fase platform non richiede grosse abilità fatta eccezione di alcune occasioni, quella puzzle è sicuramente la più esigente ma niente di insormontabile una volta capiti alcuni meccanismi. Il gioco, per forza di cose poggia un po’ sulla meccanica del trial and error, in alcune aree infatti sarà necessario capire l’ordine con cui spostare determinati blocchi e il tutto senza il benché minimo checkpoint. Una scelta che in ultima analisi ci trova d’accordo perché partecipa ad alzare la difficoltà complessiva di una spanna, senza però essere eccessiva e frustrante. Le stanze come detto sono piccole e la curva di difficoltà è un continuo sali e scendi. A ogni decade di stanze la difficoltà si resetta, anche perché quasi ogni livello presenta un nuovo elemento di gioco con cui confrontarsi.

SI TORNA ALLA LAVAGNA

Lo stile del gioco è sicuramente uno dei primi aspetti che ha stuzzicato l’appetito: il character design di protagonisti e nemici,  e le dissolvenze, rimandano chiaramente a illustrazioni fatte su una lavagna, con la perenne bicromia bianco/nero che dominerà lo schermo di PS Vita dall’inizio alla fine. Proprio su quest’ultimo punto ci soffermiamo un attimo, sottolineando come durante le nostre sedici ore di gioco non ci sia pesato eccessivamente questo stile bicromatico, attenuato dal  colore del fuoco, dai biondi capelli della principessa e dalla radiosa aura blu del principe. Tuttavia avremmo preferito un maggiore dettaglio e varietà negli elementi a sfondo che compongono in modo coerente le stanze del castello in cui ci troviamo. La colonna sonora è piacevole, svolge bene il suo lavoro portando all’orecchio dell’utente una buona varietà di temi in linea con lo stile della produzione, nessuno di questi lascerà però il segno, sia in positivo sia in negativo.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Il team di Game Arts ha svolto un lavoro davvero egregio sotto il profilo contenutistico e qualitativo. Di giochi indipendenti che appartengono allo stesso genere se ne sono visti molti in questa generazione e Dokuro è sicuramente uno dei più alti esponenti di essi. I possessori di PS Vita possono quindi attingere al lavoro svolto da PonKotz Troops per passare dieci o più minuti con un puzzle platform dal level design accurato che mantiene uno standard buono in maniera costante. La progressione di gioco è sempre piacevole bilanciando bene la fase platform con quella puzzle che difficilmente verrà a noia al giocatore, al contrario di uno stile bicromatico che a lungo andare potrebbe invece annoiare. Il prezzo di 14,99€ non deve spaventarvi, perché vi perdereste un’altra perla del catalogo digitale di PS Vita.
Pro-1
Level design buono per tutta la durata del gioco...
8.5
Contro-1
... ma manca di spunti che alzano il livello verso l'alto
Pro-2
Fase puzzle e platform si alternano ottimamente
Contro-2
Lo stile bianco/nero può annoiare
Pro-3
Impegnativo il giusto
DILIGENTE
COMMENTI