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Recensione
TESTATO SU PS3
17 luglio 2012, 8:30
Dungeon Twister
Dungeon Twister mobile

Dungeon Twister – Recensione

Eccoci di fronte alla versione digitale di un gioco da tavolo che definire strategico è un eufemismo. Parliamo di Dungeon Twister, un bluff, scacchistico-strategico di origine francese le cui meccaniche da Dungeon & Dragons sono state ottimamente applicate all’utilizzo del controller. Infatti il gioco mantiene perfettamente il suo stile cervellotico, proponendoci un gameplay nel quale, per spuntarla, dovremmo fare completo affidamento sulle nostre abilità calcolatrici e analitiche, in un mix tra combattimenti strategici e risoluzioni di puzzle con l’obiettivo di facilitarci la strada verso la vittoria.

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PRIMI PASSI…

Se non avete già acquisito dimestichezza con la versione cartacea di questo gioco da tavolo pericolosamente strategico, capisco come ben presto ci si possa trovare in difficoltà nell’affrontare una così complessa esperienza di gioco, ardua all’inverosimile a causa dell’infinità di stretegie applicabili sul campo. Tuttavia non bisogna preoccuparsi, in quanto all’interno del titolo è disponibile un esaustivo corredo di 20 tutorial atti a spiegare in maniera impeccabile ogni elemento da cui il gioco è contraddistinto, ed altrettanto abile nel piantare solidamente alla nostra memoria tali concetti tramite l’utilizzo di immagini e di esempi che, di volta in volta, darà modo a noi stessi di sperimentare.

Le partite possono essere disputate solo tra due giocatori, non di più, e l’obiettivo da conseguire è molto semplice: accumulare 5PV (punti vittoria). L’unica complicazione sta nell’infinito numero di modi per ottenere i fantomatici PV, i quali però si riconducono sostanzialmente a due macrogruppi: la fuga o l‘uccisione, e nella frastagliatissima composizione del terreno da gioco, composto da un indeterminato numero di stanze labirintiche costituiti ognuno da 25 caselle. Questi, disposti come nell’immagine sottostante, fungono da ostacolo per il conseguimento del primo dei due obiettivi, la fuga, che consiste nel portare dall’altro lato della mappa (cioè quello da cui partono le pedine avversarie) le proprie pedine, al fine di ottenerne, da ognuna, un prezioso PV. Muri, fossati, barricate, rotori e nemici in cerca di vittoria costituiscono l’infernale panorama al quale il nostro cervello dovrà trovare una soluzione.

LE COSE SI COMPLICANO…

Mano a mano che faremo fuggire i PG, la nostra squadra diventerà sempre meno popolosa, e sul campo dovremmo affrontare particolari difficoltà. Una seconda maniera per ottenere PV è infatti proprio l’uccisione di una pedina avversaria per mano di un nostro PG, attraverso un combattimento che verrà giocato in relazione ai punti attacco e difesa delle pedine in conflitto. Attenzione quindi a rimanere in pochi, non solo perché il numero fa la forza, ma anche perché ognuno dei nostri PG disporrà di qualità uniche della cui assenza potremmo pentirci. C’è ad esempio chi può attraversare i fossati semplicemente passandoci sopra (Ladra, Mago), o chi può abbattere le barricate (Guerriero), chi può rigenerarsi dopo un combattimento (Troll), chi può curare i feriti in battaglia (Chierico), chi può attraversare i muri (Passa-Muri), e chi può girare le stanze nel verso contrario a quello stabilito (Mechanork).

Padroneggiare tutte queste abilità sarà fondamentale per la vittoria, ancor di più se consideriamo che per poter compiere ognuna di questa azioni in maniera equilibrata gli ideatori hanno pensato ai punti azione, che ci saranno limitati in maniera diversa ogni turno, e una differente velocità di passo per ogni pedina. Come se non bastasse, a voler mettere ancora più carne al fuoco in un cervello già bello e cotto per l’estremo livello di calcolo che il gioco richiede, sul terreno di gioco avremo anche la presenza di particolari oggetti, i quali potranno essere utilizzati o addirittura spostati (per evitare che li prenda un avversario o per trasportarli verso un’altra nostra pedina) ovunque sia possibile.

FACCIAMO UNA PANORAMICA…

Nonostante probabilmente alcuni di voi avranno già le idee abbastanza confuse, quella da me elencata è solo una superficiale panoramica delle regole base del gioco, ma credo riescano a rendere bene l’idea di quanto questo titolo sia particolarmente indicato per gli amanti di giochi tattici e mentali come gli scacchi. Poco ha infatti da offrire a una mente pigra, in quanto un comparto audio davvero deleterio ed una modellazione dei personaggi così profondamente discutibile, non potranno certo essere apprezzati da chi non ricerca questo tipo di sfida. La grafica tuttavia, nonostante la sua superficialità, centra in pieno il suo ruolo da contorno, in quanto non sarebbe in realtà possibile immaginare delle texture più dettagliate in un gioco che richiede concentrazione su un altro tipo di elementi su schermo; e quindi  una grafica elementare diventa in questo caso un vantaggio. Molte ore potrebbero essere dedicate al gioco da parte dei fan, ma davvero poche da chi sente troppo pesante l’impresa, tanto che potrà sembrarvi faticoso anche lo stesso completamento del tutorial.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Il gioco è lento e noioso, nonostante meriti comunque un plauso per l'essere riuscito a creare una formula dove la componente "fortuna" si eclissa quasi del tutto, e lo è proprio perché le vie strategiche perseguibili dalla ragione sono talmente tante che nel giocarlo difficilmente potremmo davvero prendere in esame tutte le possibilità, e quindi giocheremo inevitabilmente un po' "a caso", rovinando l'esperienza e precipitando nella noia. Quanti di noi sono davvero disposti a compiere tale sforzo?
Pro-1
Ottima trasposizione digitale di uno dei giochi più cervellotici mai ideati
7.0
Contro-1
Al vostro cervello non sarà permesso riposo
Pro-2
Esaustivi tutorial di introduzione alle meccaniche di gioco
Contro-2
Assenza della modalità multiplayer in locale
Pro-3
Meglio di un More Brain Training!
Contro-3
Modellazione dei personaggi ed audio esageratamente sottotono
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