F-Zero (Virtual Console) – Recensione
Quando nel lontanissimo 1992 il Super Nes arrivò sui nostri scaffali non erano molti i giochi presenti nella line-up di lancio. Oggi sembrerebbe inconcepibile, ma in un’era in cui i giocatori erano molto meno pretenziosi la console Nintendo approdò con soli tre titoli: Super Mario World, F-Zero e PilotWing. Se Super Mario è conosciuto da chiunque, destino diverso fu riservato a F-Zero, franchise che per quanto estremamente apprezzato dai fan fu sempre considerato secondario dai grandi capi Nintendo.
Agli inizi dei gloriosi anni ’90 F-Zero era rivoluzionario, con un finto 3D che sfruttava, con il mode 7, un senso di velocità mai provato prima ed una colonna sonora al top. A distanza di quasi ventuno anni, F-Zero torna sui nostri schermi e sui mini schermi dei nostri GamePad Wii U. Sarà invecchiato bene?

Ambientato in un lontano futuro dove i popoli delle varie galassie si spostano e commerciano liberamente tra di loro, la noia regna sovrana. Alla ricerca di nuovi sistemi di intrattenimento, alcuni potenti industriali si ricordarono delle vecchie gare di Formula 1 e sul modello di queste competizioni organizzarono un campionato interstellare dove piloti di tutti l’universo si sarebbero sfidati su circuiti di diversa natura per stabilire chi fosse il più veloce. F-Zero si è conquistato il favore dei fan grazie a un gameplay per i tempi rivoluzionario: con un finta visuale 3D, quattro monoposto si confrontavano su tortuosi circuiti a velocità inimmaginabili. A rendere interessante la sfida ci pensava, oltre alla complessità di un level design molto curato, una CPU estremamente agguerrita in grado di tenerci in tensione fino all’ultimo istante di gara, sia incollando gli avversari al nostro baule, sia facendo comparire navicelle color senape lungo tutto il percorso con il solo intento di rallentarci. Altra interessante novità introdotta fu la barra della potenza dello scudo, difatti andando fuori dal circuito o sbattendo contro una navicella avversaria questa calava vistosamente e, una volta raggiunto lo zero, la gara finiva. Le nostre monoposto erano dotate di un minimo di capacità di rigenerare la barra del power anche se l’unico sistema veramente efficace consisteva nell’attraversare una specie di pit stop situato vicino alla griglia di partenza. A confermare l’idea di una battaglia più che di una gara, il gioco premiava un comportamento aggressivo: speronare un avversario per spingerlo contro le barriere elettrificate poteva essere una mossa vincente per ostacolare gli avversari più ostici. Altro elemento di spicco fu una colonna sonora entusiasmante, con brani da ascoltare a tutto volume e in grado di dare la giusta carica alla gara. Guardare oggi la grafica fa una certa impressione, gli sfondi e tutti gli elementi di contorno bidimensionali potrebbero non andare incontro ai gusti di chi, per ragioni di età, non ha vissuto quella generazione videoludica, però venti anni fa vedere gli spoiler delle navicelle muoversi, seguendo la loro inclinazione, bastava ad infiammare gli animi dei giocatori e, del resto, ancora oggi le animazioni risultano piacevolmente fluide.
Come accennato prima, il gioco sfrutta il Mode 7, ossia un sistema che permette il ridimensionamento e la rotazione delle texture di superficie piane. Esso, se sapientemente utilizzato, permette di generare mondi immersivi e creare un senso di 3D senza in realtà elaborare poligoni. Il Mode 7 è stato usato da molti altri giochi estremamente famosi, tra cui Contra 3, Demon’s Crest e Mario Kart, e F-Zero si può considerare un precursore. Oltre alla visuale, i due giochi condividono anche parzialmente i controlli: con i tasti L e R si controllano le derapate necessarie per prendere le curve a tutta velocità.
F-Zero ci propone quindici circuiti suddivisi in tre leghe composte da cinque tracciati ciascuna. Ogni lega si differenza per la difficoltà del percorso, oltre a questo è presente un selettore con tre livelli di difficoltà più il livello Master, sbloccabile dopo aver completo tutto in Expert. Per quanto si possa dire di praticamente tutti i racing game, la vera sfida di F-Zero deriva dal time attack: solo imparando alla perfezione tutti i circuiti e trovando il modo per eseguirli alla perfezione si ottiene il massimo del divertimento e la massima soddisfazione. I protagonisti di queste gare sono quattro e altrettante sono le loro vetture tra cui potremo scegliere. Il primo è Captain Falcon, famoso per essere apparso anche nella serie Smash Bros. Falcon siede alla guida della Blue Falcon, vettura che mediamente ha i parametri più alti. Il Dottor Stewart e la sua Golden Fox, monoposto color giallo dalla grande accelerazione e velocità nel riparare i danni, ma carente nella velocità massima. Pico e la Wild Goose, vettura lenta a ripararsi e con poca accelerazione ma con una velocità massima molto alta. Per ultimo, Samurai Goroh, leader di una gang siede sulla Fire Stingray, monoposto simile a quella di Pico con bassi valori di accelerazione e riparazione ma velocità massima più alta di tutte le altre.
Se vogliamo muovere una critica al gameplay di F-Zero dobbiamo menzionare la mancanza di un multiplayer anche locale: se originariamente era comprensibile, visto che era uno dei primi titoli arrivati su una nuova console, oggi sarebbe costato veramente poco inserire una modalità split-screen. Rispetto alla versione originale però un paio di piccole migliorie sono state apportate, adesso si può salvare la partita e non è più necessario completare tutte le piste di un campionato di fila, inoltre la grafica ha subito un lieve adattamento e il gioco si muove a 60 Hz e non 50, come accaduto sullo SNES. Nonostante questo non possiamo certo parlare di emulazione a regola d’arte, abbiamo riscontrato saltuari sfarfallii che rovinano l’esperienza di gioco. Altro fattore incomprensibile sono le bande nere a lato dello schermo, sia sulla TV che sul GamePad, e pensiamo che adattare la risoluzione sarebbe stato un lavoro da poco.
Sul GamePad si gioca benissimo |
7.5 | Otto euro non sono pochi per un gioco vecchio 21 anni |
Gameplay ancora valido | La CPU imbroglia | |
Odiose bande nere e saltuari difetti grafici | ||
| 500 KM/H DI DIVERTIMENTO | ||