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Recensione
TESTATO SU PC
15 gennaio 2013, 8:46
Forge
Forge mobile

Forge – Recensione

E’ tempo di rischiare nel mondo del gaming o, almeno, in quello indipendente che vede con costanza l’arrivo di nuovi titoli su Steam e non solo. Forge fa parte di questa speciale categoria, per così dire, vuoi per il genere, vuoi per il prezzo che al momento non è ancora ben proporzionato a quanto il gioco riesce ad offrire, perché ancora carente di contenuti che pian piano andranno ad aggiungersi. Del resto, chi non risica non rosica, così dice il proverbio e Forge qualcosa da dire, anche se rischiando, lo ha mostrato eccome…

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LA STORIA DI UN PROGETTO AMBIZIOSO

Forge rispetta appieno il carattere col quale un gioco indie spesso si presenta sui palcoscenici che contano: semplicità di idee, trama pressoché inesistente e tanto sano divertimento. Tutto ciò, proponendo un sistema di gioco che unisce le peculiarità del gioco di ruolo a quello tipicamente action, che a loro volta si fondono con un sistema di gioco tipico dei MMO: tanti giocatori in ogni match, soltanto online! Forte dell’approvazione ottenuta su Steam Greenlight, grazie ai voti della community, Dark Vale Games non ha di certo perso tempo nella creazione e stesura di trame particolareggiate o d’effetto, cosa che per un prodotto del genere risulta essere, tra l’altro, anche fine a se stessa. Ne troviamo appena un accenno: il Divoratore, una terribile creatura, ha inghiottito il pantheon degli dei che, a loro volta, hanno elaborato un inganno nei confronti dei più grandi guerrieri esistenti, costringendoli a lottare in un mondo di cui si conosce il sol nome: il Forge. Quest’ultimo è realizzato appositamente per fare in modo che gli scontri risultino premiare solo e soltanto i guerrieri più forti, in modo che i più deboli possano cadere, quindi accrescere i poteri degli dei. Niente di eccezionale e, a pensarci bene, è qualcosa di cui avremmo anche fatto volentieri a meno, ma serve giusto come pretesto per iniziare a menare le mani, si fa per dire, contro altri giocatori sparsi in tutto il mondo.

Le classi tra cui scegliere sono ben cinque e rispecchiano quelle già viste in altre produzioni, nel caso vi aspettavate qualche tocco di originalità in tal senso rimarrete quindi delusi. Dallo sciamano all’assassino, dall’esploratore al piromante, concludendo col guardiano. Ognuno di essi garantirà varietà al gameplay grazie alle mosse da poter eseguire durante gli scontri: lo sciamano è quello che adotta tattiche perlopiù di difesa e che ha la possibilità di curare i propri compagni; l’assassino può eseguire azioni furtive e sfruttare particolari mosse per apparire, dal nulla, dietro le spalle del nemico. L’esploratore è forte negli attacchi a distanza ed il Piromante è privilegiato negli scontri dove l’uso di fuoco e magia possono far la differenza. Quindi, il guardiano coi suoi micidiali attacchi a corto raggio chiude la lista dei cinque, con cui sarà possibile prendere dimestichezza dei comandi e degli attacchi tramite un esaustivo tutorial iniziale che consigliamo a tutti per comprendere al meglio le meccaniche di gioco e le abilità (anche se son classiche) che ogni classe concede al videogiocatore. E poi basta, c’è solo da guadagnare esperienza in scontri online, all’interno delle mappe di gioco finora disponibili, per alzare il proprio livello (99 quelli presenti) che ci consentirà anche di modificare parametri per potenziare il nostro personaggio.

Tutto questo, scegliendo tra un classico deathmatch, un Capture the Relic (tipico cattura bandiera) e una modalità King of the Hill che affianca quella Arena, nella quale non è previsto respawn in caso di morte e che di certo rappresenta l’alternativa migliore per chi fa della competizione seria un suo pallino. Particolare la possibilità di poter saltare sui muri, che aggiunge un tocco di classe in più durante i combattimenti; tuttavia, questa azione prima di essere eseguita con precisione chirurgica richiede un po’ di pratica. Infine uno degli aspetti più importanti per un gioco del genere: il design delle mappe e la stabilità dei server in generale. Seppur poche per ora, le mappe di Forge hanno dimostrato un design semplicemente ottimo e tutte concedono al giocatore un sacco di approcci, differenziati sia a seconda della classe scelta, sia delle piattaforme e delle scorciatoie che le mappe contengono al loro interno. Inoltre, lo svilupparsi del combattimento anche in verticale (vedi i salti di cui parlavamo poc’anzi, NdR) servono per dare maggior enfasi alle fasi di gioco che, altrimenti, potrebbero apparire un po’ più piatte. Riguardo i server c’è poco da dire: considerando che il matchmaking funziona in modo degno ma non perfetto, il problema principale riguarda quello del numero di giocatori che potrete trovare. Nei nostri match di prova non siamo quasi mai andati sopra i quattro partecipanti, il che rappresenta la minaccia numero uno nei piani di conquista del mondo dello sviluppatore indipendente; di conseguenza, i server non possono che funzionare alla grande, con così poco carico.

SI PUò VIVERE DI SOLO PvP?

Forge non delude, né lascia estasiati, anche nel comparto tecnico che nella sua totalità mostra buone cose, pur se con pochi alti e tanti bassi. Al momento è difficile pretendere di più, visto che il team di sviluppo è al lavoro anche su alcuni aspetti che andranno a migliorare fluidità e prestazioni anche su macchine non proprio all’avanguardia a livello di hardware. Nonostante questo, i personaggi presenti hanno tutti uno stile accattivante, ma sono in generale le animazioni a deludere, che probabilmente verranno completamente riviste e migliorate di qui a breve. Dal punto di vista sonoro, al contrario, il lavoro svolto da Dark Vale Games è soltanto sufficiente, anche se bisogna riconoscere quanto poco importante sia in un gioco del genere.

La domanda alla base di tutto, però, è: Forge può vivere solo di PvP, considerando che si tratta pur sempre di un titolo indipendente ancora poco conosciuto? Diciamo che il rischio principale che il team di sviluppo s’è voluto accollare è stato proprio quello di proporre una modalità di gioco non apprezzata da tutti e, per di più, facendolo con un prodotto nuovo e che a livello di richiamo commerciale è come se non esistesse. Tuttavia, le aggiunte promesse son corpose: si parla di nuove modalità e mappe, di ulteriore personalizzazione e di un sistema di crescita più profondo, ma anche di gilde e tante altre chicche che se implementate a dovere potrebbero giustificare tutti gli euro richiesti, oggi, per un prodotto che ha ancora un grosso potenziale da poter sfruttare, ma che ha bisogno di crescere e di irrobustirsi un bel po’, prima di poter ambire al grande successo e dichiararsi pronto per affrontare ed ospitare una grande schiera di appassionati videogiocatori. In ogni caso, per rimanere sempre informati sulle aggiunte che da qui a qualche tempo arriveranno, vi consigliamo di tenere giornalmente sott’occhio il sito ufficiale del gioco e la pagina Steam dedicata.

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IN CONCLUSIONE
Forge è un prodotto interessante che potrebbe imporsi in maniera egregia tra i titoli only PvP se verranno portati a termine i lavori che lo stesso sviluppatore ha promesso. A testimonianza delle solide basi su cui il tutto poggia, un divertimento esaltante durante ogni scontro e match, anche se un codice ancora non del tutto pulito e la scarsità di players potrebbero limitare l'interesse di molti videogiocatori su questo prodotto. Il miglior auspicio per questo 2013 è quello di vederlo presto in versione completa e definitiva, cosi ché la schiera di amanti del genere abbia un numero di contenuti ragguardevole su cui passare i propri momenti liberi e di svago. Spesso, la differenza tra un piccolo ed un grande successo passa per i piccoli dettagli e particolari, quelli che speriamo gli sviluppatori aggiungeranno.
Pro-1
Divertente...
7
Contro-1
... Ma incompleto!
Pro-2
Mappe e classi di gioco ottime
Contro-2
Carenza di giocatori online
INCOMPLETO MA PROMETTENTE
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