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Recensione
TESTATO SU X360
26 marzo 2012, 16:15
I Am Alive
I Am Alive mobile

I Am Alive

Dopo un periodo di lavorazione tra i più tormentati, un cambio di rotta e passaggi di mano fino ad arrivare quasi ad una cancellazione del titolo possiamo finalmente mettere le mani su I Am Alive. Grazie a Ubisoft Shangai il gioco rimane in vita e dal 7 marzo 2012 finalmente, pad alla mano lo abbiamo giocato. Disponibile su Xbox Live dal 7 marzo e successivamente dal 4 aprile, anche per Playstation Network.

Il plot narrativo dell’ultimo lavoro della Software House di Shangai non è troppo complesso o fantasioso. Vestiremo i panni di un sopravvissuto senza nome, in cerca di moglie e figlia dopo che un incredibile terremoto li ha divisi. Il terremoto, di proporzioni bibliche, ha devastato tutta la terra e lasciato i superstiti a lottare tra loro nel nuovo mondo dominato da macerie che un tempo erano splendenti città. Nel gioco non troveremo mostri o situazioni al limite dell’immaginazione, ma solo il dramma di uno scenario apocalittico, dove i temi adulti come la disperazione e la lotta per la sopravvivenza hanno trasformato alcuni dei superstiti che andremo a incontrare. Inizieremo con una ricerca disperata nel cuore della città ormai distrutta, nel tentativo di ricongiungere il protagonista con la sua famiglia, cercando innanzitutto di sopravvivere ai gruppi di banditi che non esiteranno ad uccidere un proprio simile per un po’ di cibo o acqua.

La continua ricerca e la lotta per la sopravvivenza ci porteranno in un viaggio personale all’interno dei pensieri che si fanno strada nella mente del protagonista e che vanno dalla tristezza alla speranza fino ad un finale inaspettato e commovente.

TRA POLVERE E PERICOLI

L’avventura ha inizio con il protagonista giunto alle porte della città dopo un viaggio molto lungo che l’ha portato dalla da una costa all’altra degli Stati Uniti. Ci troveremo nei pressi di un ponte, in parte crollato, che ci divide dal centro città. Un semplice tutorial ci introdurrà in una delle principali meccaniche di gioco e ci mostrerà le prime azioni per muoversi al meglio tra le macerie e i loro effetti sulla barra dell’energia posta in alto sullo schermo. Azioni, quali il saltare, il correre, l’ arrampicarsi e il restare appesi, consumeranno la barra dell’energia che, una volta esaurita, lascerà il nostro alter ego senza forze. La barra, fortunatamente, può essere ricaricata in un punto sicuro o tramite acqua e cibo che saranno presenti, seppur in scarsa quantità. Vi è inoltre la possibilità di compiere uno sforzo fisico una volta esaurita l’energia, premendo rapidamente il grilletto destro che ci darà alcuni secondi disponibili per trovare un appiglio sicuro, seppur riducendo poi la quantità di energia di cui potremo disporre in un secondo momento.

Man mano che avanzeremo nel corso del gioco, troveremo di fronte scalate sempre più impegnative e complesse: a questo punto sarà d’aiuto il ritrovamento e l’utilizzo di alcuni oggetti come il cibo, i chiodi da scalatore con cui riposarci durante la scalata o un rampino che si rivelerà indispensabile per proseguire attraverso ampi crepacci per raggiungere delle zone sicure apparentemente non raggiungibili. Una volta raggiunto il centro città, si apre una parte esplorativa resa più semplice grazie anche ad una mappa dove verranno segnati man mano gli obiettivi da raggiungere, i vari ostacoli che interrompono il cammino e l’interazione con altri personaggi. Incontreremo infatti altri sopravvissuti come noi: alcuni avranno bisogno d’aiuto o ci chiederanno di svolgere determinate azioni, altri saranno più ostili, altri ancora, impauriti, si limiteranno a minacciarci e diventeranno pericolosi solo se li avvicineremo troppo, alcuni, invece, saranno veri e propri banditi che non esiteranno ad attaccare. Una volta trovati i primi gruppi di nemici dovremo fare i conti con scontri, realizzati in modo diverso, in termini di gameplay, rispetto a quanto finora visto in altri titoli. A disposizione avremo innanzitutto un machete, poi una pistola che sarà, per la maggior parte del tempo scarica o con pochissimi proiettili e, più avanti, anche un arco con alcune frecce.

I combattimenti sono realizzati in modo da far pensare il giocatore, che dovrà cercare una strategia per poter salvare la pelle. Una volta incontrato il gruppo di nemici potremo far alzare le mani al protagonista, in questo modo ci renderemo apparentemente inoffensivi e guadagnare tempo ( seppur poco) in attesa di aver deciso la strategia da adottare, poi dovremo lottare per la vita. Una volta fatto avvicinare l’ostile più aggressivo, potremo colpirlo all’improvviso con il machete dopo di che saremo costretti a vedercela con i restanti nemici che saranno pronti ad attaccarci. Usare una pistola ,anche scarica, in questi istanti salva la vita, infatti, puntandola contro i nemici, li fermerà spaventandoli momentaneamente e li costringerà a indietreggiare per esempio fino al bordo di un baratro per farli cadere con la pressione di un tasto. Ma attenzione, anche qui il tempo è sempre limitato, se saremo senza proiettili il bluff o la finta durerà solo fino ad un certo punto, dopo di che i nemici perderanno la pazienza e tenteranno un attacco. Un’arma primitiva come l’arco invece si rivelerà molto utile per eliminare i nemici lontani in modo silenzioso, colpendoli di sorpresa per poi eliminare i restanti utilizzando la pistola o il machete.

Gli scontri verranno ulteriolmente complicati da nemici dotati di corazza protettiva, che dovranno essere eliminati effettuando tiri di precisione colpendoli in testa o in zone del corpo scoperte oppure dai leader che, se eliminati per primi, porteranno gli altri nemici alla resa. Oltre ai pericolosi nemici umani, dovremo fare i conti anche con un nemico naturale: la polvere nociva che si è innalzata dai detriti che hanno ricoperto le strade della città di Havenpot in seguito al terremoto. In queste situazioni la coltre polverosa non permetterà di rimanere a lungo in strada e stancherà velocemente il protagonista, limitando anche il campo visivo.

È’ necessario quindi, prima di scendere tra le strade invase dalla coltre nociva, studiare al meglio il percorso da seguire, procurarsi oggetti utili per resistere il più possibile tra la polvere e cercare eventuali posizioni sicure dove sarà possibile ricaricare la barra dell’energia, per poi riprendere il cammino e uscirne indenni. Sbagliare tattica negli scontri o strategia di scalata provocherà, quasi sicuramente, la morte del protagonista. Fortunatamente  a disposizione ci sono un limitato numero di videocamere che, in parole povere, sono le possibilità che il giocatore avrà di ricominciare un determinato checkpoint. Una volta esaurite le videocamere bisognerà ricominciare dall’inizio del capitolo. Al livello standard di difficoltà avremo a disposizione tre videocamere per poter ricominciare, ma è possibile prenderne altre, aiutando alcuni superstiti o trovandole esplorando gli ambienti di gioco. Per i giocatori che vogliono una sfida in più c’è in aggiunta la difficoltà denominata “Sopravvivenza”, dove avremo un più limitato numero di” riprova”, cibo, munizioni e oggetti utili. Questa modalità complica notevolmente ogni situazione di gioco, ma “l’impresa” permetterà di completare al 100% la lista di obiettivi/trofei.

UN LAVORO ANCORA UN PO’ GREZZO

Il comparto visivo in generale appare appena sopra la sufficienza, il frame rate si assesta sui 30 fps anche se a volte si percepisce qualche calo. I modelli poligonali dei personaggi e del protagonista non sono niente di eccelso e rimangono sotto la media dei titoli presenti nel mercato odierno. Le ambientazioni sono ben curate e suggestive, ma mancano, in alcune parti di dettagli e le texture, nascoste fin troppo dalla coltre polverosa rivelano una mancanza generale del comparto grafico. Nonostante la poca varietà di colori degli ambienti, che rimangono tendenti al grigio, le ambientazioni realizzate dagli sviluppatori risultano affascinanti e ispirate.

Il comparto audio è piuttosto ripetitivo, ma accompagna le situazioni di gioco in maniera egregia, il doppiaggio è in inglese con i sottotitoli in italiano. Passiamo ora alle note dolenti! Nonostante il buon lavoro della Software House di Shangai, I Am Alive, in più occasioni, mostra alcuni limiti, forse dettati dal tipo di formato e dal budget molto limitato destinato al progetto. L’esplorazione, seppur non troppo limitata ad un corridoio dritto, rimane per lo più legata alle scelte create dagli sviluppatori mentre il tipo di gameplay, appare perdersi così come la trama nella seconda metà di gioco, nonostante il finale colga di sorpresa il giocatore.

Animazioni come il dondolamento con il rampino, le azioni di attacco e gli effetti del sangue dei nemici restano poco realistiche e mostrano, in tutto e per tutto i limiti più evidenti. A dispetto di alcune pecche ben visibili anche ai meno esperti, consiglio assolutamente l’acquisto di I Am Alive in quanto si rivela, a conti fatti, un buon titolo che si differenzia dalla massa, grazie al coraggio di provare nuove idee di gioco, alla atmosfera adulta in accoppiata alla ambientazione post-apocalittica.

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IN CONCLUSIONE
I Am Alive rappresenta un buon tentativo, che si rivela nel complesso positivo. Un survival che immerge il giocatore in una situazione post apocalittica reale, piena di ostacoli e pericoli. Nonostante lo scarso comparto grafico, I Am Alive si lascia giocare senza troppi problemi, grazie ad un gameplay da vero survival in accoppiata ad alcuni esperimenti di gameplay ben riusciti. Il giocatore dovrà sempre stare allerta tra esplorazione, scalate e incontri con i sopravvissuti, situazioni nelle quali si celano sempre pericoli. Se volete provare qualcosa di diverso dal solito, I Am Alive fa al caso vostro e il prezzo ridotto di 14 euro – 1200 Microsoft Points, fa la sua parte. In sintesi, tralasciando alcuni limiti, il lavoro di Ubisoft Shangai, nel complesso, è da ritenersi positivo, grazie ad una buona costruzione degli scenari, al gameplay innovativo, alle attraenti atmosfere e ai temi sull'autodistruzione umana.
Pro-1
Un gameplay survival vero con ottime varianti
8
Contro-1
Comparto grafico sottotono
Pro-2
Ambientazione Post Apocalittica
Contro-2
Un aspetto più esplorativo non avrebbe guastato
Pro-3
Atmosfere adulte ed emozionanti
Contro-3
Alcune animazioni legnose ed effetti poco realistici
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