Kung Fu Rabbit – Recensione
A distanza di circa un anno dal debutto sui dispositivi portatili Apple e dopo pochi mesi dall’uscita su Google Play per dispositivi Android, giunge finalmente su Wii U Kung Fu Rabbit, platform game che ha riscosso un discreto successo all’interno del panorama indie. Scopriamo insieme se il buffo coniglietto vale la pena di essere giocato in questa sua versione per console casalinghe.

UN CONIGLIO ARRABBIATO
Il titolo si basa su una trama piuttosto spicciola. Impersoneremo un coniglio/maestro di kung fu, il cui tempio viene attaccato da mostruosi esseri che ne rapiscono tutti i piccoli allievi. Il gioco in questione è un platform bidimensionale il cui gameplay è palesemente ispirato a Super Meat Boy. Infatti il coniglietto oltre alla possibilità di saltare sarà in grado di scivolare e rimbalzare sulle pareti per risalirle. Lo scopo dei vari livelli sarà quello di raggiungere uno dei nostri allievi intrappolato all’interno di una bolla e liberarlo. Nel mentre dovremo cercare di raccogliere le carote sparse per il livello. Ciascun quadro nasconderà tre carote oltre ad una carota d’oro, la quale, a differenza delle altre tre, potrà essere raccolta ogni volta che ripeteremo i vari livelli di gioco. Inizialmente il cammino sarà piuttosto lineare, ma proseguendo nel gioco ci ritroveremo ad affrontare sempre più elementi di “disturbo” come piattaforme a scomparsa (le quali metteranno in risalto la natura trial & error del titolo), trappole e soprattutto nemici. Questi ultimi saranno di colore nero e un piccolo disegno azzurro sul loro corpo ci indicherà il loro punto fiacco, infatti non vi sarà alcun tasto d’attacco per eliminare gli avversari, basterà semplicemente entrare in contatto con il loro punto debole.
Come detto poco sopra, nel corso della nostra avventura potremo raccogliere delle carote, che rappresentano una vera e propria moneta di gioco all’interno del Dojo, un menu accessibile in qualunque momento in cui potremo comprare oggetti e abilità. Da qui potremo equipaggiare un oggetto per ognuna delle due categorie, i quali ci renderanno la vita più semplice, aggiungendo dei checkpoint, eliminando tutti i nemici a schermo, rendendoli vulnerabili a prescindere dal loro punto debole e così via. Il gioco ci metterà a disposizione ben quattro mondi, ciascuno composto da venti livelli. Tre di essi saranno legati alla storia, mentre l’ultimo è costituito da livelli bonus. Una volta finito il gioco poi, sarà possibile sbloccare un ulteriore livello di difficoltà, che aggiungerà ai vari quadri una miriade di trappole e nemici. Se mai voleste poi iniziare direttamente il gioco a questa difficoltà, o sbloccare un mondo prima di completarne i precedenti, sappiate che sarà possibile farlo spendendo una piccola quantità di carote.
Completare il gioco una prima volta non richiederà troppo tempo, soprattutto se vi avvalerete dei vari gadget a disposizione. Noi in circa 3 ore e mezza siamo riusciti a completare il titolo a difficoltà standard raccogliendo praticamente tutte le carote, fatta eccezione per una o due negli ultimi livelli. Il discorso cambia radicalmente quando si parla della difficoltà più alta, che riuscirà a tenervi impegnati per un bel pò oltre ad offrire un livello di sfida decisamente più adeguato.
Tecnicamente il titolo è estremamente semplice, ma fa del suo stile essenziale il suo punto di forza, infatti ogni livello è estremamente colorato e nell’insieme il gioco è davvero molto bello dal punto di vista estetico. Pollice in su anche per le musiche, tutte molto orecchiabili e sapranno accompagnarvi per tutto il corso del gioco.
Gameplay divertente e adatto a tutti |
6.5 | Identico alla controparte portatile, dove è gratuito |
Artisticamente molto carino | Livello di sfida non particolarmente elevato | |
| SUPER RABBIT BOY | ||