Z-Giochi.comZ-Giochi.com Mobile

Recensione
TESTATO SU PC
19 aprile 2012, 12:29
Legend of Grimrock
Legend of Grimrock mobile

Legend of Grimrock

Legend of Grimrock è un tuffo nel passato. Una rivisitazione, o meglio, una riproposizione di un modello di gioco che ebbe tantissimo successo nella fine degli anni ottanta, per poi morire lentamente ma inesorabilmente nella metà dei novanta. Per essere ancora più tecnici LoG è un Dungeon Crawler, con ovvie dinamiche gdr, che prende spunto ed ispirazione da pietre miliari quali “Dungeon Master” (classe 1987, su piattaforme quali Amiga e SuperNintendo), “Eye of the Beholder” e via discorrendo.

Per “dungeon crawler” intendiamo un gioco nel quale ci muoveremo, in tempo reale, in un mondo tridimensionale ed in prima persona (possiamo quindi capire l’importanza che ebbe Dungeon Master nel campo videoludico, introducendo nel 1987 un gameplay 3D ed in tempo reale) controllando simultaneamente un party di avventurieri. Di solito il party è composto da 4 personaggi, ognuno specializzato in diverse classi e razze, tali da poter dare un aiuto utile e differente al gruppo nel corso dell’avventura. Qui si vedono subito le infiltrazioni ruolistiche: i personaggi guadagnano infatti di solito livelli, aumentando le proprie capacità all’aumentare della difficoltà di gioco. Il party poi avrà tradizionalmente a disposizione capaci inventari, pieni degli oggetti trovati durante le difficili esplorazioni. Aspetto fondamentale di questo tipo di gioco è il movimento: la visuale rimarrà infatti fissa, essendo il mouse utilizzato per far compiere le azioni ai personaggi o per interagire. Con il sistema “WASD” pertanto sposteremo il party, il cui movimento sarà sempre un po’ legnoso – visto che la velocità di spostamento è legata agli immaginari quadretti della mappa, un po come se spostassimo delle pedine sopra la plancia di gioco di D&D – mentre con “Q” ed “E” ruoteremo la visuale a sinistra o a destra.

VECCHIO GAMEPLAY, NUOVO SUCCESSO

Legend of Grimrock segue pertanto gli standard di gioco che abbiamo descritto nel paragrafo iniziale, sebbene torneremo più dettagliatamente sull’argomento. La trama del prodotto è piuttosto semplice: quattro sventurati sono stati imprigionati e condotti, per grazia del Re, sul monte Grimrock, una formazione rocciosa altissima, misteriosa e contenente, al suo interno, un dungeon da cui nessuno è mai uscito vivo. Essendo però la speranza anche nei videogiochi l’ultima a morire, le gentili guardie reali ci buttano nel baratro che, dalla cima della montagna, conduce ai terribili sotterranei di Grimrock. Nell’improbabile ipotesi che i quattro riescano a sopravvivere infatti è assicurata loro la grazia. Scopo del gioco pertanto sarà scendere sempre più in profondità, nel tentativo di uscire dal lugubre posto. Unica aggiunta di pepe alla trama, altrimenti piatta e scontata, sono dei messaggi che vengono lasciati ai nostri avventurieri nel sonno, suggerendo loro di continuare a scendere attraverso i livelli delle misteriose rovine.

La location di LoG è un dungeon nella più classica delle sue realizzazioni: sviluppato attraverso livelli sempre più bassi (e difficili), collegati tra loro da una rampa di scale e liberamente esplorabili. Bisogna però dire che, se l’esplorazione è “libera”, in ogni caso la mappa si sviluppa in maniera tale da impedire salti di livelli, resi ancora più impossibili dalla presenza di moltissimi quesiti da dover superare, per potere aprire gli accessi fondamentali. I nostri poveri avventurieri si ritroveranno immersi in un labirinto pieno di mostri di vario tipo e difficoltà, nonchè di diaboliche trappole e di enigmi via via più intricati. Il movimento legnoso e “quadrettato” che saremo costretti ad usare rende poi le cose ancora più interessanti. I combattimenti infatti non saranno mai scontati: affrontare un ragno in una stanza larga e spaziosa (dove potremo aggirare facilmente i suoi attacchi), sarà completamente diverso dall’affrontarlo in un tunnel, nel quale sarà inevitabile subire danno. A questo si aggiunge anche la difficoltà di azione, abituati come siamo ai gdr dinamici in stile Skyrim. Le azioni dei quattro personaggi saranno utilizzabili con il mouse, interagendo sulla semplice ma funzionale interfaccia posta alla destra dello schermo. Le quattro finestre (che se aperte ci portano alla schermata dell’inventario, delle abilità e delle skills) indicheranno salute, mana e “mani” dei personaggi, nonchè la loro disposizione. Gli avventurieri (anche se sarà impossibile accorgercene, vista la visuale in prima persona), avanzeranno a due a due, in modo tale che bisognerà pensare bene a chi inserire in prima linea; dove si subiranno danni fisici, ma si potranno usare armi da mischia, e chi no. L’indicatore delle mani evidenzia invece i due arti a disposizione per ognuno, i quali potranno essere occupati da armi, scudi, magie ed oggetti (consiglio caldamente di occuparne una con una torcia, e di rifornirsi di moltissime di queste,visto che si consumano in pochissimo e lasciano il party al buio). L’azione corrispondente all’oggetto equipaggiato potrà essere eseguita con un semplice click destro, facendo sempre attenzione ai tempi di ricarica.

Le armi più potenti saranno di solito anche le più lente, con un cooldown di qualche secondo, a dispetto di quelle meno violente ma più veloci, che in alcuni casi si riveleranno utilissime. Gli oggetti che si potranno trovare saranno dei più disparati, si andrà dai sassi fino agli archi magici, passando per asce, spade, mazze ed armi con portata (che potranno essere usate anche dalle retrovie). Non mancheranno pergamene, che ci regaleranno le formule per le magie più varie, bombe velenose, pozioni (sarà addirittura possibile fabbricarle, trovando gli oggetti giusti). Il dungeon insomma è pieno di segreti (i giocatori più incalliti vedranno che il loro numero è fisso, per rendere la corsa al completamento al 100% ancora più interessante), nonchè di alcune misteriosissime porte di ferro (sono 10, una per livello), contenenti grandi ricchezze, sebbene difficili da aprire.

GESTIONE PERSONALE

La gestione dei personaggi è anch’essa classica ma efficace. Innanzitutto ad inizio gioco ci verrà chiesto se utilizzare il party standard, o se sceglierlo liberamente. Nel caso in cui propendessimo per la seconda opzione dovremo fare un lavoro oculato, per rendere il gruppo vario ed equilibrato. Avremo a disposizione varie razze: umani, minotauri, insettoidi, lucertoloidi. Ogni razza ha le sue prerogative (che si manifestano in una differente distribuzione delle caratteristiche, le quali comunque andremo ad aggiornare, a seconda dei gusti). I punteggi caratteristica e la presenza di skill (cioè di veri e propri talenti, che potranno essere aggiornati ad ogni livello, guadagnando 4 punti distribuibili ad ogni salto in avanti) ricorda molto il sistema di D&D. Avremo poi da scegliere la classe: mago, ladro e guerriero. Io ho optato per una linea di attacco con due guerrieri (un umano ed un minotauro), coperti nelle retrovie da un mago ed un ladro.

Molto interessanti sono gli sviluppi delle skill, avendo ogni classe e razza una scelta varia e diversificata (come l’attacco furtivo e la schivata per i ladri, o l’uso delle asce e delle armature per i guerrieri e le abilità magiche dell’incantatore). Ben fatto anche il sistema magico: sebbene troveremo per il dungeon pergamene che ci spiegano come castare le magie, potremo sempre provare in via amatoriale, combinando le varie rune a disposizione e poi castando: il risultato potrebbe essere inaspettato. Il gameplay presenta infine altre caratteristiche molto simili ai giochi di ruolo classici: la necessità di mangiare e la possibilità di dormire per recuperare energia e mana (basterà premere ‘R’ per entrare in modalità riposo). In ultimo bisogna ricordare che LoG ci da l’opportunità di usare l’automapping oppure no. Se sarete così temerari dovrete munirvi di carta e matita: solo così potrete avere un idea della mappa di gioco!

UN DUNGEON “VERACE”

Passando ai dati tecnici logicamente LoG non fa urlare al miracolo. L’intelligenza artificiale dei nemici è buona, ma naturalmente semplice, visto che dopo tutto gli ambienti angusti fanno si che, una volta evitati gli ostacoli, l’unica altra tattica dei mostri sarà quella di accerchiare il giocatore. Ad ogni modo gli scontri di LoG sono tra i più difficili nel panorama GDR, grazie al livello dei mostri, sempre un poco più alto del party, ed alla difficoltà di azione, che rende gli scontri quasi tattici. La grafica è piacevolissima e ben curata, con interfacce semplici ed intuitive: i disegni di mostri ed ambientazioni sono plausibili e realizzati a regola d’arte. Sarebbe però incauto parlare di grande dettaglio grafico, visto che comunque il gioco non presenta situazioni molto varie. Il giocatore si muove in prima persona, e le sue azioni sono “invisibili” se si escludono le animazioni che indicano i colpi andati a segno.

L’ambiente di gioco non è poi molto diversificato, essendo il dungeon sviluppato in maniera via via più complessa, ma con pochi elementi. Le skin si ripetono (le porte, le catene, i muri sono sempre gli stessi), e le animazioni dei mostri seguono a ruota. Non si tratta di vere e proprie critiche, ma di constatazioni di fatto, essendo la stessa natura “indie” del prodotto a non richiedere la profondità o la versatilità di un gdr di nuova generazione. Il gioco in ogni caso è sì semplice, ma funzionale: per tutto il tempo durante il quale è stato giocato non ha mai dato segno della presenza di bug, errori grafici e neanche di un più banale texture popping. Le musiche rendono abbastanza l’atmosfera cupa ed a volte quasi paurosa che si dovrebbe provare camminando in delle segrete piene di nemici, ma in ogni caso non spiccano certo per originalità o qualità artistica. I punti deboli di LoG insomma si riscontrano nella piattezza delle situazioni (che possono diventare ripetitive), in una trama piuttosto debole ed in alcune dinamiche di gioco peculiari, ma sicuramente di nicchia. Punti deboli che, oltre ad essere giustificati dall’origine indipendente del gioco, non offuscano minimamente la profondità e la maturità del titolo. Innanzitutto siamo di fronte ad un vero Dungeon (con la “d” maiuscola), capace di mettere a dura prova la pazienza del giocatore, che non razzierà facilmente le fredde mura delle segrete, senza sbattere prima il muso contro quesiti e mostri davvero ostici. Inoltre la longevità e l’esperienza di gioco sono assicurate dalla possibilità, in un futuro prossimo, di nuovi dungeon, probabilmente anche amatoriali, visto che voci di corridoio parlano di un editor che verrà messo a disposizione prossimamente. Il progetto è in conclusione valido e di qualità, unendo retrogaming ad innovazione e sviluppo. Le produzioni indipendenti con LoG fanno un grande passo avanti, offrendo un gioco versatile e molto impegnativo.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Legend of Grimrock ha già lasciato il segno. Primo nelle vendite online di Steam, menzionato anche da Notch (creatore di Minecraft), è sicuramente l'indie game del mese. I suoi punti forza gli permettono però di poter essere giocato anche dai neofiti, che con l'occasione proveranno l'emozione del retrogaming, con i dovuti aggiornamenti, e si immergeranno in un'esperienza unica. Se mai è esistito un vero dungeon, quello è Legend of Grimrock.
Pro-1
Gameplay peculiare e coinvolgente
8.5
Contro-1
A volte ripetitivo
Pro-2
Grande longevità
Contro-2
Dinamiche di gioco inusuali
Pro-3
Finalmente affronteremo un vero Dungeon
Contro-3
Trama piatta
COMMENTI