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Recensione
TESTATO SU PC
9 ottobre 2012, 9:00
McPixel
McPixel mobile

McPixel – Recensione

Lasciare il segno. I videogiochi non sempre lo fanno, spesso non riescono in questo compito nemmeno quelli comunemente definiti come mainstream o tripla A; quanto può essere difficile, quindi, per un gioco indipendente ambire a così tanto? Negli ultimi periodi, grazie anche alla genialità di alcuni sviluppatori, abbiamo avuto modo di apprezzare produzioni fatte davvero con “due soldi”, ma che più di altre sono riuscite a strappare una lacrimuccia e a meritarsi un posto sicuro nel nostro cuore e nella nostra memoria videoludica.

Bene, oggi parleremo di un videogioco che con tutto questo non c’entra assolutamente nulla, proprio per entrare nel tema che regna sovrano in McPixel: il nonsense.


VENTI SECONDI DI PANICO E… RISATE!

McPixel è un videogame punta e clicca nel quale bisogna riuscire ad evitare una esplosione in 20 secondi. Nient’altro, a parte il nonsense che viene a galla in ognuno degli stage, definibili quasi come dei veri e propri sketch. Non ci si può affidare ad un ragionamento o all’ingegno, ma c’è solo da cliccare all’interno della mini location di turno, che solitamente offre almeno tre o quattro possibilità di interazione, e vedere cosa accade. Beh, il Signor McPixel è un tipo strano già di suo, magro, bruttissimo e coi capelli rossi, pronto a risolvere ogni situazione in modi che fino ad un attimo prima nessuno di noi avrebbe minimamente immaginato, ed è proprio questo il pregio del prodotto: quello di uscire fuori dai canoni prefissati per dare al suo acquirente un intrattenimento diverso dal solito, perché fa appello al nonsenso per strappare piacevoli risa in spensierati, ma brevi, attimi di gioco. Con ben cento livelli e tanti bonus e segreti, l’offerta dello sviluppatore SoS si direbbe ben amplia e longeva, anche grazie al level creator; purtroppo, però, già dopo i primi livelli la sensazione di ripetitività è più che percepibile. All’interno di ogni mini-mondo, ciascuno dei quali è composto da sei stage, il nonsense domina su tutto il resto: interagire a casaccio con altri personaggi o con oggetti, senza affidarsi al proprio ingegno perché è completamente inutile, è l’unico modo efficace per consentire a McPixel di avere la meglio.

Ad accompagnare questi brevi momenti, tante scenette divertenti, che vengono però contrastate dai numerosi tentativi da effettuare per la risoluzione di uno specifico quadro. Fattore, questo, che crea frustrazione anche per merito delle musichette snervanti inserite; tuttavia, il fattore rigiocabilità, se si riesce a superare questo enorme, grande, difetto, è buono, anche grazie ai diversi finali che ogni stage include e ai livelli bonus che si sbloccano appena McPixel conseguirà tre successi di fila.

Lo stile grafico, seppur carino perché tutto pixelloso, mostra quelli che sono i limiti di una produzione indie a basso budget di sviluppo: anche se piccole, le ambientazioni presentate spesso si ripetono in particolari che danno quel senso di già visto e non fanno meglio le musiche, che dopo qualche minuto (come dicevano anche poc’anzi) annoiano ed infastidiscono il tanto che basta per farci decidere di spendere del tempo con un altro videogioco, o in altri modi. Insomma, votato da tantissimi utenti tramite il servizio Steam Greenlight, questo simpatico prodotto ha compiuto a metà quella che sarebbe potuta essere la sua naturale evoluzione dalla versione mobile, uscita già da oltre un mese: maggiore attenzione ad aspetti importanti e basilari in avventure di questo genere ed un sistema per lo sblocco dei finali alternativi di ogni singolo stage più intelligente, meno noioso e ripetitivo di quello attuale, avrebbero certamente aiutato McPixel a raggiungere una valutazione migliore di quella attuale. Il prezzo, tuttavia, è molto competitivo, quindi se amate il nonsense dovreste dargli una possibilità.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
McPixel va preso per quello che è: un giochino che diverte per qualche minuto al giorno, ma che nel lungo stanca e mette in mostra i suoi chiari ed evidenti limiti. È vero che l'immediatezza e l'umorismo sono i punti forti del suo “essere videogioco”, ma spesso questo non basta; almeno, non a tutti. Va dato atto allo sviluppatore, però, di aver saputo creare una miriade di strambe situazioni, molte delle quali vi lasceranno quasi con le lacrime agli occhi per le risate. O il contrario.
Pro-1
Divertente nel breve...
6
Contro-1
... noioso alla lunga
Pro-2
Immediato
Contro-2
Ripetitivo
NONSENSE
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