Primal Fears – Recensione
Presentato come un gioco Indie di notevole livello e con una certa enfasi su Steam, era stata infatti programmata una beta dagli accessi limitati, abbiamo giocato per voi Primal Fears, il titolo prodotto da DnS Development, un survival-horror dalla visuale isometrica vecchio stampo dall’atmosfera infernale. Di seguito una nostra recensione.

E’ bene essere diretti, Primal Fears non è un gioco degno degli annali della storia dei videogames. Tanto che pure l’incipit è poco più che una formalità: a causa di una sostanza chimica nota come pharGONe il mondo è stato capovolto e invaso da alcune creature oscure che vogliono farci la pelle. Noi dovremo scegliere se interpretare un personaggio maschile o uno femminile e, armati di un fucile d’assalto e una doppietta, scoprire le cause di questo ultimo disastro. Purtroppo Primal Fears non ha molto da offrire ai videogiocatori tanto che anche chi scrive, sforzandosi di non limitare il proprio giudizio a una frase sferzante e parecchio enfatica, fatica a trovare argomenti, principalmente perché il gioco è assai superfluo e sembra come pubblicato di fretta e furia e ha nel più grande difetto, oltre alla noia, un sistema di controllo impreciso e male calibrato: è praticamente ingiocabile con il joypad che non viene nemmeno riconosciuto in automatico; con mouse e tastiera, WASD per muoversi e così via, a qualche azione disponibile non corrisponde neppure un tasto dedicato fino a quando noi, i giocatori, non saremo costretti ad entrare nelle opzioni e “settarlo” dopo esserci accorti che a un nostro input non corrisponde nessuna azione, per esempio quando vi chiederete come lanciare una granata, tra l’altro disponibili nell’inventario subito all’inizio, e scoprirete che nessun tasto della tastiera permette di farlo, la sensazione di spegnere tutto sarà dominante.
Dimenticanze? E pazienza se la grafica impostata in fullHD è piacevole, i rumori d’atmosfera, alcuni tocchi del motore grafico e fisico ben fatti, perché il sistema di puntamento delle armi, come peccato originale, governabile con il mouse e non con le leve analogiche del pad, non aveva ragione di essere pensato da mente sensata, tanto meno da chi sta programmando un ibrido tra sparatutto e gioco di sopravvivenza. Inoltre, a leggere molti commenti degli utenti su Steam nel forum dedicato, caratteristica che accomuna tutti coloro che hanno provato questo titolo è, oltre al senso di un abbozzo mal riuscito di cui si è già detto, una sensazione di Spleen di baudeleriana memoria gravissima. Purtroppo, solo per gli sviluppatori, Primal Fears è noioso tanto che sarà difficile trovare qualcuno così spericolato d’avanzare oltre il primo livello giocando in singolo. Le orde di mostri sono davvero ridicole, una specie di piattoloni rigonfi che arrivano in branco talvolta accompagnate da qualcosa di simile a un lupo mannaro, e dotate dell’intelligenza artificiali pari a quella di un pinolo, il sistema di gioco, quando tutti tasti che servono sono stati programmati, è comunque obsoleto e per un survival horror dalla vocazione shooter non c’è nessun brivido lungo la schiena, nessuna tensione.
Primal Fears migliora solo lievemente giocando in coop su Internet, forse perché peggio di così non poteva proprio andare, ma solo per l’adrenalina di giocare con altri esseri umani e fare squadra più che per meriti propri. Prima delle conclusioni vi lasciamo con un filmato nel caso qualcuno volesse investire insensatamente una decina di euro di troppo (piuttosto scrivetemi, posso fornirvi il mio codice Iban).
Qualche effetto di luce |
4.5 | ogni |
FullHD | singolo | |
aspetto | ||
| Spartano | ||