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Recensione
TESTATO SU PC
29 ottobre 2013, 14:00
Proteus
Proteus mobile

Proteus – Recensione

Negli ultimi anni il settore dei titoli indipendenti ha spesso imboccato strade tortuose e di difficile percorrenza per allargare i ristretti confini che anni di produzioni e profitto hanno fissato, soprattutto a causa dei progetti ultra-milionari dell’ultimo lustro. Come ogni esperimento o forma di arte più o meno naturale ed originale, arrivare sul mercato con “videogiochi” così particolari e, in un certo senso, d’avanguardia per quelli che potrebbero essere gli sviluppi futuri nel campo, non è mai facile. Lo sanno i creatori di Dear Esther così come quelli di Journey, o di Thirty Flights of Loving, giusto per citarne qualcuno dei più recenti: produzioni che vanno oltre il significato più banale che spesso si dà al Videogioco, ridefinendo e spostando quei limiti imposti da un mercato tiranno e spietato, in cui se non vendi non sei nessuno.

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UN’ISOLA DA ESPLORARE

Proteus è probabilmente la speranza che i suoi creatori hanno cercato di far confluire all’interno di un contenitore da far arrivare all’interno di un mezzo, quello videoludico, ormai bello forte anche se non sempre giusto. Ad opera di Ed Key e David Kanaga, questo particolare videogioco ricorda tantissimo l’esperienza vissuta in Dear Esther, nella quale eravamo su un’isola sperduta da girovagare in lungo ed in largo, mentre le vicende si evolvevano tramite racconto. La struttura è molto simile, ma non identica, dato che in Proteus il nostro compito è, essenzialmente, quello di perlustrare ed esplorare la location principale e null’altro: una isola posta in mezzo ad un oceano. Come se si sognasse ad occhi aperti, Proteus per qualche istante è solo oscurità ma, all’apertura delle nostre palpebre e con l’inizio del nostro viaggio, ecco la visione… Una esplosione di colori a comporre un paesaggio pastellato da fare invidia per qualità artistica, e che emerge sopra il pelo dell’acqua. È solamente l’inizio.

Solo e soltanto perlustrazione e movimento, e scalate delle alture o inseguimenti alle creature che di tanto in tanto incontreremo, quindi visioni uniche di rilievi montuosi pieni di statue dalle quali è come se prendessero vita, nella notte, tempeste di stelle cadenti a far luce nel cielo buio, che più buio non si può. E poi distese pianeggianti piene di alberi in fiore, o che stanno perdendo le foglie, e lapidi (ma lo sono davvero?) tutt’intorno. Pochi minuti di viaggio, oppure ore ed ore d’intrattenimento, questo è Proteus: un “videogioco” ridotto all’osso che tenta di portarci in alto, facendoci dimenticare quelle che potrebbero essere le difficoltà di tutti i giorni grazie ad uno stile grafico old-style, ma espressivo, e ad una colonna sonora emozionante e straripante in ogni attimo. In ogni istante.

Vuoi per l’assenza assoluta di indizi, o testi a schermo, o obiettivi da conseguire, per ogni secondo di viaggio Proteus riesce ad emozionare, raggiungendo lo scopo principale che, a nostro avviso, gli sviluppatori avevano intenzione di conseguire. Che fa un tutt’uno su come ogni esperienza nell’arco della vita possa essere costruttiva, e non c’è bisogno di complessità quanto col genio e la semplicità si possono ottenere risultati ben più importanti e che toccano il cuore e la mente. Spesso senza possibilità di scampo.

RESPIRIAMO LIBERI

Se Proteus basa tutto il suo essere facendo uso di comparti tecnici di assoluta fattura è proprio perché vuole attrarre il suo spettatore catturando i suoi sensi, immergendolo in un mondo di gioco vivo e pieno di colori, che è in continua evoluzione. Vedremo scorrere le stagioni e, di conseguenza, il mutare dei paesaggi; ma ci troveremo anche dinnanzi a svariate specie di animali, che potremo rincorrere per gustare il delizioso “motivetto” con cui gli sviluppatori hanno deciso di accompagnare i loro passi sul terreno, e tutto questo attraverso un processo di esplorazione che rappresenta l’anima di tutto il gioco: la sua essenza. Semplice, ma incredibile. È difficile rimanere indifferenti davanti ad un paesaggio così evocativo, al quale si affiancano effetti sonori e musicali di rara bellezza in un mondo vario e mai uguale, vista la creazione casuale che sarà generata ad ogni nuovo viaggio.

Come ogni esperienza che cerca di andare oltre, vanno fatte anche delle riflessioni sul titolo: che isola è quella esplorata? E perché ci troviamo nei suoi pressi? A queste domande, manco a dirlo, ognuno di noi potrebbe dare risposte diverse a seconda degli stati emozionali che Proteus ha scatenato in noi, su una cosa però tutti d’accordo, almeno si spera: va gustato cercando di entrare in un’ottica diversa da quella usata per affrontare uno sparatutto o un titolo calcistico, perché paragonarlo ad “altro” sarebbe semplicemente delittuoso. E senza senso.

UN VIAGGIO ANCHE PS3 E PS VITA

Torniamo a parlare di Proteus con un piccolo aggiornamento perché da domani il gioco sarà disponibile anche sul PlayStation Store, grazie al lavoro di Curve Studios, attivissima in quest’ultimo periodo nel portare sul versante PlayStation alcuni dei migliori giochi indipendenti tra cui Stealth Inc: A Clone in the Dark, Thomas Was Alone, Lone Survivor: Director’s Cut. A questa lista si aggiunge Proteus per l’appunto, che sbarca su PS3 e PS Vita con l’apprezzato supporto al Cross-Buy, quindi con un unico acquisto sarà disponibile su entrambe le piattaforme.

Curve Studios, in collaborazione con gli sviluppatori, hanno effettuato un altro eccellente porting con tutti i crismi del caso, replicando l’esperienza originale del gioco anche sui sistemi PlayStation, con l’aggiunta di lievissime novità. Nelle versioni per PS Vita e PS3 sono stati aggiunti nuovi modi di interagire con il mondo: mentre prima le isole di Proteus erano generate casualmente, ora su PS Vita potrete crearle in base alla vostra posizione geografica sfruttando le funzionalità GPS (è richiesta quindi la connessione ad una rete). Su entrambe le piattaforme invece è possibile generare un’isola in base ad una certa data. Giocarlo sullo schermo OLED di PS Vita piuttosto che sulla TV è un’esperienza ugualmente appagante ed il supporto al cross-buy elimina qualsiasi dubbio sulla scelta della piattaforma.

Immagine anteprima YouTube

IN CONCLUSIONE
Proteus per me ha significato tanto. Non posso negare che le sensazioni provate durante la prima ora siano state fortissime ed incredibilmente sincere, tanto da continuare a passarci molto altro tempo su quest'isola sperduta nel nulla, cercando di dare un senso a tutti quei pixel colorati che componevano il paesaggio, fatto di rilievi innevati, alberi e cespugli, piccoli animali. E, ogni volta che avviavo il gioco, gli stessi brividi suscitati da quel perfetto connubio visivo e musicale, che solitamente troviamo soltanto nelle opere d'arte cinematografiche e/o videoludiche. Proteus è un titolo sperimentale creato da due ragazzi che hanno pensato di regalarci qualcosa di diverso dal solito, tanto diverso che molti non riusciranno ad apprezzarlo perché non è un vero videogame, in fin dei conti. Proteus è come un viaggio tanto desiderato, utile per staccare dalla solita e stressante routine di tutti giorni; Proteus è la meritata vacanza per cui noi, o qualcuno per conto nostro, ha messo da parte dei risparmi. È una esperienza che va fatta, perché necessaria a comprendere appieno quanto stia crescendo il settore indipendente e quanto siano geniali e sublimi certe produzioni, che per quanto possano meritare attenzione ne riceveranno sempre meno del dovuto, perché diversi dal solito. Troppo diversi.
Pro-1
Un fantastico mondo da esplorare
NP
Contro-1
… Che alcuni potrebbero non provare
Pro-2
Soundtrack eccezionale
Contro-2
Breve e con un prezzo che potrebbe scoraggiare
Pro-3
Rischia sperimentando, e regala emozioni...
UN VIAGGIO SENSAZIONALE
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