Retro/Grade – Recensione
Navicelle spaziali, alieni, grossi mostri meccanici pronti a farci la pelle, pianeti colorati e scenari ancestrali. Cosa potremmo aggiungere per rendere il tutto più esaltante? Facile, la musica techno!
A questo proposito ci pensa lo studio 24 Caret Games, che ci fa immergere in un universo parallelo dove è la musica a dettare le regole del tempo e dello spazio, nel vero senso della parola. Quindi preparate le chitarre, sgranchite le dita e immergetevi nel technoverso!

La musica nel tempo e nello spazio
Se state pensando che si tratti di un semplice sparatutto a scorrimento orizzontale vi state sbagliando, perché non è poi così semplice dato che i ragazzi di 24 Caret Games ci mettono davanti una vera e propria sfida contro i nostri nervi, a tempo di musica. Partendo dall’ultimo livello (avete capito bene, l’ultimo livello!) il nostro scopo sarà quello di schivare i colpi avversari, cercando di attraversare l’esatto tragitto che il nostro Avatar ha percorso per arrivare fino al boss finale. Un ambiente in continuo movimento ci renderà le cose complicate, la velocità di scorrimento continuerà a salire e, a seconda della difficoltà impostata ad inizio campagna, il nemico cercherà di farci fuori nei modi più fantasiosi e colorati. Gli sviluppatori hanno creato qualcosa di semplice, ma al tempo stesso originale: amalgamando musica e colpi di laser, il giocatore è in continua difficoltà, indeciso nel seguire il tragitto indicato, schivare i colpi o provare a tenere il ritmo. Anche alle difficoltà più basse, Retro/Grade non finisce di stupire e non risparmia nessuno; le differenze che si notano con l’aumento della complessità sono poche ed essenziali: aumento della velocità e dei “corridoi” percorribili, potenza dei colpi nemici aumentata, maggiore varietà di proiettili vaganti e diminuzione costante dei potenziamenti.
Per quanto riguarda i poteri disponibili, per aumentare le chance durante la campagna, o le sfide, gli sviluppatori ci danno la possibilità di creare un loop temporale in grado di farci percorrere un determinato numero di passaggi a ritroso (o nel verso giusto, a seconda di come la vedete) facendo sì che non si commettano errori. Noi di Z-Giochi abbiamo sempre cercato di tenere questo potere per ultimo e la maggior parte delle volte lo si potrà utilizzare anche dopo aver esaurito la vita, quindi ci è parso legittimo tenere questa capacità come asso nella manica nel caso di morte troppo precoce. Con l’aumento dei punti potremo anche usare un’abilità che metterà in evidenza tutti i proiettili ed i laser amici e nemici, introducendo un effetto di sfocatura su tutto il resto e rendendo il percorso più lento e meno confuso; il tutto, naturalmente, per un breve lasso di tempo. Infine, lo scudo riflettente che si attiverà nei frangenti più difficoltosi dove dovremo schivare una miriade di colpi nemici mentre cercheremo di recuperare il più velocemente possibile i proiettili sparati in precedenza dal nostro Avatar. Ogni colpo recuperato ci fornirà energia sufficiente per utilizzare uno di questi poteri.
Graficamente il gioco si presenta bene, con scenari colorati e confusi, ma sempre gradevoli: si passa da sfondi spaziali con pianeti colorati e stelle luminose a corridoi di navi spaziali che ci confonderanno non poco, soprattutto quando verremo circondati da luci al neon ad una velocità che rasenta quella della luce. Il gameplay risulta davvero elementare, ma ben sfruttato, sia con l’utilizzo della tastiera che con l’ausilio della chitarra elettrica di Guitar Hero. Anche se con quest’ultima ci siamo trovati in difficoltà, soprattutto nell’utilizzare i poteri nelle fasi più lente. Sembra strano, ma se con la tastiera abbiamo avuto maggior controllo della situazione, soprattutto nelle fasi iniziali dove la velocità di scorrimento restava costante, con la chitarra ed il plettro le velocità maggiori sembravano le più gestibili rispetto a quelle lente e/o costanti. Forse, potrebbe trattarsi di un difetto soggettivo che abbiamo riscontrato solo dopo ore di gioco, quando i nostri nervi erano tesi e i nostri polpastrelli doloranti.
Accattivante e divertente |
8 | Dieci livelli sono pochi |
Musiche techno di ottima qualità | A volte desidererete maggior ritmo | |
| SUONA LA MUSICA DELLA GUERRA SPAZIALE | ||