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Recensione
29 marzo 2012, 9:00
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Recensione | Silent Hill: Downpour

La serie di Silent Hill negli ultimi anni ha vissuto un periodo tutt’altro che felice, dall’uscita del terzo capitolo in avanti molti dei fan hanno avuto di che ridire con gli sviluppatori per la realizzazioni di titoli non all’altezza delle loro aspettative. Il team Vatra, sviluppatore dell’ultimo capitolo, si è trovato un bel groppone sulle spalle vediamo insieme se finalmente possiamo goderci un Horror in piena regola o è soltanto l’ennesima ciofeca.

La storia inizia con il piede giusto e un leggero senso di deja vu, niente padri o fratelli alla ricerca di qualcuno questa volta impersoneremo Murphy Pendleton un prigioniero che durante un trasferimento da un carcere all’altro a causa di un incidente finisce nella periferia di una cittadina tagliata fuori dal resto del mondo, Silent Hill. Murphy all’apparenza è un personaggio pericoloso e violento dotato del carisma del cattivo ragazzo, nonostante la prima impressione è facile prenderlo in simpatia e si rivelerà presto uno dei migliori protagonisti tra tutti quelli della serie. Chi ha già visitato in uno dei precedenti capitoli una parte di Silent Hill saprà che non è un luogo dove ci si finisce per caso, Murphy qui si troverà affrontare i suoi demoni, rivivere i momenti peggiori e più traumatici della sua esistenza, a compiere scelte pericolose il tutto in una odissea ricca di elementi oscuri e grotteschi La trama e la narrazione hanno ripreso un’importanza fondamentale, procedendo con l’azione scopriremo tramite informazioni spesso lasciate a metà l’oscuro passato del nostro carcerato, il plot è ricco è ben studiato e non mancheranno i colpi di scena.

Ci è però dispiaciuto constatare come ci sia un sbilanciamento della narrazione, se le prime fasi di gioco sono abbastanza noiose e a volte si ha un po’ l’idea che neanche gli sviluppatori abbiano bene idea di cosa far accadere le cose migliorano e anche molto se solo avrete la costanza di passare la periferia per addentravi nella città vera e propria. Se c’è una cosa per cui il team Vatra va elogiato è la caratterizzazione dei personaggi, tutti realistici con una psicologia ben definita, a volte folli altre spaventati, ma sempre credibili.L’atmosfera è tornata ad essere finalmente quella di un tempo, Silent Hill: Downpour è un vero e ritorno alle origini e la città è malinconica e straziante come vorremmo trovarla,  oltre a un design ben riuscito sono presenti numerosi tocchi di classe che aumenteranno di volta in volta la sensazione di una vera città demoniaca.

Silent Hill è la destinazione ideale per una gita in autobus

MI MANCHI, MA QUANTO MI MANCHI

Se cercate un titolo in grado di farvi saltare dalla sedia e urlale potete star tranquilli che l’avete trovato, sfortunatamente questo non avviene  per un qualche mostro o per la tensione bensì per il sistema di controllo, i comandi durante il combattimenti sono terribilmente imprecisi e il nostro protagonista ha una terribile tendenza a tirare colpi a vuoto. Qualcuno potrebbe dire che in tutti i Silent Hill i protagonisti sono un po’ legnosi, questo da una parte è sicuramente vero anche se Murphy per essere un pericoloso criminale è talmente lento e fallace nel colpire tanto che vi chiederete se non sia finito in carcere per qualche frode assicurativa o come complice di Bernie Madoff.

Fortunatamente le cose migliorano durante l’esplorazione, la corsa e in generale i movimenti sono ben animati e a differenza dei momenti prima citati, qui non avremo la sensazione di muovere un semovente. In piena tradizione della serie il numero di nemici che incontreremo è incredibilmente scarso, andando avanti con l’avventura ci verranno proposti sempre le stesse creature mostruose, queste inoltre hanno degli script di attacco piuttosto elementari e una volta imparato quando attaccare e quando difendersi, eliminarli si rivelerà un problema da poco, dispiace constatare come il bestiario sia decisamente poco ispirato e per quanto non mancheranno i corpi deformi in questo caso tendono a lasciare più che altro perplessi più che fare paura. Le armi bianche che adopereremo sono tutte abbastanza simili tra di loro, queste un po’ alla volta si usurano fino alla rottura, di fatto raramente capiterà che andremo alla ricerca di un determinato armamentario adeguandoci a quello che troviamo sotto mano, inoltre visto l’imprecisione dei comandi di cui ho già parlato tenderete a scappare ed a evitare lo scontro ogni volta possibile. Le armi da fuoco sono anche presenti peccato però che il numero di munizioni sia veramente limitato rendendo di fatto quasi inutile portarsi dietro una bocca da fuoco.

Solo perchè sono scomparsi tutti, non è un buon motivo per fermare la posta

PIU’ NEBBIA CHE IN VAL PADANA

Per aumentare l’immedesimazione l’interfaccia è totalmente assente, potremo godere appieno della nebbia e del buio senza fastidiose barre dell’energia o numero di munizioni, lo stato di salute del povero Murphy lo potremo intuire dalle ferite sul corpo o dalla sua camminata, questa tenderà ad essere sempre più lenta e claudicante a ogni colpo preso, dovremo anche scegliere bene quando aprire l’inventario visto che si limiterà a comparire nella parte alta dello schermo senza mandare in pausa il gioco, anche l’utilizzo dei medikit è cambiato adesso potremo usarli premendo un tasto della croce direzionale rendendo l’esperienza più piacevole e immediata.

Il gameplay prende il buono della serie originale per portare alcune modifiche, gli enigmi hanno sempre un ruolo fondamentale durante tutto il procedere dell’azione e alcuni sono veramente molto interessanti da risolvere. Le fasi nell’Otherworld sono anche ben realizzate, in determinati momenti della storia la realtà  intorno a noi si squarcerà per diventare ancora più oscuro e violento, la scelta stilistica per la sua realizzazione si allontana leggermente dal classico metallo arrugginito per creare un mondo più meccanico, di questi particolari frangenti non ho intenzione di rivelare nulla se non che per portare qualche innovazione sono stati aggiunti dei momenti in cui dovremo scappare a rotta di collo cercano la via migliore, queste sezioni si basano sul sistema Die&Try ovvero ripeteremo la corsa fin quando non riusciremo a trovare il passaggio giusto, questa aggiunta poteva essere decisamente divertente se la nostra morte fosse causata da un nostro errore mentre qui faremo una brutta fine se non faremo in fretta una precisa sequenza di azioni ed è innegabile che dopo un po’che ripartiamo da capo diventa più che altro frustrante.

Silent Hill finalmente cambia anche come meteo, in alcuni frangenti l’onnipresente nebbia lascerà il posto a furiosi temporali, la pioggia farà eccitare e renderà più aggressiva del solito la nutrita popolazione di bestie demoniache che cercherà di farci la pelle con una frequenza molto maggiore. Il level design è indubbiamente piacevole, questa volta l’avventura è molto meno sui binari, potremo finalmente girare per la nostra collina preferita senza particolari restrizioni, l’esplorazione sarà giustificata dalla missioni secondarie, queste vanno dai compiti più banali fino ad enigmi molto più elaborati, ci porteranno a scoprire molto di più su cosa è capito a Silent Hill prima del nostro arrivo, tutto questo insieme alla possibilità di compiere alcune scelte che modificheranno radicalmente lo svolgere dell’azione e ai finali multipli, allungherannà la longevità generale che solo con la trama principale si assesta intorno alla sette-otto ore.

Le scelte cambieranno radicalmente il vostro destino

IN UN MONDO DI TECNICI

Tecnicamente il gioco è un po’ zoppicante, fa quasi impressione pensare che a muovere tutto c’è l’unreal engine 3, vedendo le meraviglie che hanno prodotto con questo motore ci si chiede com’è possibile che sia stato cosi poco ottimizzato, la città e le ambientazioni sono fatte discretamente bene e riesce a creare una buona atmosfera attorno alla collina, quello che poco ci è piaciuto sono le animazioni facciali, decisamente poco realistiche tendono ad essere fuori luogo e a rovinare l’esperienza di gioco e i momenti tragici a cui andremo incontro, inoltre ci è dispiaciuto constatare come il tearing sia decisamente troppo frequente. L’illuminazione è stata gestita decisamente meglio, la nostra fidata pila svolge egregiamente il suo dovere illuminando sempre poco l’area in modo che non sapremo mai cosa ci attende dietro l’angolo, una grande cura è stata rivolta verso l’accendino, questo crea un cono di luce tanto inquietante quanto realistico, peccato che il suo utilizzo sia molto limitato.

Il reparto sonoro abbandona le sapienti mani del maestro Yamaoka per andare nelle mani dell’americano Daniel Lich, famoso per aver creato la main theme della serie Tv “Dexter”, bisogna ammettere che il passaggio non ne ha sofferto più di tanto il cambio di direzione sarà particolarmente evidente ai fan storici della saga nonostante questo le musiche sono decisamente cupe ed azzeccate e creeranno un buon stato di tensione intorno alla nostra avventura.

Fossi in voi mi preparerei a scappare

IN CONCLUSIONE
Silent Hill è tornato e i fans non potranno che gioirne e gustarsi appieno il miglior capitolo uscito dopo Silent Hill 3, per chi si avvicina per la prima volta alla saga si tratta un ottimo Horror che vi terra incollati davanti alla tv fino alle fasi finali Alcuni problemi tecnici e nel controllo lo danneggiano e gli impediscono di raggiungere i picchi qualitativi di alcuni suoi predecessori, ma complessivamente possiamo essere soddisfatti dal lavoro svolto dai Vatra Games e confidiamo che nel prossimo episodio sistemeranno alcune magagne.
Pro-1
Silent Hil è tornato quello di un tempo
7.5
Contro-1
Non fa morire dalla paura
Pro-2
Trama interessante
Contro-2
Controlli legnosi
Pro-3
Ottima colonna sonora
Contro-3
Non troppo longevo

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