Skulls of the Shogun – Recensione
Il 30 Gennaio 2013 17-Bit ha pubblicato in Digital Delivery una piccola perla in un mondo ormai intriso di titoli piatti e grigi ovvero Skulls of the Shogun, disponibile per Windows Mobile, Tablet, PC e XBOX Live. Decisamente folle, questa piccola ma preziosa produzione riuscirà a intrattenere il giocatore, strappandogli qualche sorriso e facendolo in qualche modo tornare bambino. Ma adesso basta, è ora di conoscere la morte come non l’avete mai conosciuta prima… Benvenuti nell’oltretomba!

la morte non è mai stata tanto divertente
Skulls of the Shogun è senza ombra di dubbio un titolo singolare e dal carattere forte. Spesso e volentieri infatti il giocatore non solo si troverà coinvolto appieno nell’avventura di gioco, davvero profonda e più longeva e appagante di quanto ci si potrebbe aspettare, ma verrà anche rapito dal carisma del protagonista e dal marcato stile humor del titolo. Avete capito bene, humor! Infatti lungi da Skulls of the Shogun chiunque si aspetti un gioco strategico convenzionale. Certamente le meccaniche di gioco sono le più basilari e ormai consolidate del genere, ma ci arriveremo più avanti, adesso vorremmo prima fare un piccolo ma doveroso incipit per quanto concerne la storia bizzarra del Generale Akamoto.
Akamoto è un samurai, valoroso e fiero, pieno di gloria e con un ego smisurato che gli costerà caro. Una volta ucciso in battaglia, il nostro valoroso Generale si ritrova sulle calde e desolate sponde dell’oltretomba. Appena sbarcato, non passano nemmeno dieci secondi, che subito Akamoto crea disordine. Infatti ad accoglierlo da eroe, invece che parate e fiori, vi è solamente una fila infinita di anime perdute in attesa di giungere infine alla grazia e alla pace eterna. Tuttavia il Generale non trova il “dover aspettare” degno del suo rango e della sua fama, così contrariato richiama a se due valorosi alleati cominciando quello che sarà un lungo tragitto verso i cancelli celesti. Un inizio sicuramente sopra le righe e che mette in chiaro fin da subito le cose: Skulls of the Shogun ha carattere da vendere e promette divertimento smisurato! Non fatevi però ingannare dalle apparenze poiché non solo la trama è ben studiata e ricca di intrighi, tradimenti, colpi di scena e quant’altro, ma anche il gameplay risulterà più “adulto” di quanto sembri e ben studiato, offrendo al giocatore diverse possibilità d’azione.
Dice Confucio: “studia sempre il campo di battaglia”
Skulls of the Shogun non è altro che uno strategico a turni (5 per squadra per essere precisi) dove il giocatore dovrà affrontare il nemico, al comando della propria armata, cercando di raggiungere un determinato obiettivo. Ovviamente quello principale è il raggiungimento della cima della montagna dove, celato inizialmente dalle nuvole, è sito il cancello celeste. Durante il correre dell’avventura, che durerà per circa sette/otto ore, non dovremo far altro che eliminare i nemici che tenteranno di fermare la nostra inesorabile avanzata, creando scompiglio in tutto l’oltretomba e reclutando sempre nuove truppe e nostri ammiratori. Ogni nostro alleato potrà combattere al nostro fianco proteggendoci ad ogni costo; questo poiché Akamoto è la pedina principale della scacchiera e quindi la sua dipartita porterebbe all’inevitabile Game Over. Tuttavia il Generale se la cava tutt’altro che male sul campo di battaglia, dimostrando una forza e una difesa fuori dall’ordinario. Tra le nostre fila poi ci potranno essere diversi uomini con differenti caratteristiche (come il raggio d’azione) e che permetteranno molteplici soluzioni di attacco: ad esempio vi saranno gli arcieri, utilissimi per gli attacchi a distanza ma con una difesa pessima e quindi inadatti per gli scontri frontali.
Durante le battaglie sarà utile studiare il campo di battaglia prima di colpire, ad esempio se ci nasconderemo dietro delle foglie di bamboo durante un attacco, la nostra difesa aumenterà di qualche punto garantendoci una maggior resistenza ai danni; oppure infestando una risaia per poi coglierne i frutti e in seguito spenderli nelle caserme (anch’esse infestate) o nei santuari così da evocare nuove e fresche truppe. Seppur allettante e apparentemente vantaggiosa come manovra, l’utilizzo di una unità per l’infestazione di qualcosa, lo renderà inutilizzabile durante il turno, non permettendogli nemmeno di difendersi o contrattaccare in caso di offesa. Quindi bisognerà pensare due volte prima di impiegare una determinata azione. Oltre ai soldati semplici poi vi saranno anche i monaci, alleati preziosi e in grado di utilizzare attacchi magici devastanti. Questi saranno sbloccabili infestando un santuario o un luogo sacro durante il combattimento. Attenzione però! Perché se il nemico dovesse infestare il vostro santuario, il monaco verrà automaticamente distrutto e viceversa. Infine, se mangeremo 3 teschi nemici (avete capito bene: mangiare), il nostro alter-ego si tramuterà in un demone in grado di sferrare non più un solo attacco ma ben due, oltre a renderlo più forte e resistente. Nel caso in cui ne mangeremo meno, avremo “solamente” la vita rigenerata in caso di ferite e aumentata di qualche punto. Insomma un gameplay ricco, intriso di humor e in grado di intrattenere il giocatore divertendolo e impegnandolo non solo “manualmente” ma anche cerebralmente.
Tecnicamente Skulls of the Shogun non è nulla di trascendentale, anche se il suo stile cartoon è azzeccatissimo. Non possiamo però dire la medesima cosa del comparto audio, dove troveremo musiche pressappoco identiche e poco coinvolgenti. Tutt’altro discorso invece per il doppiaggio, volutamente incomprensibile (tipo Little Big Planet per intenderci) e carico di humor: con dialoghi allucinanti, battutacce da bar e piacevoli cliché da film di serie B.
Carattere da vendere |
8 | A lungo andare può risultare ripetitivo |
Gameplay profondo | Comparto audio anonimo | |
| DAL MORIR DAL RIDERE | ||