Sound Shapes – Recensione
A conferma che il trend attuale su PS Vita vede le uscite più interessanti sul digital delivery c’è Sound Shapes, che uscirà il 15 Agosto sul PSN Europeo al prezzo di 12.99€, il titolo non è un’esclusiva ma è altresì compatibile per PS3. Sound Shapes è uno di quei giochi che rientrano nell’offerta: “Paghi uno, prendi due”, un unico acquisto per averlo a disposizione su entrambe le piattaforme. E’ da più di un anno che il titolo indipendente di Queasy Games ha catturato il nostro interesse come quello di tanti altri per semplicità e fascino. Il capoccia dietro a questo progetto è lo stesso che ha creato Everyday Shooter rilasciato sul PSN i primi mesi del 2008, particolarissimo sparatutto bidimensionale che lavorava in sinergia con una colonna sonora composta da riff di chitarra e un’esplosione di colori. Proprio da quel concept e da quella formula, Jonathan Mak realizza Sound Shapes, suggestivo platform musicale.

In Sound Shapes controlleremo una sorta di Blob in grado di compiere piccoli salti da una piattaforma all’altra e dotato di ventose per arrampicarsi su tutte le superfici eccetto quelle di colore nero, inoltre premendo il dorsale destro o quadrato, le ventose si ritraggono facendo scivolare più velocemente l’esserino lungo le superfici, utile per sfuggire ai nemici e compiere salti più lunghi. Queste semplici dinamiche di base ci vengono spiegate dai primi schemi introduttivi del tutorial, ogni livello è infatti composto da stanze all’interno delle quali ci sono oggetti con cui interagire, ostacoli e nemici da superare. Nonostante il rosso sia ritenuto non solo il colore dell’amore e della passione, ma anche della vitalità, nel mondo di gioco si apprende subito come il contatto con il colore in questione può privarcene. Toccare qualsiasi oggetto di colore rosso conduce alla morte, riportandoci al checkpoint più vicino. Il menù di gioco propone quattro opzioni: Impostazioni, dove sincronizzare i nostri salvataggi per poi riprenderli su PS3 o PS Vita, l’Editor sul quale ci soffermeremo dopo nel dettaglio, la Comunità nella quale partecipare alle creazioni degli altri utenti e infine la Campagna. Quest’ultima è composta da cinque album per un totale di 25 livelli, rappresentati ognuno da un solco del vinile sopra il giradischi (nella versione PS Vita si può anche interagire con esso tramite touchscreen e scratchare un po’). La Campagna, della durata complessiva di tre ore circa, è uno stupendo viaggio durante il quale passeremo da una stanza all’altra saltando qua e là a suon di musica. Sound Shapes fonde musica e gameplay creando un’esperienza audiovisiva eccellente; all’interno dei livelli troviamo dei gettoni, raccogliendoli aggiungiamo una nota al brano di sottofondo ma anche tutti gli elementi presenti negli scenari partecipano all’unisono alla creazione del brano musicale. Il risultato è una sinfonia dinamica e armoniosa che non si limita ad accompagnare le azioni del giocatore ma è anche perfettamente funzionale al gameplay. Il videogioco vi chiede di suonare insieme alla sua colonna sonora, di scoprirla nota dopo nota e di muovervi a tempo di musica per superare gli ostacoli che si presentano davanti. Possiamo quindi parlare di un vero e proprio dialogo musicale che si ottiene interagendo con lo scenario. Il gioco, al pari di un Child of Eden piuttosto che un REZ, è un esperimento di sinestesia coinvolgendo nella fattispecie vista e udito contemporaneamente. Vi consigliamo pertanto di godervi questa esperienza di gioco, se possibile, con un paio di cuffie per isolarvi da ciò che vi circonda e godervi il balletto musicale.
Man mano che si avanza nei livelli all’ottimo level design viene affidato il carico della sfida ed è richiesta precisione e tempismo, ogni schema è una sfida avvincente che rischia di bloccarvi a più riprese se non affrontata con la dovuta concentrazione. Sebbene il gioco sia improntato sulla struttura del trial and error, questa decade totalmente per via della distribuzione dei checkpoint, anche due in una stanza, che mantengono il divertimento sempre alto evitando il pericolo di sfociare in episodi di frustrazione. Seppur l’aspetto minimalista e le semplici dinamiche possano far apparire Sound Shapes come un platform semplice, la realtà è ben diversa. Il gioco non lesina infatti di proporre sfide coinvolgenti a quei giocatori più hardcore. Ad aggiungere del pepe contribuiscono sia le classifiche online per gli appassionati di high score ai quali viene chiesto di completare i livelli nel minor tempo possibile prendendo tutti i gettoni, e anche la modalità Morte sbloccabile una volta completati tutti i livelli. Cambiando il lato del disco entreremo in questa modalità che ci chiede di recuperare i gettoni sparsi in un quadro nel tempo stabilito, ovviamente evitando nemici e ostacoli vari, una sfida che vi terrà impegnati per parecchie ore. La longevità del titolo si fa forte non solo di questa modalità ma anche di altre due: Scuola di ritmo nella quale dobbiamo riconoscere le note musicali di una traccia e comporla nell’editor, l’altra è invece la Comunità.
CREA LA TUA MUSICASulla scia della formula di LittleBigPlanet: Gioca – Crea – Condividi, anche Sound Shapes propone una modalità per la creazione dei livelli. A differenza dell’opera di Media Molecule, la fase di creazione è molto più facile supportata in maniera ottimale nella versione PS Vita dall’uso dei due pannelli touch screen. Oltre al vantaggio di navigare in maniera più veloce e piacevole tra i menù, agendo direttamente sul display sarà più semplice disporre gli oggetti piuttosto che deformarli , ruotarli o ingrandirli con il touchpad retrostante. Questa modalità è anche utile a capire meglio il meccanismo intorno al quale è strutturato un livello, il primo passo è quello di comporre la musica, immaginate dunque uno spartito musicale davanti a voi, in base all’altezza dell’oggetto posizionato questo emetterà una determinata nota che può essere alzata o abbassata a piacimento. Inoltre a ogni oggetto può essere associato uno tra una vasta gamma di strumenti musicali, creando così anche sequenze articolate. Con uno slide sul display o muovendo l’analogico in una delle quattro direzioni si passa alla composizione del quadro successivo, aggiungendo magari nuovi suoni per arricchire la base musicale di partenza. I livelli creati potranno essere pubblicati e condivisi sul PSN e non solo, scaricando quelli degli altri si potranno modificare in toto, creando dei veri e propri remix. Non mancano quelle caratteristiche social come diventare fan dei propri autori preferiti piuttosto che mettere in coda i livelli da giocare. Guardando al successo ottenuto da LBP e alle creazioni della community, è facile pensare che qui possa accadere lo stesso soprattutto a fronte di una maggiore semplicità di utilizzo dell’editor.
Il gioco vanta delle collaborazioni d’eccezione che si evidenziano completamente tanto nello stile artistico, minimalista, un po’ fumettoso, un po’ pixel art fatto di linee morbidi e colori vivaci, quanto nella colonna sonora davvero eccezionale. Per quanto concerne la parte grafica dei livelli hanno collaborato i SuperBrothers, Pyramid Attack e Pixeljam invece per la colonna sonora si sono prestati artisti quali deadmau5, Beck, Jim Guthrie (autore delle melodie di Sword and Sorcery), I am Robot and Proud.
Gameplay e musica si fondono per regalare un'esperienza davvero divertente |
9.0 | I livelli della Campagna finiscono troppo presto |
Difficoltà progressiva con un livello di sfida adatto a ogni tipo di giocatore | ||

