Spellforce 2: Faith in Destiny – Recensione
La serie di Spellforce è sicuramente una delle tante che negli anni ha saputo creare la sua schiera di fan ma, allo stesso modo, non è stata considerata dai più come un acquisto sensato o meritevole. A ben sei anni da Shadow Wars, Nordic Games e Mind Over Matter Studios lanciano Spellforce 2: Faith in Destiny, annunciato oltre tre anni fa e interrotto più volte a causa dei problemi vissuti da JoWood, che tutti conosciamo.
FAITH IN DESTINY
Questo nuovo capitolo riprende la storia dagli eventi vissuti nelle release precedenti ed ancora una volta entreremo nei panni di un soldato-eroe dotato di interessanti poteri, il cui compito è quello di scacciare la presenza delle nuove minacce apparse in Eo. Semplici basi a livello narrativo, quindi, che servono per introdurci nel mondo di gioco e dare un senso logico alle azioni che andremo a compiere nelle tante ore d’avventura che ci attendono. Il titolo, arrivato sia in formato digitale su Steam che in formato retail, è la classica espansione stand-alone che cerca di ampliare l’esperienza dopo ben sei anni di distanza dal predecessore; un periodo molto lungo, che come più avanti avremo modo di far notare, ha inciso sui risultati di sviluppo, soprattutto a livello tecnico.
Detto ciò, Spellforce 2: Faith in Destiny non ha portato spunti di rinnovamento, a parte la possibilità di cavalcare i draghi, al contrario basa le sue fondamenta sul codice originale e su quelle che ormai sono meccaniche collaudate. La raccolta di tre indispensabili risorse per la costruzione di edifici e la creazione di truppe sono il fulcro di Spellforce, a cui si affiancano gli eroi (da far crescere e sviluppare) con proprie caratteristiche e si ottiene, così, quel mix strategico-GdR che ha fatto la vera fortuna di questa serie. Le mappe di gioco si presentano belle grandi e la difficoltà di scontri e quest è parsa ben bilanciata, consentendo l’alternanza di grandi scontri tra truppe ad altri in cui il solo uso degli eroi è di certo più indicato.
SERVE QUALCOSA DI NUOVO
Uno dei principali difetti di questo gioco è quello di non portare niente di nuovo, oltre al fatto di apparire indietro con gli anni dal punto di vista tecnico. Ad evidenziare delle fasi di sviluppo incerte e tirate troppo per le lunghe, anche la mancanza della cura di alcuni dettagli dai quali ogni videogiocatore appassionato si sarebbe aspettato di più. Tuttavia, il team di sviluppo ha inserito un buon numero di contenuti ad un prezzo di soli venti euro. Difatti, oltre alla campagna, possiamo cimentarci con le schermaglie (anche affrontate su mappe create tramite l’editor apposito) e con la modalità online, che purtroppo vede i server ancora molto poco frequentati. Nonostante questo, Spellforce 2: Faith in Destiny riesce a dimostrarsi un ottimo gioco, che richiede pianificazione ed attenzione nel compiere le proprie scelte e le location di gioco piene di elementi di disturbo, tra i quali possiamo senz’altro citare la fauna dei luoghi attraversati, danno alle fasi esplorative un maggior senso di soddisfazione. Allo stesso modo, le unità neutrali che incontreremo, rappresentano una variabile non da poco, visto che potrebbero mostrarsi ostici nei nostri confronti e, quindi, mandare all’aria i nostri gloriosi piani!
Sul lato tecnico, come appunto accennavamo, il prodotto di Nordic Games non eccelle. Graficamente siamo indietro con gli anni, ma gli ambienti ed i colori utilizzati fanno guadagnare qualche punticino ad una valutazione globale altrimenti lievemente insufficiente; lo stesso dicasi per le cut-scenes, di cui avremmo fatto volentieri a meno vista la realizzazione grossolana. Fortuna vuole che l’audio sia tutt’altra storia: i brani che fanno da sottofondo si dimostrano sempre all’altezza ed il doppiaggio (completamente in Italiano) rende molto bene, anche se rimane un pochino inferiore a quello recitato in lingua inglese.
Mix strategico/GdR |
7.5 | Graficamente mostra tutti i suoi anni |
Ore ed ore di divertimento | C'è bisogno di un bel restyling completo | |
